Nasce il marchio ''Prodotto certificato Alto Adriatico'' per il pesce

È nato il marchio "Prodotto certificato Alto Adriatico" uno dei primi e importanti risultati del progetto Interreg Adrifish (parte integrante del programma "Progetto Alto Adriatico verso un "Distretto istituzionale di Pesca") che la Regione Emilia-Romagna ha fortemente voluto e sviluppato assieme alle Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia, alla Regione dell'Istria e alla Comunità Litoranea Montana di Pola e di Fiume in Croazia ed ai comuni sloveni della costa.
Si tratta di un marchio di qualità e di rintracciabilità alimentare all'interno della filiera produttiva ittica, foriero di future e interessanti novità politiche.
Il marchio "Alto Adriatico" nasce dall'idea che il mare Adriatico sia soprattutto una risorsa economica da tutelare nei suoi aspetti ambientali, produttivi e turistici. Ambientali perché su questo braccio del mar Mediterraneo si affacciano diversi paesi, ognuno con leggi e sensibilità ecologiche diverse (si pensi ai 30 milioni gli italiani che vivono sulle sue coste, che salgono a 55 milioni d'estate). Produttivi perché le regioni italiane coinvolte nel progetto catturano il 20% del pescato nazionale. Infine turistici perché non ci sono dubbi sull'impatto economico che questo settore ha nella realizzazione del Pil italiano e croato.
Se si tratta di una risorsa, ci si è chiesti, perché non trattarla come tale? Perché non coordinarsi tra Regioni (anche appartenenti a Stati diversi) per trovare strategie comuni che attivino economie di scala e portino vantaggi collettivi?
Sfruttando le opportunità offerte dall'Unione Europea che in diversi progetti (Interreg uber alles) incentiva i rapporti tranfrontalieri, si è proposta la realizzazione di un programma d'azione nell'Alto Adriatico in grado di attivare processi di cooperazione tra le Istituzioni costiere e tra i diversi Governi. Il progetto Alto Adriatico nasce da qui. Vi hanno aderito oltre all'Emilia-Romagna il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia, la Comunità costiera di Isola in Slovenia, la Regione Istria e la Contea Litoraneo-Montana di Pola e di Fiume in Croazia.
L'elemento che accomuna queste diverse realtà politiche e culturali è naturalmente il mare, la sua risorsa alieutica. La scelta è stata di delineare innanzitutto un'area che crei le condizioni per un distretto istituzionale della pesca. Per questo obiettivo è in corso di attuazione il progetto Alto Adriatico che si compone di cinque Assi: uno dedicato all'ambiente, uno alle attività produttive e di commercializzazione, uno alla ricerca ed innovazione, uno all'assistenza tecnica e divulgazione ed infine uno al turismo. I progetti in corso di attuazione sono: Adriafish, Fishlog, Adriblu, Connect e Corin.
Adrifish istituisce per l'appunto l'osservatorio economico dell'economia ittica dell'Alto Adriatico, un marchio per la tracciabilità del prodotto ittico, in grado di caratterizzare la provenienza del prodotto di mare e di valle, l'assistenza tecnica e la cooperazione per favorire un processo integrato fra i pescatori e gli operatori. Fishlog realizza invece due mercati ittici (uno a Parenzo ed uno a Fiume) a sua volta collegati per via telematica alle barche da pesca croate e connessi a quelli italiani attraverso una piattaforma satellitare.
Adriblu è un progetto che definisce, tramite la georeferenziazione satellitare, un piano regolatore con le destinazioni d'uso del mare e istituisce due gruppi di lavoro, uno giuridico-istituzionale per lo studio di un distretto di pesca sperimentale (e definire una legge sulla pesca comune) e uno con varie professionalità biologiche per definire le linee guida di tutela ambientale attuando anche interventi strutturali per la valorizzazione della biodiversità del mare e per incrementare le risorse alieutiche. Infine Connect che collega attraverso il satellite mercati ittici balcanici e italiani, proponendone alcuni come primo riferimento commerciale e centri di servizi per la vendita del prodotto ittico certificato per la qualità dell'alto Adriatico. In questa prima fase attuativa è previsto il collegamento tra il mercato di Parenzo e di Fiume con un mercato del Veneto (Pila), un mercato del Friuli-Venezia Giulia (Grado)- e uno dell'Emilia-Romagna (Cesenatico) che è il vero terminale. Inoltre si vogliono mettere in rete anche le barche in navigazione, così da ottimizzare in tempo reale l'opportunità o meno di fare un certo tipo di pescato piuttosto che un altro. I pescatori in questo modo, di fronte all'abbondanza di un certo tipo di pesce, possono decidere all'istante dove smerciarlo e a che prezzo, riducendo così la speculazione commerciale e sfuggendo alla tentazione di rigettarlo in mare perché non remunerativo. I cinque progetti transfrontalieri oltre a questo scopo razionalizzante e innovatore del mondo della pesca, perseguono anche quello di unificare la gestione dell'Adriatico, o meglio dell'Alto Adriatico, proponendolo come una risorsa comune. Questo significa considerarlo un'area da tutelare e condividere con responsabilità, anche tra persone che appartengono a culture ed etnie diverse. È uno straordinario risultato politico pensato dalla Regione Emilia-Romagna e dalle altre due Regioni ed attuato grazie agli Interreg finanziati dalla Ue e dai fondi strutturali del Governo italiano per lo sviluppo dell'area balcanica. Il progetto Alto Adriatico insomma produce consenso e attiva azioni condivise; riduce le diffidenze tra culture e contribuisce a far riconoscere i vantaggi dell'integrazione nell'Unione europea. In altre parole contribuisce ad individuare linee condivise di governo e di sviluppo locale e aumentare la competitività attraverso la creazione di forme organizzative interregionali e transfrontaliere, rafforzando infine i legami tra gli Stati.
Il progetto Alto Adriatico favorisce tutto questo ed i programmi operativi in corso sono, come ha detto l'Assessore alle attività produttive dell'Emilia-Romagna Duccio Campagnoli: "un primo passo per lavorare nella prospettiva di una grande Regione Euroadriatica per la quale l'Emilia-Romagna vede in prospettiva un più ampio spettro di lavoro, dall'economia alla cultura".
Oltre ai progetti citati ricordiamo che l'Emilia-Romagna sta per avviare la campagna "Occhio al marchio – la Strada del Pesce", che incorporerà tutta la filiera produttiva alimentare ittica, ma non dimenticherà altri aspetti promozionali e turistici legati al pescaturismo (attività di pesca a sostegno del settore turistico) per una maggiore conoscenza delle tradizioni e delle culture marinare locali. A questo programma partecipano le Amministrazioni provinciali costiere.