Fenoglio e il Tanaro: una comune “corrente” emotiva

Sabato, 21 maggio 2005 alle ore 10 nel Palazzo Comunale di Barbaresco in provincia di Cuneo si terrà l'inaugurazione del quarto percorso letterario fenogliano "Il fascino del Tanaro", nato per evidenziare lo stretto rapporto tra Fenoglio e il fiume che fa da sfondo a molti dei suoi romanzi.
I tre itinerari precedenti, a cui va aggiunto questo nuovo, sono stati realizzati dal Premio Grinzane Cavour e dal Centro Studi Beppe Fenoglio, con il contributo della Regione Piemonte e d'intesa con i comuni di Alba e Barbaresco.
Gli itinerari mettono in connessione i luoghi fenogliani di Alba e dintorni, ricollegandosi a temi specifici della vita e delle opere dello scrittore piemontese.
Nell’ambito della manifestazione "Barbaresco, paese del vino e della musica – due giorni di eventi dedicati alla sinergia fra musica e vino" – è previsto il Convegno dal titolo "Percorso Fenoglio: realizzazioni e prospettive di itinerari letterari in Langa", che si svolgerà nel Salone Consiliare dello stesso Municipio.
L’incontro rappresenta un’occasione per sindaci e operatori culturali e turistici per discutere sulle rispettive esperienze di creazione di itinerari letterari.
E’ questo il primo atto di una serie di iniziative, volute dal Premio Grinzane Cavour e dal Centro Studi “Beppe Fenoglio” di Alba, in collaborazione con i Comuni di Alba e Barbaresco, volte a promuovere la realizzazione di una rete integrata di itinerari letterari nelle Langhe.
Alle ore 12, seguirà in piazza la cerimonia inaugurale del percorso; sarà così possibile percorrere per la prima volta il nuovo itinerario fenogliano. Da Alba esso ripercorre un sentiero che risale la collina dell’Altavilla, scenario dei primi capitoli del romanzo "Partigiano Johnny", per raggiungere il centro di Barbaresco attraversando una serie di luoghi cari alla narrativa fenogliana: la cascina Pagliuzzi, luogo dell’episodio della trattativa tra partigiani e fascisti descritta dallo scrittore, e alcuni punti panoramici sul fiume Tanaro, ripetutamente descritti da Fenoglio.
Con "Il fascino del Tanaro", il Premio Grinzane Cavour e il Centro Studi “Beppe Fenoglio” proseguono nell’opera di valorizzazione dei luoghi che sono stati spesso fonte di ispirazione delle pagine più intense dello scrittore piemontese

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Biografia di Beppe Fenoglio Lo «Scrittore-gentiluomo» delle Langhe
Beppe Fenoglio (1922-1963)

