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Aggiornamento costante sul “virus dei polli’

Giacarta (Reuters) – Il presidente dell'Indonesia ha detto il 14 novembre 2005 che sette persone nel paese sono morte a causa dell'influenza aviaria, annunciando un bilancio più alto rispetto a quello dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di 5 persone colpite.
L'Indonesia ha anche comunicato che un 16enne si è ammalato di febbre aviaria e inoltre diverse altre nazioni hanno riportano altri sospetti casi fra gli esseri umani.
E' noto che l'influenza aviaria ha sin qui ucciso 64 persone in Asia e ne ha colpite 125.
Ci sono almeno una decina di altri casi sospetti mentre i governi in Asia combattono per controllare la diffusione nel pollame per evitare che altre persone vengano colpite dal virus H5N1 che gli esperti temono possa scatenare una pandemia.
Ad aggiungere nuova ansia, è arrivato l'annuncio di un team di scienziati che dicono di sapere perché il virus si è dimostrato così mortale per le persone, mentre dei ricercatori in Vietnam hanno detto che l'H5N1 si è mutato in una forma che gli consente di replicarsi molto più facilmente negli esseri umani e negli altri mammiferi.
Indonesia, Vietnam e Cina hanno detto tutte oggi che hanno avuto altri casi sospetti fra le persone, mentre la Thailandia ha riferito che è stato confermato che un bambino piccolo ha contratto l'influenza aviaria e sta migliorando.
In Vietnam, gli scienziati dell'Istituto Pasteur Ho Chi Minh, che studiano l'evoluzione genetica di campioni dell'H5N1 prelevati da persone e pollame, hanno detto che ha subito diverse mutazioni quest'anno.
"C'è stata una mutazione che consente al virus di (replicarsi) efficacemente nei tessuti dei mammiferi e di diventare altamente virulento", ha detto l'istituto sul suo sito web all'indirizzo:

Weblink: www.pasteur-hacm.org.vn

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Milano(Reuters) – Un'anatra selvatica analizzata nel Veneto è risultata positiva al ceppo del virus mortale H5N1 dell'influenza aviaria — nel primo caso di contagio in Italia — anche se il ministero della Salute ha chiarito che si tratta di un virus a basso potenziale patogeno, non pericoloso per l'uomo e diverso da quello che in Asia ha fatto decine di vittime.
"Nell'ambito del piano di monitoraggio predisposto dal Ministero della Salute, si rende noto che presso il Centro di referenza per l'influenza aviaria di Padova – in relazione agli oltre mille controlli finora effettuati – è stato riscontrato un solo campione (anatra selvatica) positivo al virus H5N1", ha detto il ministero in una nota diffusa nella serata di ieri.
"Le analisi hanno comunque chiarito che si tratta di un virus a bassa patogenicità privo di qualsiasi relazione con il virus asiatico e invece geneticamente del tutto simile a quello normalmente presente nei volatili selvatici acquatici europei e quindi senza alcuna conseguenza per la salute pubblica", aggiunge la nota.
Lo stesso istituto zooprofilattico di Legnaro (Padova), che ha effettuato le analisi sull'anatra campionata nella provincia di Modena, ha spiegato che "anche se la sigla è la stessa del virus asiatico, il virus isolato è completamente diverso".

VIRUS DIFFUSO FRA VOLATILI EUROPEI

"Le analisi effettuate dal Centro che non si sono limitate a identificare 'il nome e cognome del virus (H ed N)' ma hanno valutato anche altre differenze significative tra il virus in questione e quello asiatico (analisi bio-molecolari)", dice l'istituto in una nota. "Si tratta infatti di un virus a bassa patogenicità, quindi poco aggressivo e normalmente presente nei volatili acquatici in Europa".
Secondo l'istituto, le analisi effettuate hanno evidenziato una stretta parentela tra il virus identificato e altri virus H5 a bassa patogenicità, che circolano già da tempo nei volatili acquatici selvatici in Europa, in particolare in Svezia, Olanda e Danimarca.
"Generalmente circa il 3% dei volatili selvatici che migrano o svernano nelle aree umide del nostro paese sono normalmente portatori di virus a bassa patogenicità del sottotipo H5, quindi l'isolamento di questo 'virus omonimo' del ceppo asiatico non modifica in alcun modo l'attuale situazione italiana", conclude l'istituto.
Oggi il ministero della Salute ha ribadito che il risultato del test non crea allarme, né suscita alcun timore di pandemia, ovvero di una diffusione su larga scala del virus letale H5N1, in grado di passare dai volatili all'uomo.
"Non c'è nessun allarme, non c'è nessuna nuova preoccupazione. Il caso di H5N1 individuato ieri nel nostro Paese dall'Istituto di Legnaro, in un'anatra selvatica, non ha niente a che vedere con i casi di influenza aviaria registrati nei Paesi asiatici, perché si tratta di un ceppo a bassa patogenicità", ha detto la senatrice Elisabetta Alberti Casellati, sottosegretario di Stato alla Salute.
"Tengo a ribadire che nel Nord est, così come in ogni altra zona del nostro Paese, non c'è alcun rischio legato all'influenza aviaria", ha aggiunto il sottosegretario.
Secondo i dati noti, il ceppo H5N1 dell'influenza aviaria ha causato la morte di 63 persone in quattro Paesi asiatici e ha portato alla soppressione di 150 milioni di uccelli in tutto il mondo. Recentemente, il virus si è diffuso nell'Europa dell'est e si prevede possa arrivare in Medio Oriente e in Africa.

