Terre Tiburtine

La denominazione di origine protetta «Terre Tiburtine» e’
riservata all’olio extra vergine di oliva che risponde ai requisiti
ed alle condizioni indicati nel disciplinare di produzione.
La produzione di olio extra vergine di oliva a denominazione di
origine protetta «Terre Tiburtine» e’ ottenuta dalle varieta’ di
olivo dalle seguenti varieta’:
Frantoio fino al 30 %;
Leccino fino al 25 %;
Rosciola almeno nella misura del 5 %;
Rotonda di Tivoli almeno nella misura del 5 %.
Per il restante 35 % potranno essere presenti congiuntamente o
disgiuntamente varieta’ di: Montanese, Brocanica, Carboncella,
Pendolino, Itrana.
All’atto dell’immissione al consumo la denominazione di origine
protetta «Terre Tiburtine» risponde alle seguenti caratteristiche:
Caratteristiche organolettiche:
colore: giallo oro con sfumature verdi;
odore: fruttato;
sapore: fruttato con sensazione di amaro e piccante;
panel test: mediana dei difetti uguale a 0 e mediana del
fruttato superiore a 0.
Caratteristiche chimico-fisiche:
Acidita’ %: inferiore o uguale a 0,6;
Indice di perossidi mEq O2/kg: inferiore o uguale a 14;
Spettrometria UV K232: inferiore o uguale a 2,2;
Spettrometria UV K270: inferiore o uguale a 0,15;
La zona di produzione delle olive destinate all’ottenimento
dell’olio extra vergine di oliva a denominazione di origine protetta
«Terre Tiburtine», comprende i territori dei comuni in provincia di
Roma: Casape, Castel Madama, Castel S. Pietro (parte), Ciciliano,
Cineto Romano, Licenza, Mandela, Pisoniano, Poli, Roccagiovine, Roma
(parte – loc. S. Vittorino), S. Gregorio da Sassola, S. Polo (parte),
Sambuci, Tivoli e Vicovaro.
La zona di produzione della denominazione «Terre Tiburtine» e’
cosi’ delimitata: partendo dall’incontro del confine nord del comune di Tivoli con il comune di S. Polo si scende verso sud fino ad
incontrare la Strada provinciale S. Polo, la si prende in direzione
del centro abitato fino al tornante in prossimita’ del km 5,00 e si
prosegue sulla strada per Valle Ostonito fino a raggiungere il
confine del comune di Vicovaro; si procede poi verso nord
raggiungendo prima il confine di Roccagiovane e successivamente
quello di Licenza. Seguendo il confine di quest’ultimo si scende
verso quello di Mandela fino ad arrivare al confine di Cineto Romano
da seguire fino al confine sud di Mandela e successivamente a quello
di Vicovaro. Si prosegue poi sul confine est di Sambuci e
successivamente lungo quello di Ciciliano fino ad arrivare al confine
sud di Pisoniano. Si risale per il confine ovest di Pisoniano e si
prosegue fino al confine ovest di Poli passando per il confine sud di
Ciciliano, quello est di S. Gregorio da Sassola e di Casape. Si segue
il confine di Poli fino alla strada comunale del Ciavaccone-Bulliga
che passa nel comune di Castel S. Pietro Romano fino a raggiungere il
confine sud di Castel S. Pietro in loc. Parmiggiani. A questo punto
si prosegue lungo quest’ultimo confine in direzione del confine di
Roma da seguire fino a raggiungere la Strada Provinciale Maremmana II
che si prende in direzione Nord fino a raggiungere il confine sud di
Tivoli al bivio in localita’ di Osteria Capannelle. Da queste punto
si prosegue seguendo il confine Ovest di Tivoli fino a raggiungere il
confine Nord dello stesso comune.
Ogni fase del processo produttivo deve essere monitorata
documentando per ognuna i prodotti in entrata ed, i prodotti in
uscita. In questo modo, e attraverso l’iscrizione in appositi
elenchi, gestiti dall’organismo di controllo, degli oliveti, dei
produttori, dei frantoiani e dei confezionatori, nonche’ attraverso
la tenuta di registri di produzione e condizionamento, e’ garantita
la tracciabilita’ e la rintracciabilita’ della filiera di produzione
del prodotto. Tutte le persone, fisiche o giuridiche, iscritte nei
relativi elenchi, saranno assoggettate al controllo da parte
dell’organismo di controllo, secondo quanto disposto dal disciplinare
di produzione e dal relativo piano di controllo.
La coltivazione delle olive, nonche’ l’estrazione, ed il confezionamento dell’olio extravergine di oliva Denominazione di Origine protetta «Terre Tiburtine» devono avvenire nell’ambito della
zona di produzione di cui all’art. 3 per evitare che lo scuotimento
dovuto al trasporto, gli sbalzi di temperatura nonche’ l’arieggiamento alterino le caratteristiche tipiche del prodotto e ne compromettano la qualita’ nonche’ per garantire il controllo e la tracciabilita’.
Le condizioni pedoclimatiche e di coltivazione degli oliveti destinati alla produzione di oli a denominazione di origine protetta «Terre Tiburtine», sono quelle tipiche della zona di
produzione.
I sesti di impianto sono variabili: per ragioni storiche ed anche perche’ molti oliveti sono stati piantati in terreni con diversa giacitura.
