Prosciutto di Modena

La storia della produzione del Prosciutto di Modena risale alla scoperta dell’utilizzo del sale che si è affermata con l’avvento dei Celti e successivamente si è affinata in epoca romana.
All’epoca del Bronzo si è inoltre consolidata la pratica dell’allevamento di animali domestici, fra i quali i suini.
Il Prosciutto di Modena viene prodotto in 34 comuni distribuiti tra le province di Modena, Bologna e Reggio Emilia. Vengono impiegati maiali di nove mesi, che provengono da allevamenti presenti in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Abruzzo, Lazio, Molise, Toscana, Veneto, Marche e Umbria.
Il procedimento è semplice: dapprima le cosce vengono raffreddate a 0 ° C, salate e poi conservate a 2 ° C per circa 8 settimane. Si procede poi alla lavatura, asciugatura e sugnatura, fatta con farina, strutto, sale e pepe. La stagionatura dura circa un anno.
Questo prosciutto ha forma di pera e si presenta, al taglio, di colore rosso vivo, delicato al gusto (dolce e sapido, ma non profumato, ma non salato.

Prosciutto di Modena (Dop) è un preparato a base di carne a Denominazione di origine protetta.

La storia della produzione di tale salume è molto antica. Già dai tempi Celti e dei Romani, vi era l’abitudine di conservare la carne sotto sale. Espediente questo utilizzato per conservare il prodotto durante le campagne militari.

Il prodotto si può consumare con melone o fichi. Deve essere affettato fine e può essere abbinato a vini non invecchiati, sia rossi che bianchi.

Fonte: www.wikipedia.org