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Ginevra, 7 novembre – La Banca Mondiale ha detto oggi che una pandemia di influenza aviaria umana derivata dal ceppo letale asiatico, della durata di un anno, potrebbe costare all'economia mondiale 800 miliardi di dollari, mentre la Cina ha chiesto aiuto internazionale per controllare se l'influenza aviaria ha causato la morte di una ragazzina di 12 anni.
La Banca mondiale ha elaborato i possibili costi in un incontro di tre giorni a Ginevra in cui centinaia di esperti stanno valutando una strategia per evitare che l'influenza diventi un'epidemia in cui potrebbero morire milioni di persone.
"Normalmente ci vogliono sei mesi per sviluppare un programma di questo tipo. Abbiamo tre giorni", ha detto David Nabarro, alto funzionario Onu per l'influenza aviaria e umana, specificando l'importanza di alzare il livello di sorveglianza e di comunicazione.
Secondo dati noti, il ceppo H5N1 dell'influenza aviaria ha causato la morte di 63 persone in quattro Paesi asiatici e ha portato alla soppressione di 150 milioni di uccelli in tutto il mondo. Recentemente, si è diffusa nell'Europa dell'est e si prevede possa arrivare in Medio Oriente e in Africa.
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha confermato oggi che la Cina, il paese più densamente popolato al mondo, ha chiesto l'aiuto dell'agenzia Onu per indagini su un decesso che potrebbe essere legato all'influenza aviaria.
La Cina, che deve ancora riferire di contagi dell' aviaria su esseri umani, ha invitato esperti dell'Oms per investigare tre casi sospetti di polmonite nella provincia a sud di Hunan, un'area dove recentemente è stato trovato un focolaio di influenza aviaria in volatili.
Pechino aveva in precedenza negato ogni legame tra il ceppo mortale H5N1 del virus e i casi di polmonite.
Esami effettuati sulle tre persone non hanno mostrato la presenza dell'H5N1, ma il virus non può essere escluso perché i tre vivevano vicini al posto contagiato, ha riferito l'agenzia di stampa Xinhua.

Uno dei malati di polmonite, una ragazza di 12 anni, è morta.

"QUESTIONE DI TEMPO"

Il direttore generale dell'Oms, Lee Jong-Wook ha detto, in occasione dei colloqui di Ginevra, che gli uccelli migratori stavano portando il virus agli stormi di animali domestici in tutto il mondo.
Ha detto che è solo una questione di tempo prima che il virus dell'aviaria, probabilmente il tipo H5N1, acquisisca la capacità di trasmettersi da essere umano a essere umano.
"Non sappiamo quando succederà ma sappiamo che accadrà", ha detto Lee. "Nessuna società ne sarà esente".
E' impossibile dire quando durerà l'epidemia, ma è in grado di mettere in ginocchio l'economia mondiale.
In un rapporto presentato a Ginevra, la Banca mondiale ha detto che un calo del 2% nel Pil mondiale durante l'influenza aviaria – come quello causato dalla Sars nell'Asia orientale durante il secondo trimestre del 2003 – rappresenterebbe una perdita di circa 200 miliardi di dollari in produttività in un trimestre, ossia 800 miliardi in un anno.
Il rapporto, visionato da Reuters, ha detto che uno studio precedente aveva suggerito che ogni nuovo focolaio potrebbe causare la morte di 100-200mila persone solo negli Usa, che significherebbe perdite economiche per il paese tra i 100 e i 200 miliardi di dollari.
"Siamo molto preoccupati del commercio nel mondo globalizzato, ma le due industrie che rimarrebbero maggiormente colpite sono il turismo e l'agricoltura", ha detto Jim Adams, un alto funzionario della Banca mondiale.
Se estrapoliamo i dati per i paesi ad alto reddito da quelli per gli Stati Uniti, ci potrebbero essere perdite a valore attuale intorno ai 550 miliardi di dollari. Il danno economico per il mondo sarebbe certamente più ingente a causa dell'impatto sui paesi in via di sviluppo", si legge nel rapporto della Banca Mondiale.

