Limone di Sorrento

Molte altre testimonianze storiche attestano la continuità nella coltivazione del limone in questa zona: Torquato Tasso, nato a Sorrento, Giovanni Pontano e Giambattista della Porta descrivono in vario modo la presenza di questo agrume; mentre Bonaventura da Sorrento attestava le spedizioni di limoni in tutto il mondo a partire dall’800.
La presenza del limone nella provincia di Napoli fin dai tempi remoti è dimostrata dalla raffigurazione di questo profumato frutto in numerosi dipinti e mosaici rinvenuti negli scavi di Pompei ed Ercolano.
Il limone favorisce le difese naturali dell’organismo e protegge la parete vascolare; ha una funzione disintossicante e depurativa per l’organismo, ma anche ipotensiva e antireumatica. In cucina, può essere consumato al naturale oppure per preparare spremute e succhi o aromatizzare dolci, marmellate e bevande. Con il Limone di Sorrento si produce anche il “limoncello”, il famoso liquore tipico della zona.
La polpa si utilizza anche in cosmesi per la preparazione di maschere per la pelle e creme per le mani.
Il sistema di coltivazione è quello tipico e tradizionalmente adottato nella zona: le piante vengono allevate sotto impalcature di pali di legno, preferibilmente di castagno, su cui vengono appoggiate le famose “pagliarelle” per proteggere le chiome degli alberi dal freddo e dal vento e anche per ritardare il più possibile la maturazione dei frutti. La raccolta dei frutti viene fatta a mano, poiché è da evitare il contatto diretto con il terreno.

Limone di Sorrento