… e fanno bene anche al cuore!

Fagioli, piselli, fave, ceci, lenticchie, arachidi e soia fanno tutti parte della famiglia delle leguminose. Sono alimenti poveri di grassi ma ricchi di proteine, carboidrati e fibre e che donano un piacevole e sano senso di sazietà. Sono altresì tra gli alimenti vegetali più ricchi di calcio, e si distinguono anche per il contenuto di vitamine (vitamina B1) e sali minerali come ferro e potassio.

NFI – Nutrition Foundation of Italy – Centro Studi dell’Alimentazione – segnala due studi scientifici che confermano gli effetti benefici dei legumi. L’alto contenuto di fibra – sia insolubile che solubile – e la funzione di controllo sui livelli di colesterolo del sangue, agiscono come potenziale riduzione del rischio cardiovascolare.

Nel primo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sul "British Journal of Nutrition", si è valutata la biodisponibilità dei minerali in essi contenuti, l'impatto sull'Indice Glicemico (IG) in soggetti diabetici e non diabetici e gli effetti sui lipidi circolanti in pazienti moderatamente ipercolesterolemici. I tipi di legumi esaminati erano i fagioli con l’occhio, mungo, cinesi lunghi, alati, bianchi. Altri legumi erano i ceci, i piselli, le arachidi e la soia.

Il maggiore contenuto in ferro è stato riscontrato nella soia e nei fagioli con l’occhio, anche se la maggiore biodisponibilità è stata rilevata per il ferro contenuto nel fagiolo comune; le arachidi sono risultate tra le principali fonti di zinco, che tuttavia viene più facilmente utilizzato dall’organismo se assunto con i fagioli bianchi e americani; ancora i fagioli bianchi, la soia e i ceci rappresentano valide fonti di calcio che è più biodisponibile nei piselli.

Tutti i prodotti esaminati avevano un basso IG (compreso tra 6 e 13). Invece, l’effetto ipocolesterolemizzante si è confermato più marcato con le arachidi, in grado di ridurre la colesterolemia totale del 7% e per i fagioli bianchi che hanno ridotto i livelli di colesterolo sia totale che LDL rispettivamente del 6% e del 9%. I ricercatori hanno quindi concluso che l’apporto di minerali con i legumi è variabile in relazione alla qualità considerata, probabilmente a causa del diverso contenuto di minerali e dell’interazione tra questi e l’acido fitico (una sostanza in grado limitarne l'assorbimento o l'utilizzo).

L’effetto ipocolesterolemizzante dei legumi trova conferma nelle conclusioni di un altro articolo, pubblicato su "Nutrition Metabolism and Cardiovascular Diseases", per il quale sono stati esaminati i dati ottenuti da 10 studi clinici randomizzati, condotti con l’obiettivo di valutare la relazione fra il consumo di legumi diversi dalla soia e il profilo lipidico, su un totale di 270 pazienti.

Dal confronto e dall’analisi dei risultati è emerso che il consumo giornaliero di 80-140 g di piselli, lenticchie, fagioli o fave, per almeno 3 settimane, comporta una riduzione media del colesterolo totale di 11,8 mg/dl e del colesterolo LDL di 8 mg/dl. Questa osservazione conferma l’importanza del consumo di legumi, nell’ambito di un’alimentazione varia ed equilibrata, per la prevenzione dei fattori di rischio cardiovascolare.

Fonte: www.lastampa.it