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Ginevra, 7 novembre – Si apre oggi a Ginevra l'attesa conferenza internazionale sull'influenza aviaria. Obiettivo della riunione, che durera' 3 giorni, strategie scientifiche preventive e politiche per contrastare il virus dei polli tra gli animali e prevenire l' avvio di una possibile pandemia nell' uomo. Il summit internazionale e' stato promosso dall' Oms, dalla Fao dall' Oie e dalla Banca Mondiale.

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PECHINO, 6 NOV-Il ministero della sanita' cinese non esclude l'influenza aviaria come causa della morte di una ragazzina di 12 anni. La ragazzina e' morta nella provincia di Hunan, secondo il quotidiano di Hong Kong 'South China Morning Post'. La bambina e' deceduta dopo aver mangiato un pollo morto di influenza aviaria. Il governo di Pechino ha invitato l'Organizzazione mondiale della Sanita' (Oms) a inviare esperti sul posto per compiere accertamenti.

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Domenica, 6 novembre 2005

PECHINO (Reuters) – Tutti i volatili d'allevamento in una zona nordorientale della Cina raggiunta dall'influenza aviaria saranno uccisi entro oggi, hanno detto i media di stato, mentre il governo vara nuove misure per fermare la diffusione del morbo.
Circa 1700 funzionari, accompagnati da poliziotti armati, sono stati inviati nella provincia di Liaoning per eliminare fino ad un milione di volatili, ha detto l'agenzia ufficiale Xinhua.
La Cina ha riferito ieri della scopera del suo quarto focolaio del ceppo H5N1 dell'influenza aviaria, che ha conseguenze mortali, in un mese, dopo che circa 9000 polli sono morti nel Liaoning.
La malattia ha ucciso oltre 60 persone in Asia e ne ha infettate almeno 123 dal 2003. In quasi tutti i casi, sembra che il virus sia stato trasmesso agli esseri umani attraverso il contatto con uccelli.
La Cina inviterà esperti dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) a contribuire all'indagine su tre casi di polmonite nella provincia meridionale dello Hunan, anch'essa colpito dall'influenza aviaria, ha detto Xinhua.
I test non hanno mostrato la presenza della forma mortale H5N1 del virus, ha aggiunto l'agenzia ufficiale, precisando che questa non può tuttavia essere esclusa, dato che le tre persone vivevano vicine al luogo dove è stato scoperto il morbo.

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L’Autorità europea sicurezza alimentare (EFSA) aggiorna sull’influenza aviaria e sulla sicurezza alimentare

La presenza dell’influenza aviaria H5N1 in alcune zone dell’Europa continentale ha destato
timori nella popolazione circa la sicurezza dei prodotti a base di pollame e delle uova destinati al
consumo umano. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare dichiara che non vi è a tutt’oggi alcuna prova che l’influenza aviaria possa essere trasmessa all’uomo attraverso il consumo di prodotti alimentari, in particolare di pollame e uova. L’Autorità europea per la sicurezza
alimentare conferma inoltre che, per la sicurezza alimentare, è sempre valida la raccomandazione di cuocere bene i prodotti a base di pollame per proteggere i consumatori contro eventuali rischi di intossicazione alimentare.
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) dichiara che a tutt’oggi non vi è alcuna
informazione epidemiologica indicante la possibilità che l’influenza aviaria (AI), malattia infettiva che
colpisce principalmente i volatili, possa essere trasmessa agli esseri umani tramite prodotti alimentari.
Tuttavia, in vista degli sviluppi relativi all’AI, il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui pericoli
biologici (BIOHAZ) tiene costantemente sotto esame questo problema. L’EFSA concorda con il parere di autorità sanitarie quali l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), secondo cui la via d’infezione più probabile del virus dell’influenza aviaria H5N1 negli esseri umani è lo stretto contatto con pollame vivo infetto e non il consumo di pollame o uova, sebbene quest’ultima possibilità non possa essere esclusa.
Anche se finora nell’Unione europea non è stata rilevata la presenza di H5N1 nel pollame in commercio, a titolo precauzionale ed al fine di evitare rischi accertati di intossicazione alimentare da
salmonella e altri organismi, l’EFSA riconferma le vecchie raccomandazioni di cuocere bene la carne di pollame e le uova. Sebbene sia improbabile che l’H5N1 possa essere trasmesso all’uomo attraverso carne cruda o uova, cuocendo adeguatamente questi prodotti si inattiverebbe il virus e si eliminerebbe così un eventuale rischio.
Per ottenere ulteriori informazioni delle autorità nazionali per la sicurezza alimentare e dell’OMS sul
modo sicuro di manipolare, preparare e cuocere i prodotti alimentari consultare il sito:
http://www.who.int/foodsafety/publications/consumer/5keys/en/index.html.
Per altre informazioni dell’OMS sull’AI e sui problemi di sicurezza alimentare consultare il sito:
http://www.who.int/foodsafety/micro/avian/en/index.html.
Il parere del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) in merito agli
aspetti sanitari dell’influenza aviaria si trova al seguente indirizzo: http://www.ecdc.eu.int/.

