Pesca di Verona

La denominazione “Pesca di Verona” è riservata ai frutti a polpa bianca e a polpa gialla delle varietà a maturazione precoce, media e tardiva appartenenti alla specie Persica vulgaris, Mill. La “Pesca di Verona” si distingue per il colore dell’epidermide dei frutti, più esteso e intenso rispetto a quello che contraddistingue di norma ciascuna cultivar. Inoltre la polpa è consistente, succosa, di sapore caratteristico. È caratterizzata da forma rotondeggiante e divisa da un solco longitudinale. La polpa, acidula e succulenta, racchiude un nocciolo con mandorla intera. Il calibro minimo dei frutti, per le varietà precoci, è pari a 61 mm mentre per quelle medie e tardive è di 67 mm.
Le testimonianze documentali sulla tradizione della coltura del pesco sono numerose. Si citano quelle contenute nel volume di A. Valerini “Le bellezze di Verona” del 1584, e nel “Gioco della Cucagna” che descrive i costumi del XVII secolo le “principali prerogative delle città d’Italia circa le robbe mangiative”, vengono segnalate le “persiche di Verona”. C. Tonini nelle sue “Osservazioni agrarie della Provincia di Verona per l’anno 1877” sottolinea, oltre lo straordinario impulso ricevuto dalla coltivazione del pesco, l’esportazione delle “belle voluminose” pesche “spiccatoie e poscia duracine” verso le mense più esigenti di Germania e Russia per un quantitativo superiore a 10.000 t. Anche Stefano Iacini, negli “Atti della Giunta per la Inchiesta Agraria” del 1882 sottolinea che “la coltivazione dei peschi è molto intensiva nella provincia di Verona fin dai tempi remotissimi”. Inoltre Sormani-Moretti nella monografia “La provincia di Verona”, del 1904, a proposito del pesco ricorda che trattasi “di un sistema di coltura invalso da secoli (…) con esso si mantiene ognora prospera, proficua e vantata la coltivazione del prezioso frutto.
La zona di produzione è caratterizzata dal clima temperato dalla vicinanza del Lago di Garda e da terreni di origine fluvio-glaciale che contraddistinguono l’alta pianura veronese e le colline sulla sponda sud-orientale del lago. Le tecniche colturali adottate sono rispettose dell’ambiente e la difesa dalle malattie è svolta con i sistemi propri della “difesa integrata”, secondo le norme del Piano nazionale e regionale. A mano o per mezzo di una macchina calibratrice, i frutti vengono confezionati e avviati alla commercializzazione o verso le celle frigorifere che li possono conservare per alcuni giorni.
Territorio interessato alla produzione: Comuni di Bussolengo, Castel d’Azzano, Mozzecane, Pastrengo, Pescantina, S. Giovanni Lupatoto, Sommacampagna, Sona, Valeggio sul Mincio, Villafranca di Verona, Povegliano, Vigasio, Isola della Scala, Oppeano, Palù, Ronco all’Adige, Isola Rizza, Roverchiara, Albaredo d’Adige, Bonavigo, Angiari, Minerbe, Boschi S. Anna, Bevilacqua e Terrazzo e parte dei comuni di Castelnuovo del Garda, Lazise, S. Ambrogio di Valpolicella, S. Pietro Incariano, S. Martino Buonalbergo, Verona, Zevio e Legnago.
Reperibilità: Da giugno a settembre sono reperibili presso qualsiasi mercato al dettaglio.
Usi: Oltre che consumate fresche, le pesche sono utilizzate nella preparazione di confetture, marmellate e succhi.
Pesca di Verona