In Svezia il primato nelle vendite spetta al vino italiano

L'Italia è il primo Paese produttore di vino al mondo, al quale segue subito dopo la Francia; in Svezia però, dai dati comunicati dal Dipartimento Usa dell'Agricoltura, si scopre che sinora il vino "dominante" era quello spagnolo.
Dalle statistiche dell’Agenzia governativa Systembolaget, che in un regime pseudomonopolistico controlla la quasi totalità delle vendite di bevande alcoliche in Svezia (per i vini, oltre i due terzi del commercio al dettaglio avviene attraverso le strutture dell’Agenzia), emerge il primato italiano, con una quota di mercato, nel segmento dei vini, del 20,8% nel 2003, contro il 20,1% della Spagna e il 13,7% della Francia.
Nonostante il predominio delle etichette europee, anche in Svezia (Paese totalmente dipendente dall’import) cresce l’importazione di vini del Nuovo Mondo.
L’export di Cile, Sud Africa e Australia, si è ritagliato un segmento importante ed i vini californiani, dopo un avvio pesante, stanno riguadagnando terreno grazie alla debolezza del dollaro che ha portato la quota di mercato al 3,7%, assegnando agli Stati Uniti la nona posizione nella classifica dei Paesi fornitori (oltre alle nazioni già citate, precedono gli Usa anche Germania e Ungheria).
I consumi di vino in Svezia sono cresciuti a un tasso decisamente sostenuto negli ultimi 5 anni e le attese sono per un proseguimento della tendenza espansiva.
Ogni svedese consuma circa 25 litri annui, in un mercato dominato in assoluto dei "bag in box", che rappresentano quasi il 60% delle vendite totali.
Un freno ai potenziali di crescita del settore vinicolo viene ancora dal regime di controllo tuttora vigente. Ma diversi elementi, primo fra tutti le pressioni di Bruxelles per una maggiore liberalizzazione, lasciano prevedere un progressivo allentamento della morsa governativa.
Un passo avanti la Svezia l’ha già compiuto con l’abbattimento del monopolio sull’import di vini, che ha permesso al canale Horeca (Hotel, ristoranti e catering), più orientato alla qualità, di acquistare bottiglie direttamente dall’estero.
Maggiore l’apertura anche nella comunicazione, con il recente via libera alla pubblicità di vini su magazine e quotidiani nazionali.

Fonte: Focuswine