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Nuovi focolai negli Urali
Mosca, 1 NOV – Continuano gli annunci di nuovi focolai di influenza aviaria in Russia: il virus H5N1 ha messo radici anche a Shatrovo, negli Urali. Il ministero russo dell'Agricoltura ha reso noto oggi sulla scia di esami di laboratorio compiuti a Vladimir che a Shatrovo undici galline e due anatre sono morte nei giorni scorsi proprio di influenza aviaria. Tutti i volatili domestici del minuscolo villaggio sono gia' stati sterminati.

Ansa

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L'Europa teme la pandemia di influenza viaria
Asmara, 30 Ottobre – Sono gia' una ventina gli Stati del continente che hanno introdotto limitazioni anche pesanti all'import di pollame e simili, ma quello del governo dell'Asmara e' il divieto piu' ampio finora varato.
Frattanto lo Zimbabwe ha proclamato lo stato di massima allerta e creato una speciale task-force, simile a quella gia' istituita durante la crisi mondiale della Sars, o polmonite atipica, sempre originatasi in Estremo Oriente; un'iniziativa analoga era stata adottata pure per combattere la gravissima febbre emorragica nota come morbo di Marburg. La nuova commissione di Harare sara' costituita da specialisti dei ministeri della Sanita' e dell'Agricoltura nonche' del del Servizio Immigrazione i cui esperti, scrive oggi il settimanale governativo 'The Sunday Mail', "sono gia' al lavoro a pieno ritmo": con tutto quanto ne consegue per gli ingressi di cittadini stranieri nel territorio nazionale

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Prime misure d'emergenza in Africa contro l'influenza aviaria, o 'dei polli', dopo l'allarme lanciato dai giorni scorsi dall'Oms, l'Organizzazione Mondiale della Sanita', circa il pericolo del diffondersi anche sul Continente Nero del virus responsabile della malattia e in particolare del suo ceppo piu' virulento e letale, l'H5N1, con il conseguente rischio dell'esplosione di una pandemia sulla scia dell'arrivo di uccelli migratori infetti dall'Asia, aggravato dall'intrinseca debolezza delle strutture sanitarie, veterinarie e di vigilanza esistenti nei Paesi africani. L'Eritrea, per esempio, ha imposto un bando totale sulle importazioni di volatili, vivi o macellati, e di prodotti da essi derivati, da qualsiasi parte del globo provengano, a titolo di "misura preliminare"; ulteriori provvedoimenti saranno studiati da una commissione inter-ministerale creata dai dicasteri della Sanita', dell'Agricoltuira e della Pesca.

