Con l’acquacoltura più varietà di pesce sulle tavole degli italiani

Il Mipaf (Ministero delle Politiche Agricole e Forestali) valuta che entro il 2020 oltre il cinquanta per cento del pesce sara' ottenuto con tecniche di acquacoltura e questo anche grazie al notevole progresso scientifico che consente la scoperta di sempre nuovi e piu' efficienti metodi di riproduzione ed allevamento delle larve.
L'entrata in vigore dell'etichettatura obbligatoria dei prodotti ittici con il D.M. 27/3/2002 prevede che vengano riportate in etichetta le informazioni riguardanti il metodo di pesca (pescato o allevato), eppure questo non sempre viene fatto correttamente.
Sono numerose le specie ittiche che vengono da tempo allevate con successo ad esempio il sarago pizzuto) o per le quali si stanno mettendo a punto corrette tecniche di allevamento.
Tra queste: il rombo chiodato, la sogliola senegalese, la ricciola, il tonno rosso, il pagro, l'ombrina cirrosa e l'ombrina boccadoro.
Molti Paesi, a seconda delle particolari condizioni climatico-ambientali, sperimentano l'allevamento delle specie ittiche che maggiormente si adattano ad esse e si presentano interessanti dal punto di vista del rapporto costo-resa.
I prodotti ittici contengono proteine di elevato valore biologico, grassi altamente digeribili, minerali ed una discreta quantita' di vitamine.
Dal punto di vista nutrizionale i prodotti ittici presentano numerose analogie con la carne dei mammiferi. Contengono proteine di elevato valore biologico e grassi altamente digeribili (in proporzioni superiori al 90%), minerali ed una discreta quantita' di vitamine quali A, D, C, PP e varie del gruppo B.
Presentano una carne tenera e contengono grassi di qualita' prevalentemente di tipo insaturo e dunque ricchi di DHA, EPA, ac.oleico, ac.arachidonico e degli acidi grassi omega 3 e omega 6.
E' stato confermato un loro specifico ruolo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari (aterosclerosi, infarto, ecc.) e nell'attivita' di controllo del livello di colesterolo nel sangue (lo mantengono basso).
In linea di massima, una buona dieta 'anti-colesterolo' dovrebbe comprendere almeno due pasti alla settimana di circa un etto di pesce marino.