L'olio Dop della Tuscia scelto per la ristorazione del Giochi olimpici invernali di Torino _

E' la Tuscia la fornitrice ufficiale ed esclusiva dell'olio extravergine d'oliva dei tre ristoranti e dei numerosi buffet di Casa Italia alle Olimpiadi invernali di Torino. All'interno della struttura e' stata inoltre realizzata un'apposita architettura, sorretta da bottiglie, sulla quale sono esposte duecento ampolle d'olio con il marchio ''Tuscia Viterbese'' e munite di una brochure che ne illustra le proprieta' organolettiche, le specie d'olive utilizzate, i metodi di lavorazione e il luogo di produzione. Insomma, una percorso di rintracciabilita' completo e garantito.Promotori dell'iniziativa, la Provincia e la Camera di Commercio di Viterbo che, per garantire all'olio made in Tuscia l'importante vetrina delle Olimpiadi invernali di Torino hanno stanziato complessivamente 20mila euro.
Fondamentale per la riuscita del progetto e' stata anche la disponibilita' dei produttori locali (Archibusacci di Canino, Cooperativa Cesare Battisti di Vetralla, Oliveto Matarazzo di Viterbo, Sciuga e Torzilli di Montefiascone e Cooperativa olivicola di Canino) che hanno fornito gratuitamente due quintali di olio. Gli oli che si possono gustare e acquistare in Casa Italia sono due, entrambi a denominazione d'origine protetta: il ''Dop Tuscia'' e il ''Dop Canino''. Casa Italia e' stata scelta per promuovere l'olio della Tuscia perche', oltre ad essere il punto d'incontro tra le delegazioni italiane e straniere e per i giornalisti accreditati, mette a disposizione di regioni, province, comuni, enti di promozione turistica e associazioni di categoria spazi per organizzare eventi culturali ed iniziative gastronomiche. Il tutto in un ambiente che coniuga il calore dell'ospitalita' italiana con lo stile del made in Italy. Quest anno, per la prima volta, Casa Italia e' stata aperta al pubblico, che puo' acquistare o gustare prodotti tipici esposti. Provincia e Camera di Commercio di Viterbo, tra l'altro, ritengono che l'olio extravergine locale possa diventare un veicolo per pubblicizzare l'intero territorio. Nella Tuscia, infatti, si trova la piu' alta concentrazione di beni culturali del Lazio dopo Roma, una vasta rete di musei, varie aree protette e ben sessanta centri storici. Dal punto di vista enogastronomico il Viterbese vanta una trentina di prodotti inserito nell'elenco delle tipicita' locali istituito dal ministero per le Attivita' Agricole e Forestali.