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Aviaria: UE accelera la registrazione dei vaccini
Parigi, 30 ottobre –
Tempi strettissimi, in caso di pandemia, per la registrazione del vaccino killer in Europa.
L'Emea (l'agenzia europea del farmaco), ha infatti previsto una corsia preferenziale, in caso scoppiasse una pandemia dovuta al virus dei polli, per la registrazione in tutto il vecchio continente del vaccino, individuato dall'Oms. In pratica si passerebbe dagli attuali 12 mesi a tempi brevissimi, pari ad alcuni giorni. Lo sottolinea in una nota la stessa agenzia europea del farmaco. Cio' consentirebbe anche l'immediato avvio dello sviluppo e della produzione del vaccino da parte delle aziende produttrici.
Quando l'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanita'), sempre in caso di pandemia, avra' individuato e indicato il ceppo del virus killer l'Emea in pochissimi giorni dara' cosi' il suo ok in Europa per avviare immediatamente la produzione e la distribuzione sul mercato.
"Per la prima volta le autorita' regolatorie europee, insieme alle aziende produttrici stanno facendo il massimo per accelerare, in caso di scoppio di pandemia, sia la procedura di approvazione del vaccino che i tempi necessari per la preparazione". Lo ha detto il direttore medico di Sanofi Pasteur MSD Italia, Luigi Biaso, a margine del congresso europeo di oncologia clinica, "Ecco 13" in corso a Parigi. Secondo l'esperto cio' rappresenterebbe il primo passo per affrontare preventivamente l'eventuale rischio di pandemia, ma accorrerebbe lavorare anche su altre priorita'.
"Per prepararsi bene e' infatti necessario – ha detto Biaso – aumentare la copertura vaccinale tradizionale perche' oltre a tutelare un maggior numero di cittadini consente anche alle aziende farmaceutiche di incrementare la propria capacita' produttiva, gia' in una fase pre-pandemica. Un'altra priorita' e' sviluppare, in anticipo, modelli di vaccino. Per esempio l'H5N1, il virus responsabile della aviaria tra i volatili potrebbe diventare un prototipo di vaccino pandemico. Infine – ha concluso l'esperto – e' importante, in questa fase, che le aziende acquisiscano competenze maggiori e 'si allenino' per la produzione di un vaccino mirato che potrebbe avere caratteristiche diverse dall'influenza classica".

Fonte: Agi Inviato Vincenzo Pettinelli

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Aviaria, altre due persone morte in Vietnam
sabato 29 ottobre 2005, Hanoi(Reuters) – Due ragazzi che mostravano i sintomi della febbre aviaria sono morti alcuni giorni fa in Vietnam, dove il morbo ha già ucciso circa 40 persone, riferiscono sanitari.
"E' molto chiaro che tutti i sintomi erano quelli della febbre dei polli", ha detto il dottor Nguyen Ngoc Tai, direttore del Vietnam-Cuba Hospital a Dong Hoi, nel Vietnam centrale.
Il quotidiano Tuoi Tre cita un rapporto dell'ospedale che affermerebbe che le vittime — una ragazzina di 14 anni e un giovane di 26 — avevano mangiato anatra e uova poche settimane prima di ammalarsi.
La febbre aviaria si trasmette all'uomo maneggiando animali infetti o le loro deiezioni. Al momento non vi è prova che possa essere trasmesso con il cibo cotto.
La ragazza è stata ricoverata il 21 ottobre ed è morta il 23, l'uomo è deceduto il 26 un'ora dopo essere giunto in ospedale.
Le due vittime non avevano nessuna relazione e vivevano in differenti città. Entrambi presentavano gravi problemi respiratori, febbre alta e infezione polmonare — sintomi della febbre dei polli.
La febbre aviaria è ricomparsa in Asia nel 2003, da allora sono morte 62 persone tra Vietnam, Tailandia, Cambogia e Indonesia.

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Roma (Reuters) – Sull'onda delle notizie sulla presunta pericolosità delle uova consumate crude, per effetto dell'influenza aviaria in poco più di tre giorni la loro vendita è crollata di circa il 40%.
"Due italiani su cinque non comprano più questo prodotto, perché allarmati dalle assurde voci che in queste ultime ore si sono rincorse sulla pericolosità delle uova", dice la Cia in un comunicato, che ricorda inoltre come il consumo di carne bianca sia calato di oltre il 60%.
Il ministero della Salute ha cercato di tranquillizzare gli animi, dicendo che non esiste evidenza scientifica che il consumo di carni e uova, anche se provenienti da animali infetti, sia in grado di trasmettere la malattia all'uomo.
Anche l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha ribadito tale concetto, ma ha ricordato che uova e pollame devono essere "adeguatamente cucinate per proteggere i consumatori dalla presenza di salmonella ed altri organismo" nocivi.
In precedenza un funzionario dell'Efsa aveva detto che il contagio alimentare non poteva essere escluso.
Per quanto riguarda le uova, la Cia (Confederazione italiana agricoltori) ha detto oggi che ricorda che la produzione 2004 è stata di oltre 13 miliardi, con un fatturato di 1 miliardo 255 milioni di euro, e il consumo medio annuo da parte degli italiani è di 220 uova pro-capite.
"Adesso il consumo rischia di dimezzarsi", dice la Cia.
Il ceppo mortale H5N1 è comparso in Asia ma sembra diffondersi rapidamente verso ovest, sulle ali degli uccelli migratori. Stamani è stata confermata la presenza del virus su un airone trovato morto in Romania una settimana fa.

