Presentata a Identità Golose la ''Scala Scabin''

Martedì 29 gennaio, terzo giorno di Congresso di Identità Golose ed un personaggio tanto atteso sul palcoscenico: Davide Scabin di Combal.O a Rivoli, in provincia di Torino.
Altro genio della gastronomia, una persona dai tratti semplici, disponibile a proporsi al grande pubblico con una sorta di pudore ("2finisco in fretta così tolgo il disturbo…"), mentre dall'altra parte vi sono persone che lo divinizzano.
E' un guru, è troppo forte; accanto a me un ristoratore che telefona alla moglie ed in tono sommesso, ma eccitato le dice: "è qui di fronte a me, mi ha riconosciuto e salutato ed io gli ho gridato: Maestro! E' forte…".
E' veramente forte, Davide Scabin. Occhi penetranti, sorriso sincero, spiegazioni da scienziato che vanno dalla matematica alla fisica, per giungere alla sua "scala Scabin" una sorta di carta d'identità del gusto per "standardizzare la qualità".
Si tratta di un kit di provette che definiscono, secondo i suoi criteri, l'esatto grado di sale, dolce, amaro, acido e piccante (l'humami forse in un secondo tempo)da utilizzare nelle preparazioni future in cucina.
Così come sua è stata l'invenzione del sale in forma liquida, in pastiglia ed in gelatina.
Idee innovative per avanzare nella qualità ed ammonisce affermando: "mai il caso in cucina, tutto deve essere assolutamente controllabile! Non possiamo quando operiamo in una brigata, affidarci a qualcuno che magari rovina tutto, sbagliando le proporzioni del sale!" Ed ancora:
"l'immagine si basa su una solidità di comportamenti".
Il pubblico applaude, perchè capisce che le sue fatiche mentali sono volte ad ottenere la perfezione ed accetta, anche se a malincuore, che per tre anni Davide Scabin si allontani dalle luci della notorietà e dei mass media, ma, confessa, ha bisogno di ritrovarsi per costruire, per pensare e per realizzare quello che ha in mente, per sè e per gli altri.
Qualcuno lo ha definito genio e regolatezza, centrando bene la persona di Davide Scabin, che nei prossimi tre anni ci mancherà, anche se sicuramente sentiremo anche prima, parlare ancora di lui.