Contagiati da un virus migliaia di tacchini in Lombardia

Il numero dei tacchini contagiati in Lombardia ha raggiunto la quota di 180 mila capi.
L'Asl ha individuato in dieci allevamenti situati in cinque comuni della bassa Bresciana altrettanti focolari di influenza aviaria destinata a fare strage tra i bipedi.
La colpa è di un virus appartenente al ceppo Hs che gli esperti definiscono non pericoloso per l'uomo.
Si tratta di un germe patogeno diverso da quelli che in alcuni Paesi dell'Asia hanno provocato anche la morte di molte persone.
Il virus in questione avrebbe cominciato a colpire, ma in maniera più blanda, nel Vicentino, acquistando forza nel trasferimento verso occidente e localizzandosi ora nel Bresciano dove sono già stati colpiti 180 mila capi, soprattutto tacchini.
Un'influenza aviaria di questo tipo si era già diffusa tra il 1999 e il 2000 in 121 comuni di Lombardia e Veneto determinando l'abbattimento di milioni di capi con consistente danno economico per gli allevatori, pur non essendosi estesa alle persone la malattia.
L'Asl ha comunque disposto controlli sanitari sulle persone che hanno avviato contatti diretti con gli allevamenti colpiti dall'infezione, disponendo l'adozione di precauzioni comportamentali.
In seguito al fenomeno è stata disposta la chiusura del mercato avicolo di Bergamo.
L'area destinata all'esposizione del pollame in vendita è stata recintata e contrassegnata da cartelli con la scritta "Zona delimitata per influenza aviaria. Divieto di accesso". Questo provvedimento rimarrà in vigore fino al 30 aprile, poi sarà valutata la situazione in base all'andamento della patologia che – ripetono i medici – non dovrebbe essere aggressiva per l'uomo purché quest'ultimo non abbia contatti concreti con escrementi o liquidi interiori di volatili in preda all'influenza.
In pratica per evitare rischi dovrebbe essere sufficiente rispettare le più elementari norme di igieniche di carattere generale.
Saranno istituite zone di sorveglianza specifica che per ora riguardano il Bresciano e Bergamasco, nell'intento non solo di impedire che dagli allevamenti contagiati vengano trasferiti capi in altre regioni, ma anche per cercare di limitare la diffusione del virus e contenere l'entità del danno economico che potrebbe comunque essere pesante negli allevamenti colpiti.
Al riguardo è stato organizzato un piano di disinfestazione dei pollai attaccati dal virus con adozione di misure cautelari che si riferiscono in particolare alla distruzione degli animali morti.
Si apprende nel frattempo (22 aprile 2005) che le autorita' russe hanno deciso la sospensione delle importazioni di pollame da tutta l'Italia a causa dell'influenza aviaria.
E' quanto si e' appreso in margine ai lavori del Comitato europeo per la catena alimentare e la salute animale di Bruxelles.