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Bruxelles (Reuters) – Esperti europei dei morbi influenzali hanno sviluppato il primo vaccino umano per una variante particolarmente contagiosa della febbre aviaria, che potrebbe riuscire a passare dal pollame agli esseri umani. Lo ha annunciato giovedì 27 ottobre la Commissione europea.
Il ceppo H7N1 è considerato ad alto rischio patogeno e ha provocato epidemie mortali di febbre aviaria tra il pollame italiano nel 1999. Ma il rischio che provochi una pandemia è inferiore a quello dell'H5N1, che finora ha provocato la morte di oltre 60 persone in Asia.
Il nuovo vaccino, l'RD-3, è stato sviluppato da un consorzio composto da sei partner in Gran Bretagna, Francia e Italia, tra cui istituzioni scientifiche e accademiche ma anche la divisione vaccini del produttore farmaceutico franco-tedesco Sanofi-Aventis.
Le prove cliniche cominceranno nella prossima primavera.
"La ricerca indica che questo particolare virus dell'influenza aviaria può essere trasmesso agli esseri umani che sono a contatto diretto con gli animali contagiati", ha detto durante la conferenza stampa quotidiana Philip Tod, portavoce della Commissione per la Salute e la Sicurezza alimentare.
"Ciò rientra nell'ampia gamma di attività che la Commissione europea sta assumendo per prepararci all'eventualità di una pandemia umana di influenza", ha detto Tod.
Dato che l'H7N1 era troppo pericoloso per l'impiego diretto nella produzione di vaccini per l'influenza standard, è stato modificato per renderlo più sicuro impiegando un processo noto come "genetica inversa", ed è il primo vaccino per la cui produzione non sono state utilizzate uova.
Gli esperti considerano attualmente l'influenza aviaria come la singola più importante minaccia alla salute umana al mondo.
Il virus H5N1 ha provocato la morte o costretto all'abbattimento di decine di milioni di volatili e può occasionalmente essere trasmesso alle persone, spesso uccidendole.
Un vaccino è il miglior modo per fermare la diffusione del virus, se mutasse se in una forma che potrebbe essere facilmente diffusa da umano a umano, dicono gli scienziati. Ma la produzione di vaccini anti-influenzali è lenta ed essi non funzionano perfettamente.

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Washington (Reuters)- 27 Ottobre
Funzionari da tutto il mondo si incontreranno a Ginevra all'inizio di novembre per discutere l'istituzione di un fondo globale per contrastare la minaccia del mortale virus H5N1 responsabile dell'influenza aviaria, ha detto oggi un alto funzionario della Banca Mondiale.
Jim Adams, vicepresidente della Banca Mondiale per le politiche e i servizi nazionali , ha detto che il vertice – dal 7 al 9 novembre – cercherà di coordinare una risposta globale al virus H5N1 e di identificare i difetti dei sistemi sanitari e veterinari.
"L'intenzione è essere preparati ad agire più aggressivamente per raccogliere denaro per fronteggiare queste carenze", ha detto Adams a Reuters.
Il funzionario ha aggiunto che il fondo richiederà donazioni iniziali per un ammontare compreso fra 300 e 500 milioni di dollari per aiutare i Paesi a istituire programmi per fronteggiare il rischio di pandemia della cosiddetta febbre dei polli, che secondo gli esperti potrebbe alla fine mutare tanto da divenire trasmissibile da uomo a uomo.

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Roma/Bruxelles (Reuters) 26 Ottobre – Non vi è prova ad oggi che l'influenza aviaria possa essere trasmessa agli umani attraverso il consumo di cibi, in particolare pollo e uova, anche se non si può escludere questa possibilità.
Lo precisano la Commissione Ue e l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) in una nota ufficiale diramata oggi, dopo che ieri si era diffusa la notizia secondo cui l'Agenzia avrebbe emesso oggi un avviso ai consumatori per evitare uova e carni di pollame crude al fine d'impedire la diffusione della febbre dei polli.
"Non c'è, ad oggi, alcuna prova che suggerisca che l'influenza aviaria possa essere trasmessa agli esseri umani attraverso il consumo di cibi e specificatamente di pollame ed uova", si legge in una nota emessa dall'Efsa, in cui si aggiunge che ad ogni modo "questa possibilità non può essere esclusa" e "la questione resta costantemente sotto osservazione".
"Il pollame in vendita nell'Ue non pone rischi per i consumatori", ha detto il portavoce della Commissione Ue Philip Tod.
L'Autorità alimentare — ricordando che la più probabile via di diffusione del virus H5N1 negli umani è il contatto con animali infetti vivi o con le loro deiezioni — ribadisce che rimane invariato il consiglio, già valido da tempo, per la sicurezza alimentare, secondo il quale i prodotti avicoli devono essere adeguatamente cucinati per proteggere i consumatori dalla possibile presenza di salmonella ed altri organismi nocivi.
"Mentre è improbabile che l'H5N1 possa essere trasmesso agli umani tramite la carne cruda e le uova, cucinare il cibo in modo appropriato inattiverebbe il virus e eliminerebbe questo potenziale rischio", spiega l'Efsa.