Beppe (Giuseppe) Fenoglio nasce nella capitale economica delle Langhe, ad Alba (Cuneo), il 1 marzo 1922 da Amilcare e Margherita Faccenda.
Nonostante l’estrazione modesta della sua famiglia — i genitori gestiscono una macelleria nella zona delle vecchie case intorno al Duomo — arriva a frequentare il liceo. Qui incontra due insegnanti di gran valore: il professore di filosofia, Pietro Chiodi, e quello d’italiano, Leonardo Cocito — entrambi antifascisti e partigiani combattenti. Agli anni del tanto amato liceo risale la sua fortissima passione per la lingua e la letteratura inglese e americana: per James, Lawrence, Conrad, Yeats, Coleridge, Shakespeare.
In seguito s’iscrive alla Facoltà di Lettere di Torino, ma per la chiamata alle armi interrompe gli studi universitari, senza mai più riuscire poi a conseguire la laurea. Nel 1943 frequenta un corso per allievi ufficiali; quindi viene trasferito a Roma, da dove, dopo l’armistizio dell’8 settembre, riesce a tornare ad Alba.
Qui si arruola tra i partigiani, prima in un gruppo comunista, poi, nell’estate del ’44, in formazioni monarchiche, nei cosiddetti «azzurri» o «badogliani», e precisamente nel reparto di Enrico Martini Mauri e di Piero Balbo. Negli ultimi mesi di guerra è ufficiale di collegamento con la missione inglese di stanza nel Monferrato. Nel corso della lotta armata sulle colline i suoi genitori vengono arrestati per rappresaglia dai fascisti, ma poi rilasciati.
Dopo la liberazione, ritorna — e per sempre — nella sua amatissima Alba. Solamente nelle Langhe, Fenoglio, il gentleman-writer dal carattere duro e ostinato, ritroso e selvatico, ritrova e riconosce intero se stesso e il mondo. S’impiega pertanto come procuratore presso un’azienda vinicola, la ditta Marenco: lavoro che fino alla fine non vorrà mai abbandonare. «Se andassi da un’altra parte — confessa a sua madre — non troverei più il tempo per scrivere». Infatti, è proprio all’indomani della guerra che Fenoglio inizia a dedicarsi alla narrativa. Molti dei suoi manoscritti sono vergati sul retro delle carte commerciali della ditta.
La sua vita si svolge così, tra gli affetti familiari — nel 1960 sposa Luciana Bombardi e nel 1961 nasce la figlia Margherita — e il lavoro d’ufficio, la passione per lo sport e la dedizione alla scrittura.
Il suo esordio letterario, tuttavia, non è affatto facile. Nel 1949 l’editore Einaudi rifiuta la sua prima raccolta Racconti della guerra civile; e l’anno successivo Elio Vittorini, sempre per Einaudi, gli consiglia di sacrificare il romanzo La paga del sabato per ricavarne due racconti. Solamente nel 1952 Vittorini gli pubblica, nella collana di narrativa I gettoni, di Einaudi, la raccolta di racconti I ventitré giorni della città di Alba. Poi, nel 1954, sempre nella stessa collana, esce il romanzo breve, centrato sul mondo delle Langhe, La malora.
L’anno successivo viene pubblicata, sulla rivista «Itinerari» con il titolo La ballata del vecchio marinaio, la traduzione di The Rime of the Ancient Mariner, di S.T. Coleridge, ristampata nel 1964 (e poi nel 1966) da Einaudi. Deluso dalla sfavorevole accoglienza della critica e dalle riserve espresse da Vittorini su La malora, rompe con Einaudi e nel 1959 pubblica presso Garzanti il romanzo Primavera di bellezza, per il quale nel ’60 gli viene assegnato il Premio Prato.
Nel 1962, inoltre, vince il Premio Alpi Apuane per il racconto Ma il mio amore è Paco, apparso sul n.150 di «Paragone». E proprio in Versilia dove è andato a ritirare il premio, per la prima volta, in modo acuto e allarmante si fa sentire il male che presto lo condurrà alla morte.
Nella notte tra il 17 e il 18 febbraio 1963 Fenoglio muore a Torino per un cancro ai polmoni.
Nello stesso 1963 viene edita, insieme con Una questione privata, la raccolta di racconti Un giorno di fuoco, che ottiene il Premio Puccini-Senigallia. Lo stesso volume viene riedito nel 1965, ma con il titolo Una questione privata.
Postumi appaiono, inoltre, Frammenti di romanzo su «Cratilo» (luglio 1963), Aloysius Butor su «45° Parallelo» (1964) e L’affare dell’anima su «Fenoglio inedito» (1968). Dai manoscritti, raccolti ad Alba in un apposito Fondo Fenoglio — che tanti problemi filologici e critici hanno sollevato — sono stati ricavati anche altri volumi: Il partigiano Johnny, vincitore del Premio Prato (1968), e La paga del sabato (1969).
E ancora sono usciti Un Fenoglio alla prima guerra mondiale (1973), La voce nella tempesta (1974), riduzione teatrale del romanzo di Emily Brontë, Wuthering Heights (Cime tempestose) e Il vento nei salici (1982), traduzione di The Wind in the Willows, di Kenneth Grahame.
Nel 1978 è stata pubblicata, infine, presso l’editore Einaudi l’edizione critica delle sue Opere, diretta da Maria Corti.

Fonte: www.italialibri.net