Per la gestione del suolo, si eseguono lavorazioni meccaniche superficiali che risultano utili «anche per il controllo delle erbe infestanti.
E’ consentita la pratica dell’inerbimento.
Nella concimazione e’ ammesso l’utilizzo di fertilizzanti organici e/o di sintesi.
La difesa fitosanitaria deve
essere effettuata secondo le modalita’ della lotta guidata al fine di
ridurre al minimo o di eliminare i residui di antiparassitari sulle
olive.
La raccolta delle olive deve essere effettuata all’inizio della fase di invaiatura fino al 30 gennaio successivo.
La raccolta
delle drupe deve essere effettuata manualmente o meccanicamente
utilizzando tutti gli accorgimenti onde evitare il contatto delle
olive con il terreno.
E’ vietato il ricorso a prodotti di
abscissione. In ogni caso devono essere utilizzate le reti, mentre e’
vietata la raccolta delle olive cadute naturalmente e quella sulle
reti permanenti. Le olive raccolte, devono essere riposte e
conservate in contenitori rigidi, traforati, facilmente lavabili,
della portata massima di 380 kg.
Il trasporto delle olive deve
avvenire in modo idoneo ad evitare danni al frutto.
Le olive devono essere molite entro 48 ore dalle fine delle operazioni di raccolta.
La produzione massima di olive, riferita agli oliveti specializzati
ed intensivi, destinata alla produzione degli oli denominazione di
origine protetta «Terre Tiburtine» non dovra’ superare i 6500 Kg/ha
nel caso di oliveti specializzati e comunque per i promiscui la
quantita’ totale di olive prodotte non dovra’ essere superiore a 100 Kg a pianta.
Nella oleificazione delle olive destinate alla produzione di oli
di cui all’art. 1, sono ammessi soltanto i processi meccanici e
fisici atti a garantire l’ottenimento di oli esenti da alterazione.
Le olive prima di essere avviate alla frangitura dovranno essere
sottoposte al lavaggio tramite lavatrice.
Per l’estrazione dell’olio
sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici atti a produrre oli
che presentino le caratteristiche peculiari originarie dei frutti. La
gramolatura deve essere effettuata ad una temperatura della pasta di
olive non superiore a 34°C e per periodo non superiore a cinquanta
minuti.
E’ vietato il metodo di trasformazione noto col nome di
«ripasso».
E’ vietato altresi’ il ricorso a prodotti ad azione chimica o biochimica e l’uso del talco nell’ambito del processo di
estrazione.
La resa massima delle olive in olio non dovra’ essere superiore al 25%.
Fin da tempi remoti, antichi scrittori latini di cose agrarie,
quali Columella, Plinio e Marrone, esaltarono la fertilita’ dei suoli
Tiburtini e la qualita’ di «Oleum Tiburtinum» tanto che l’Imperatore
Adriano volle che la sua famosa villa imperiale si adagiasse tra due
oliveti delle Terre Tiburtine, ancora presenti nell’area archeologica.
In quest’ultimo sito, e’ inoltre tutt’ora in produzione uno dei piu’ grandi olivi in Italia e forse in Europa: l’Albero Bello, la cui eta’ e’ stimata in 20 secoli, e la cui ceppaia misura alla base 14 metri di circonferenza.
Nella carta topografica della
Diocesi e dell’Agri Tiburtini del 1739, presso l’Archivio di Stato di
Roma, viene individuata l’area geografica Tiburtina che comprende
tutti i comuni indicati all’art. 3 del presente disciplinare di
produzione.
La popolazione tiburtina e’ particolarmente legata alla
produzione oleicola in termini sia economici che di tradizione.
L’areale di produzione e’ ideale per la produzione di oli
particolarmente apprezzati e viene realizzata nella fascia
altimetrica compresa tra i 90 e i 500 mt slm in un ambiente pedoclimatico caratterizzato da un suolo di origine prevalentemente prevulcanico roccioso, ciottoloso e ricco di scheletro e da un clima asciutto d’estate e mite d’inverno con precipitazioni medie annue di circa 1100 mm. Inoltre la presenza delle cultivar tipiche della zona hanno reso la produzione oleicola di particolare qualita’.
E’ obbligatorio riportare sulla
confezione l’annata di produzione delle olive da cui si e’ ottenuto
l’olio. L’olio «extra vergine di oliva a denominazione di origine
protetta «Terre Tiburtine» deve essere immesso al consumo in
recipienti di vetro, banda stagnata o ceramica di capacita’ non
superiore a 5 litri.
Sono ammesse confezioni in bustine monodose di
laminato metallico di alluminio ed idonei materiali sintetici
consentiti dalla legge, della capacita’ di 10 ml, recanti le
disposizioni previste dalla normativa vigente piu’ una numerazione
progressiva attribuita all’organismo di controllo. Sui recipienti e
sulle bottiglie deve essere riportata la menzione «Terre Tiburtine»
la dicitura «DOP» oppure «Denominazione di origine protetta», il logo, ed inoltre la dicitura «Olio confezionato dal produttore all’origine ovvero «olio confezionato nella zona di produzione».
Il logo della denominazione «Terre Tiburtine» e’ costituito dalla sagoma
stilizzata dell’Acquedotto Romano della Valle dell’Aniene in
particolare e’ stato raffigurato il Ponte de1 Lupo.

Terre Tiburtine