TRE CASI SOSPETTI NELL'ISOLA DELLA REUNION

Il ceppo mortale H5N1 è comparso in Asia ma sembra diffondersi rapidamente verso ovest, sulle ali degli uccelli migratori.
Alcuni casi sono stati individuati su cigni oggi in Croazia.
Le autorità francesi dell'isola della Reunion, nell'Oceano indiano, hanno riferito oggi che tre persone rientrate dalla Thailandia di recente sono state ricoverate con sintomi sospetti di febbre aviaria.
Il ministro della Salute francese Xavier Bertrand ha detto che i tre turisti in Thailandia hanno visitato uno zoo dove sono stati a contatto con degli uccelli, e che i test iniziali sono positivi ma i risultati di ulteriori esami saranno pronti domani.
E' difficile comunque che il virus si trasmetta dai volatili agli esseri umani: su migliaia di casi registrati tra i volatili in Asia, i casi umani sono stati 120, oltre la metà dei quali mortali.

MINISTERO SALUTE: INGIUSTIFICATO BANDIRE POLLAME E UOVA

Anche il ministero della Salute aveva riaffermato oggi in una nota che bandire dalle tavole degli italiani o dalle mense scolastiche carne di pollame e uova non avrebbe alcuna giustificazione.
"Alla data odierna non esiste evidenza scientifica che il consumo di carni e uova, ancorché provenienti da animali infetti, siano in grado di trasmettere la malattia all'uomo. La malattia si trasmette, infatti, entrando in contatto con animali infetti, selvatici o d'allevamento e con le loro deiezioni, com'è confermato anche dall'OMS e dal Centro Europeo per la Prevenzione e Controllo delle malattie (ECDC)", si legge in un comunicato.
Il ministero della Salute ricorda che il sistema di sorveglianza, attuato dalle autorità nazionali, garantisce "elevati standard igienico-sanitari", a tutela della salute degli animali, degli operatori del settore e dei consumatori.
"I rigorosi controlli, effettuati dalle istituzioni, sono oltre un milione e riguardano tutte le fasi del processo produttivo di pollame e uova: dall'alimentazione fornita agli animali all'allevamento, dalla lavorazione alla distribuzione nei punti vendita", dice la nota.
Dal punto vista produttivo, dice ancora il ministro, l'Italia è autosufficiente, con un tasso di autoapprovvigionamento del 106,2% per le carni di pollame e del 101% per le uova.
"La situazione del nostro Paese non è, quindi, assolutamente paragonabile a quella delle nazioni colpite dal virus, dove si assiste a vere e proprie forme di convivenza tra esseri umani e animali", sottolinea il comunicato.
L'Italia non importa prodotti avicoli dalle zone colpite dall'influenza aviaria e sono state rafforzate tutte le misure di controllo per prevenire l'illecita introduzione di prodotti da aree a rischio.

CASI IN CROAZIA TRA GLI UCCELLI, FOCOLAIO IN CINA

La presenza della variante mortale H5N1 dell'influenza aviaria è stata individuata oggi in cigni selvatici trovati morti in uno stagno nella zona orientale della Croazia, dopo essere già stata registrata in Turchia, Romania e nella Russia europea.
Timori di un'ampia diffusione del morbo si sono fatti più pressanti dopo che la Cina ha riferito oggi di un nuovo focolaio infettivo tra i volatili, mentre in India si attendono i risultati degli esami sui prelievi di sangue di 10 uccelli migratori morti.
C'è stata una grande quantità di nuovi casi in Asia e nell'Europa dell'est prima dell'inverno, periodo in cui il virus H5N1 sembra svilupparsi, secondo gli esperti. Gli scienziati sospettano che gli uccelli migratori in fuga dai rigidi inverni dell'emisfero settentrionale contribuiscano alla trasmissione del virus.
I governi di tutto il mondo stanno intensificando i controlli ai confini ed esaminando gli uccelli che arrivano sulle loro coste.
Il virus H5N1, isolato per la prima a Hong Kong nel 1997, è riapparso nel 2003 nella Corea del sud diffondendosi in Vietnam, Tailandia, Laos, Cina, Indonesia, Cambogia, Russia ed Europa. Ma se è vero che gli uccelli migratori lo stanno diffondendo, allora anche l'Africa e l'America potrebbero aspettarsi dei casi, ha detto in settimana il direttore generale della Fao.
Al momento, la maggior parte delle persone sono rimaste contagiate per aver maneggiato uccelli malati.
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) afferma che sono morte 62 persone in 4 paesi del sudest asiatico — di queste, 41 in Vietnam — e 121 sono state contagiate dal virus, con un tasso di mortalità di quasi il 50%.

