Cítricos Valencianos o Cítrics Valencians

Frutti delle piante arancio (Citrus sinensis, L.), mandarino (Citrus reticultata Bianco) e limone (Citrus limon L.).
Gli agrumi protetti dalla IGP “Cítricos Valencianos” saranno i seguenti:
– per le arance, quelle dei gruppi Navel e Blancas, delle varietà e con le caratteristiche definite nella tabella riportata in appresso,
– per i mandarini, quelli dei gruppi Satsuma, Clementine e ibridi e delle varietà e con le caratteristiche definite in appresso,
– per i limoni, quelli delle varietà e con le caratteristiche definite.
I frutti presenteranno uno sviluppo adeguato e dovranno essere in uno stato, soprattutto per quanto riguarda la maturazione, che ne consenta il trasporto, la conservazione, il condizionamento e l’imballaggio tali da poter giungere a destinazione in condizioni soddisfacenti. Gli agrumi che fruiranno dell’IGP verranno classificati nelle categorie “extra” e “I”, in base alla norma di qualità applicabile.
I contenitori saranno di materiale per uso alimentare ed autorizzati dal Consejo Regulador. I formati di confezionamento saranno costituiti da cassette da 2,5 a 20 kg e reticelle o borse da 1 a 4 kg.
La zona di produzione di questi agrumi è costituita da una fascia litoranea che si estende da nord a sud lungo la costa e all’interno verso le valli fluviali ed abbraccia diversi territori comunali delle province di Castellón, Valencia e Alicante.
Potranno fruire dell’IGP gli agrumi prodotti in particelle iscritte nel registro delle colture nonché trattati negli stabilimenti di conservazione e di condizionamento ed imballaggio iscritti nel corrispondente registro, rilasciato dal Consejo Regulador.
Il trattamento cui sono sottoposti gli agrumi nei suddetti impianti avviene nelle seguenti fasi: arrivo in stabilimento, trasferimento nella linea di processo, imballaggio e spedizione.
La qualità del prodotto finale viene controllata presso le imprese di condizionamento da parte del servizio ispettivo del Consejo Regulador. Viene inoltre effettuato un controllo documentale con verifica delle dichiarazioni che obbligatoriamente devono fare i produttori nonché di quelle effettuate dai centri di condizionamento e di imballaggio.
Tradizionalmente, nella Comunidad Valenciana gli agrumi vengono coltivati in regime di coltura irrigua, in piantagioni intensive, preferibilmente con alberi di dimensioni ridotte e soggette a manutenzione e trattamenti specialistici che richiedono un considerevole impiego di manodopera qualificata. Il livello tecnico dell’agricoltore valenciano, la perfetta conoscenza della coltivazione e le caratteristiche del suolo fanno sì che si ottenga uno stato ottimale dei frutteti e di sviluppo del frutto. Vengono utilizzati portinnesti di specie di agrumi o loro ibridi resistenti alla salinità, al calcare e alle principali fitopatologie.
Il confezionamento dovrà essere tale da garantire una adeguata protezione del prodotto; ogni contenitore ed imballaggio od ogni lotto di spedizione alla rinfusa presenterà uno stesso grado di sviluppo e di maturazione, a seconda della destinazione. Al momento della spedizione, gli agrumi dovranno possedere le caratteristiche proprie della varietà specifica e dovranno soddisfare i requisiti stabiliti dalla legislazione vigente.
Di tutte le zone agrumicole del mondo, è il territorio della Comunidad Valenciana quello in cui la tradizione di questa coltivazione è la più radicata. Esistono testimonianze storiche molto antiche circa la presenza e la notorietà di questa coltivazione nell’area valenciana. Francesc Eiximenis (1340-1409) nel “Regiment de la Cosa Pública” parla dell’esistenza di frutteti di aranci e limoni, facendo riferimento alle bellezze di Valencia. Muntzer nella sua opera “Viaje por España y Portugal” (1494) facendo riferimento a Valencia parla di una terra “fecondissima di arance, limoni, cedri e altri innumerevoli alberi da frutta”, e aggiunge “possiamo ammirare il frutteto della città che è eccellentemente dotato di piante come limoni, aranci, cedri e palme”. Nella traduzione dell’opera Dioscórides, a cura di Laguna, “Tratado de Medicina” (1570) si ritrovano dati sulle arance e sui limoni e si dice che “i valenciani chiamano pompelmi le arance”. Alla fine del secolo XVIII il botanico Cabanilles già parla della “produzione di 4000 tahullas (unità di misura dell’epoca) di arance della china che hanno una resa superiore a qualsiasi altra coltura”.
Le prime piantagioni commerciali per il consumo del frutto fresco risalgono alla fine del secolo XVIII e sono andate estendendosi sino a raggiungere attualmente una superficie di circa 94000 ha di aranci, 65000 ha di mandarini e circa 15000 ha di limoni, il che ha permesso di perfezionare certe tecniche e conoscenze specifiche basate sull’ottimo adattamento di questa coltivazione al contesto agroclimatico nonché sulla qualità delle produzioni ottenute.
L’importanza della coltivazione dell’arancia nella Comunità Valenciana è confermata dall’esistenza di un “Museo de la Naranja” (museo dell’arancia) a Burriana (Castellón).
La zona di coltivazione comprende i terreni alluvionali delle valli fluviali che irrigano le pianure del litorale mediterraneo comprese tra la costa e le catene montuose che le delimitano.
Gli agrumi si sono adattati perfettamente al clima mediterraneo caratterizzato da estati calde ed inverni miti. La coltivazione si concentra nelle zone litoranee e nelle valli ed è condizionata soprattutto dal rischio di gelate. Nella Comunità Valenciana le precipitazioni piovose diminuiscono da nord verso sud da circa 450 mm a nord di Castellón sino a meno di 300 mm a sud di Alicante. Questa scarsità di precipitazioni, oltre alla distribuzione irregolare, obbliga a far ricorso all’irrigazione artificiale nelle zone di produzione.
Cítricos Valencianos o Cítrics Valencians