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Il pomodoro:
chi è mai costui?

Alla voce “pomodoro” su un’Enciclopedia medica del 1936 troviamo la seguente descrizione: “il pomodoro è un frutto originario d’America, larghissimamente coltivato nel mondo. E’ ricchissimo di vitamine e quindi raccomandabilissimo, tanto crudo quanto cotto. Ha sapore gradevole, acidulo, e produce, schiacciato, un succo altamente antiscorbutico. Non sarà mai abbastanza raccomandato l’uso dei pomidori, come condimento o come piatto; nelle minestre, intorno alle carni, al pesce, alle verdure. Spaccato nel senso della larghezza, privato dei semi e riempito con pane grattuggiato (n.d.r. la parola grattuggiare settant’anni fa si scriveva con due g), olio, prezzemolo tritato e aglio, e quindi fatto cuocere al forno, costituisce un piatto gustoso ed igienico, ben tollerato anche da stomachi deboli.
Inoltre una buona salsa di pomidori, con l’aggiunta di erbe aromatiche, sarà sempre un ghiotto espediente per far mangiare la carne anche a chi non l’ama eccessivamente, e per favorirne la digestione”.
La spiegazione, essendo datata inizio Novecento poteva allora essere sufficientemente esaustiva, soprattutto se si pensa che nei secoli precedenti il pomodoro aveva dovuto superare fortissime diffidenze dopo essere giuntoin Europa, dalla scoperta dell’America (1492) , ma impiegato nel Vecchio Continente in campo alimentare soltanto due secoli dopo.
Fu solo alla fine del Settecento che l’utilizzo nell’alimentazione conobbe un forte impulso in Europa, principalmente in Francia e nell’Italia meridionale. Ma mentre in Francia il pomodoro veniva consumato soltanto alla corte dei re, a Napoli si diffuse rapidamente tra la popolazione, storicamente oppressa dai morsi della fame!
Nell’Ottocento il pomodoro fu inserito nei primi trattati gastronomici europei, come nell’edizione del 1819 del Cuoco Galante a firma del grande cuoco napoletano di corte Vincenzo Corrado, dove sono descritte molte ricette con il pomodoro, senza però mai abbinarlo alla pasta né tantomeno alla pizza! Finalmente nel 1839, il napoletano Don Ippolito Cavalcanti, Duca di Buonvicino, codificando quello che presumibilmente era diventata nel popolino un’usanza alquanto diffusa, nella seconda edizione della sua Cucina Teorico Pratica propose di condire la pasta col pomodoro ed illustrò la prima ricetta del ragù. Oggi la pasta e la pizza senza il pomodoro non avrebbero ragione d’esistere!
La stessa definizione di “pomo d’oro” (o “pomi d’oro”) la dice lunga sulle virtù che nei secoli successivi gli vennero riconosciute e, pur se nel tempo la parola ha subito alcune varianti ( da pomi d’oro,, a pomidori sino all’attuale termine pomodori), le proprietà salutistiche sono assolutamente accertate e divulgate dagli scienziati contemporanei.
Per il gusto di “fare affari con il pomodoro”, oggi gli vengono persino dedicate edizioni internazionali, quali per l’appunto la biennale “Tomato Conference”, la cui quarta edizione si terrà in Sicilia, a Ragusa dal 24 al 27 maggio (la terza edizione, nel 2003, si è tenuta ad Alicante in Spagna).
Questo prossimo appuntamento europeo sarà incentrato sia sul rapporto col territorio – in questo caso la Sicilia – sia sulla gastronomia intesa come abbinamento delle giuste varietà di pomodoro ai diversi piatti.
La Sicilia, con i suoi ottomila ettari di superficie coltivati a pomodoro, è la maggiore realtà italiana in questo settore.
Una realtà cui sarà dato conoscere ad esperti del settore provenienti da tutto il mondo – circa quattrocento persone, tra produttori, tecnici, traders, importatori, esportatori, buyers della Grande Distribuzione Organizzata, giornalisti e associazioni di consumatori – ospiti della Tomato Conference.
Si tratterà di un vero e proprio viaggio fra i profumi e i sapori delle terre siciliane, con visite guidate alle zone di produzione e ai mercati.
Con un accompagnatore d’eccezione, il noto giornalista enogastronomico Paolo Massobrio, Presidente del Club “Il Papillon”, autore del celebre volume "Il Golosario, guida alle 1000 e più cose buone d'Italia" e presidente della giuria che, nell'ambito di Agrifood (il 1° Salone internazionale del prodotto agroalimentare di qualità), ha assegnato il premio "Golosario" a diciotto delizie culinarie del Made in Italy.
Questa 4° Edizione della “Tomato Conference” non sarà solo e semplicemente un convegno in cui discutere e confrontarsi sugli usi e le attitudini dei consumatori europei sull’alimento “pomodoro”, ma diventerà anche l'occasione per scoprire la ricchezza gastronomica locale con degustazioni servite fra le bellezze architettoniche e i gioielli archeologici dell'Isola.
Inoltre è stato ideato un nuovo approccio al “business del pomodoro”, attraverso il mondo della gastronomia con i cuochi della rinomata Scuola di Cucina "Angelo Celletti" di Formia, che predisporranno diversi piatti in cui i pomodori saranno protagonisti di gustosissimi abbinamenti.
La “Tomato Conference” 2005 è organizzata da Syngenta Seeds e, fra gli scopi prioritari, vi è per l’appunto quello dell’individuare nuove opportunità di mercato per il pomodoro, l'ortaggio più venduto in Italia e in Europa in termini di valore.
Una conferma dunque che a questo “signore in rosso” spetta un futuro più che roseo anzi, oserei definire proprio “rosso”!

Segnaliamo un interessante link del Ministero delle Politiche Agricole, che tratta in modo esaustivo l'argomento "pomodoro":

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Danila ORSI