Quante frodi ai danni del consumatore!

Aumentano le truffe a tavola a danno dei consumatori.
Sono sempre di più i casi di alimenti importati da Paesi extra Ue, venduti sui banchi con falsi nomi.
Arrivano nel piatto di casa tonno all’istamina o cozze allevate in acque nere e nel bicchiere vino al fertilizzante con etichette contraffatte.
È da brivido il secondo rapporto sulle frodi alimentari, presentato recentemente a Roma da Legambiente e dal Movimento in difesa del cittadino, realizzato con il contributo finanziario del ministero delle Attività produttive.
Nel regno della buona cucina dilagano adulterazioni, sofisticazioni, contraffazioni e frodi.
«Il rapporto registra fenomeni in preoccupante crescita – dice Antonio Longo, presidente del Movimento difesa del cittadino – come l’importazione clandestina di prodotti alimentari di cui ignoriamo provenienza, metodi di coltivazione, allevamento e trattamento».
Le irregolarità riscontrate:
Abuso della denominazione protetta da parte di prodotti comuni e uso illecito della denominazione da parte di prodotti non certificati sono le irregolarità più diffuse scoperte dall’Ispettorato repressione frodi del ministero delle Politiche agricole. 24.846 ispezioni nel 2004 che hanno portato a 442 sequestri per un valore di 9,91 milioni di euro, il 62,4% in più rispetto al 2003.
Sul fronte degli Ogm dai controlli sono risultati irregolari il 3,5% dei campioni di mais, il 3,3% di quelli di soia.
Dal rapporto emerge che il 23% dei prodotti ortofrutticoli freschi sui banchi manca di etichettatura, il 4% riporta indicazioni mendaci, il 73% incomplete.
Le irregolarità di concentrano nel Sud: il 59% si registrano, infatti, nel Mezzogiorno, il 35% nel Centro Italia, il 6% al Nord.
Le irregolarità interessano più i mercati rionali (69%), che la grande distribuzione (26%) e l’ingrosso (5 per cento).
«Con la sua grande espansione – sottolinea Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente – l’agroalimentare attira gli appetiti della criminalità che cerca di lucrare sulla salute delle persone, che sono però diventate più attente e esigenti, premiando, di fatto, quei prodotti di cui riconoscono la provenienza e la cura nella preparazione».
Dalle operazioni dell’Arma dei carabinieri, condotte dal reparto specializzato dei Nas, in quasi 38mila ispezioni sono state registrate 4.474 infrazioni penali, sequestrate merci per oltre 101 milioni di euro, chiuse 925 strutture per motivi di salute pubblica e sequestrate 360.
I controlli su carni e allevamenti hanno registrato sequestri di merce per la cifra record di 81 milioni di euro.
Le infrazioni più diffuse sono risultate la mancanza di adeguata certificazione sanitaria degli animali, l’etichettatura incompleta o la carenza delle autorizzazioni necessarie per la macellazione. In forte aumento le infrazioni penali su latte e derivati.
Le oltre 3mila ispezioni condotte hanno messo in luce 1.240 infrazioni penali, contro le 261 del 2003.
«Numerosi i casi relativi al rischio diossina – sottolinea il rapporto – per i prodotti derivati da animali allevati illegalmente nelle zone contaminate del casertano». In forte calo, invece, infrazioni, segnalazioni e sequestri per mangimi e prodotti zootecnici.
Dati preoccupanti per i prodotti ittici dove mitili e pesci mal conservati o allevati in acque inquinate hanno causato molti casi di enterite fra i consumatori.
Non confortanti i dati sulla ristorazione: i Nas hanno accertato 1.211 infrazioni penali, 9.488 amministrative, hanno segnalato all’autorità giudiziaria 5.828 persone, sottoponendo a sequestro 127 strutture e 364 a chiusura per motivi di sicurezza pubblica. Il valore delle merci sequestrate è stato di oltre un milione e mezzo di euro.
I casi eclatanti
Una signora bolognese ha tentato di preparare un risotto con un carciofo “incendiario”, che ha preso fuoco a contatto con il coltello.
La causa? Un trattamento con fitofarmaci troppo arricchiti di azoto. Un pensionato trentino golosissimo di confetti, si è trovato in bocca un molare di porcellana, ovviamente non suo.
Vino a base di fertilizzante e zucchero, proveniente dalla Puglia, è stato sequestrato a Cuneo, mentre in Campania si vendevano migliaia di bottiglie di falsa Falangina.
Nel bolognese carni d’allevamento sono state “dopate” con sostanze pericolose, con un vero e proprio traffico di farmaci per gonfiare bovini e suini.
Non è mancato il latte alla diossina con 5 allevamenti sequestrati a Castel San Giorgio e nel Sannio o quello rigenerato con acqua ossigenata e sale scoperto dai carabinieri dei Nas di Cremona e Milano
Forti i rischi per i consumatori di prodotti ittici, che, convinti di acquistare pesce catturato la notte nell’Adriatico o nel Tirreno si sono portati a casa spigole e orate greche, totani del Pacifico, razze australiane, gamberi e scampi turchi, cozze spagnole, nordafricane e cilene.
Pesce spesso congelato, “ringiovanito” dal ghiaccio e rinfrescato a forza di secchiate d’acqua.
Aumentano i prodotti importati da Paesi extra Ue, immessi in commercio sotto falso nome.
Qualche esempio: pesce cinese venduto come “bianchetto” nostrano, clementine spagnole spacciate per made in Italy, funghi asiatici etichettati come "carboncelli" italiani, pompelmi del Nord Africa trattati in superficie con prodotti tossici, tonno “fresco” proveniente dall’Indonesia con istamina a livelli di dieci volte superiori a quelli consentiti.
Riesploso il caso del Sudan 1, il colorante vietato dall’Unione europea perché ritenuto cancerogeno e dannoso per la salute e trovato nel ketchup di una notissima ditta alimentare, nella polvere di peperoncino piccante proveniente dall'India e in spezie, sughi, salumi e paste.

