Pruneaux d'Agen – Pruneaux d'Agen mi-cuits

Le “pruneau d’Agen” proviene dalla varietà “prune d’Ente”. Si tratta di un frutto secco di forma ovale-allungata, colore tra il marrone scuro e il nero, aspetto brillante ma non appiccicoso e consistenza morbida, con polpa di colore dal giallo-bruno al giallo dorato, senza caramellizzazione e privo di muffe.
Al termine di vari trattamenti industriali, i più frequenti dei quali sono la reidratazione e la snocciolatura, le prugne secche d’Agen sono preparate per la commercializzazione suddivise per calibri omogenei; il tenore di umidità, menzionato sull’imballaggio, non deve superare il 35 %.
La prugna secca d’Agen deve presentarsi intera, carnosa, con epicarpo grinzoso ma privo di bolle d’aria e screpolature, e possedere le caratteristiche organolettiche proprie della varietà di cui trattasi.
Le prugne secche d’Agen sono vendute sfuse (in cartoni di 5 o 12,5 kg ricoperti da una pellicola di polietilene o in altri tipi di imballaggio ammessi dalla regolamentazione in vigore) oppure preconfezionate (in sacchetti o barchette di materia plastica, scatole di legno o metallo, cassettine o cestini in legno ricoperti di pellicola trasparente o altre presentazioni ammesse dalla regolamentazione in vigore).
Le prugne secche d’Agen devono rispettare un calibro minimo fissato ad un numero di frutti inferiore o pari a 77 per 500 g.
È denominato “pruneau d’Agen mi-cuit” (prugna d’Agen semisecca) il prodotto tradizionale ottenuto arrestando l’essiccazione quando il tenore di umidità del frutto è sceso tra il 30 e il 35 %.
I frutteti, così come gli impianti di essiccazione, trasformazione e confezionamento, devono essere situati nella zona geografica.
Questa comprende la totalità del dipartimento di “Lot-et-Garonne”, ad eccezione del cantone di Houeilles, e una parte dei dipartimenti limitrofi, ossia per il dipartimento della “Gironde” i cantoni di Auros, Branne, Carbon-Blanc, Castillon La Bataille, Cenon, Créon, La Réole, Lussac, Monségur, Pellegrue, Pujols, Sauveterre de Guyenne e Sainte-Foy-La-Grande; per il dipartimento della “Dordogne” i cantoni di Beaumont, Belves, Bergerac, Domme, Eymet, Issigeac, La Force, Le Bugue, Le Buisson de Cadouin, Monpazier, Montpon Menesterol, Sigoules, Velines, Villefranche de Lonchapt e Villefranche du Périgord; per il dipartimento di “Lot” i cantoni di Bretenoux, Castelnau Montratier, Catus, Cazals, Figeac, Gourdon, lacapelle Marival, Lalbenque, Livernon, Luzech, Montcuq, Puy L’Evêque, Saint-Cere, Saint Germain du Bel Air e Salviac; per il dipartimento di “Gers” i cantoni di Condom, Eauze, Fleurance, Jegun, Lectoure, Mauvezin, Miradoux, Montréal, Saint-Clar, Valence sur Baïse e Vic Fezensac, e tutto il dipartimento di “du Tarn-et-Garonne”, ad eccezione dei cantoni di Caylus, Saint Antonin Noble Val e Villebrumier.
La coltivazione del prugno d’Ente nella regione risalirebbe al XII secolo, quando la varietà sarebbe stata introdotta dai Crociati che ritornavano da Damasco. Da allora e fino al XVI secolo l’essiccazione avveniva esclusivamente al sole; tuttavia il clima della regione, soggetto a variazioni cicliche di annate umide e annate secche, non permetteva un ricorso costante a tale pratica. Perciò, a partire dalla seconda metà del XVI secolo, si cominciò ad utilizzare i forni da pane per completare l’essiccazione delle prugne.
Le procedure seguite dagli operatori e i documenti di registrazione da essi detenuti permettono oggi l’identificazione e la tracciabilità del prodotto in tutte le fasi: dalla produzione all’essiccazione alla trasformazione.
I frutteti sono potati tutti gli anni. Le prugne sono raccolte al momento della maturazione ottimale: la raccolta avviene infatti in diverse fasi. Le prugne sono essiccate entro 72 ore dalla raccolta in appositi impianti di disidratazione fino a raggiungere un tenore di umidità residua non superiore al 23 %. Le prugne secche devono essere pulite e sane, ossia esenti da marciumi, da alterazioni dovute a fermentazione, da acari vivi, insetti vivi o morti o escrementi di insetti. La prugna semisecca d’Agen è invece ottenuta arrestando l’essiccazione nel momento in cui il tenore di umidità è sceso tra il 30 e il 35 %. Al termine dell’essiccazione le prugne sono immagazzinate, cernite e calibrate. Dopo essere state reidratate e snocciolate, esse sono infine commercializzate secondo calibri omogenei con il tenore di umidità indicato al punto 4.2.
Una caratteristica peculiare legata al prodotto La zona di produzione della prugna d’Ente è caratterizzata dal conflitto climatico tra l’influenza del Mediterraneo e quella dell’oceano. La variabilità del clima – periodi caldi in primavera e in estate, piovosità ripartita su tutto l’arco dell’anno e notti estive rinfrescate da temporali – conferisce al frutto quell’equilibrio particolare tra dolce e acidulo all’origine delle qualità peculiari della prugna secca d’Agen. Il prugno d’Ente trova in questa regione il freddo invernale necessario per il riposo annuale della vegetazione e risente di poche gelate primaverili, alle quali i fiori e i frutti appena formati sono molto sensibili. Inoltre il prugno d’Ente si sviluppa in maniera ottimale nel terreno argilloso-calcarico di questa zona geografica. Il tipo di suolo influisce favorevolmente sulla crescita vegetativa, consentendo così di ottenere grosse prugne molto dolci dall’epicarpo sottile e morbido. È questa una condizione indispensabile per ottenere prugne secche di grosso calibro e di alta qualità.
Grazie alle proprietà nutritive e alla facilità di conservazione e di trasporto, la prugna secca d’Agen è presto diventata oggetto di un esteso commercio. In passato ha conosciuto diversi periodi di fama internazionale, come alla fine del XVIII secolo e soprattutto nella seconda metà del XIX secolo, quando il prodotto era conosciuto a livello mondiale con il semplice riferimento alla zona di origine. Dall’inizio degli anni ’60 conosce una nuova fase di sviluppo.
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