Altri esempi:

Vino 'taroccato' e cozze d'acqua nera minacciano le nostre tavole
Nel 2004 i Nas hanno sequestrato merci per un valore di 101.655.295 euro e hanno chiuso 925 strutture per motivi di salute pubblica

Vino al fertilizzante, tonno all'istamina, cozze allevate in acque nere e carciofi 'esplosivi' insidiano la tavola degli italiani. E fra i cittadini del Belpaese dilaga la paura. E' infatti pari a 101.655.295 euro il valore delle merci sequestrate dai Carabinieri per la Sanita' (Nas) durante le ispezioni (37.969) effettuate nel 2004 solo nel settore alimentare, il 21% in piu' del 2003.
Nell'ultimo anno, poi, sono state 4.474 le infrazioni penali e ben 20.856 quelle amministrative, 925 le strutture chiuse per motivi di salute pubblica e 360 quelle sequestrate. A far luce su insidie e truffe alimentari e' l'indagine di 'Salute&Gusto' (realizzata per il Movimento Difesa del Cittadino dall'Ires) sulla percezione del rischio alimentare da parte dei consumatori, presentata oggi a Roma.
Prodotti chimici, Ogm, ormoni e coloranti, ma anche i sistemi di allevamento, di conservazione e trasporto dei prodotti alimentari costituiscono i principali motivi di preoccupazione per gli italiani a tavola. E se la gran parte dei cibi è sicura, le irregolarità più diffuse tra quelle scoperte dall'Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICRF) del ministero delle Politiche Agricole nelle 24.846 ispezioni effettuate nel 2004, sono l'''abuso della denominazione protetta da parte di prodotti comuni e l'uso illecito della denominazione da parte di prodotti non certificati dagli organismi di controllo''.
Irregolarità che hanno portato a 442 sequestri per un valore totale di 9,91 milioni di euro, il 62,4% in piu' rispetto a quanto rilevato nel 2003 (6.105.162,94).
Dal Rapporto, realizzato in collaborazione con Legambiente e con il contributo finanziario del ministero delle Attivita' Produttive, emergono casi eclatanti di frodi e irregolarita' pericolose per la salute.
Fra questi, la vicenda del pensionato trentino goloso di confetti, che si e' ritrovato a succhiare un molare in porcellana (ovviamente non suo) trovato nella confezione.
O quello della signora di Bologna intenta a preparare un risotto con un carciofo 'speciale', che ha preso fuoco a contatto con il coltello a causa di un trattamento con fitofarmaci troppo ricchi di azoto. Grave e purtroppo non isolata, la scoperta da parte dei vigili urbani in uno stabilimento di Pomezia (Rm) destinato alla preparazione dei cibi per i bambini delle scuole: blatte, insetti ed escrementi di topi infestavano tutti gli ambienti e gli alimenti conservati.
Sono stati chiusi o sequestrati quasi 500 tra ristoranti, pizzerie e tavole calde per tutela della salute pubblica o gravi irregolarita'. E anche in un ristorante prestigioso di Milano i Nas hanno trovato due chili di salmone affumicato e un chilo di pancetta scaduti da quasi un mese, e hanno sequestrato 40 chili di alimenti, conservati in ambienti sporchi e con muri scrostati.
Latte avariato e stabilizzato con acqua ossigenata e sale e' stato trovato in un'azienda del bresciano che commercializzava il prodotto in tutto il Nord Italia. Mentre in Campania, gia' colpita da un'epidemia di epatite A, sono stati immessi sul mercato cozze e mitili allevati in acque contaminate da scarichi fognari.
Carni d'allevamento dopate con sostanze pericolose sono state scoperte nel bolognese: ''I Nas – si legge nel Rapporto – hanno sequestrato su tutto il territorio nazionale l'800% in piu' di carne sospetta rispetto al 2003''.
E ancora, vino a base di fertilizzante e zucchero, proveniente dalla Puglia, e' stato scoperto a Cuneo, mentre in Campania sono state sequestrate centinaia di migliaia di bottiglie di falsa 'Falanghina'.
In Veneto e in Sardegna, grazie all'intervento dei Nas, sono stati scongiurati cenoni natalizi a base di molluschi guasti.
''Preoccupante anche il caso dei formaggi prodotti con farina di latte destinata all'alimentazione degli animali, in allevamenti dove sono stati riscontrati capi colpiti da brucellosi e tubercolosi''.
Aumentano, poi, i casi di alimenti importati da paesi extra Ue e immessi in commercio sotto falso nome: come il novellame di pesce cinese venduto come 'bianchetto' nostrano.
E i diversi quintali di pompelmi provenienti dal Sud Africa, trattati in superficie con prodotti tossici, scoperti a Catania o le trenta tonnellate di prodotti alimentari provenienti dalla Cina (polli, datteri di mare, squali, gamberetti e altri prodotti ittici), sequestrati nel porto di Napoli dalla Guardia di finanza. O ancora i trecento chilogrammi di tonno 'fresco' provenienti dall'Indonesia, sequestrati a La Spezia, con livelli di istamina dieci volte superiori a quelli consentiti.