Nessun contagio tra persone è stato segnalato in Europa.

Il maggior timore degli scienziati è però che il ceppo H5N1 possa mutare in una forma che si trasmetta facilmente agli esseri umani, diffondendo un'epidemia che potrebbe uccidere milioni di individui e mettere in ginocchio l'economia mondiale.

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Zagabria/Pechino, 26 Ott. (Reuters) La Croazia ha detto oggi che esami eseguiti in Gran Bretagna hanno confermato la presenza della variante mortale H5N1 dell'influenza aviaria in cigni selvatici trovati morti in uno stagno nella zona orientale del Paese la settimana scorsa.
"I risultati del laboratorio a Weybridge hanno confermato la presenza del virus H5N1 che dimostra che le nostre misure (restrittive) erano giustificate. Esorto i produttori di pollame a prendere la questione sul serio e a tenere il pollame al chiuso", ha detto Vladimir Savic, esperto di veterinaria.
Timori di un'ampia diffusione della febbre aviaria si sono fatti più pressanti oggi dopo che la Cina ha riferito di un nuovo focolaio infettivo tra i volatili, mentre in India si attendono i risultati degli esami sui prelievi di sangue di 10 uccelli migratori morti.
C'è stata una grande quantità di nuovi casi in Asia e nell'Europa dell'est prima dell'inverno, periodo in cui il virus H5N1 sembra svilupparsi, secondo gli esperti.
Gli scienziati sospettano che gli uccelli migratori in fuga dai rigidi inverni dell'emisfero settentrionale contribuiscano alla trasmissione del virus. I governi di tutto il mondo stanno intensificando i controlli ai confini ed esaminando gli uccelli che arrivano sulle loro coste.
In Cina, nell'ultimo caso di contagio da H5N1, il terzo dalla settimana scorsa, centinaia di polli e anatre sono morti in un villaggio nella centrale provincia di Hunan.
La Cina ha segnalato alle Nazioni Unite che l'ultimo focolaio si è verificato vicino la capitale della provincia Changsha ieri, secondo quanto si apprende da una nota pubblicata sul sito Internet dell'Organizzazione mondiale per la salute degli animali (www.oie.int).
"Il focolaio è effettivamente sotto controllo", riporta il quotidiano Agriculture Daily.
La Cina ha riferito anche un altro caso tra oche di allevamento nella provincia di Anhui ieri e ha anche detto che è sotto controllo senza contagi a esseri umani.
La Cina, uno dei paesi più densamente popolati al mondo, ha miliardi di pollami, molti vicino a case di contadini. La Cina non ha riportato casi di contagio umano da influenza aviaria da quando l'epidemia è scoppiata alla fine del 2003.
Al momento, la maggior parte delle persone sono rimaste contagiate per aver maneggiato uccelli malati.
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) afferma che sono morte 62 persone in 4 paesi del sudest asiatico e 121 sono state contagiate dal virus, con un tasso di mortalità di quasi il 50%.
Ma il maggior timore degli scienziati è che il ceppo H5N1 possa mutare in una forma che si trasmetta facilmente agli esseri umani, diffondendo un'epidemia che potrebbe uccidere milioni di individui e mettere in ginocchio l'economia mondiale.
Nella popolosa India, gli esperti stanno cercando di risalire alla causa della morte di 10 uccelli migratori nel Bengala occidentale, ha detto oggi a Reuters Anisur Rahaman, ministro per lo Sviluppo delle risorse animali del Bengala occidentale.
Il Bengala ospita, tra altri uccelli migratori, l'oca di tipo "Bar-headed" e il grande cormorano, due specie in cui è stato trovato il ceppo H5N1.
Se è vero che gli uccelli migratori stanno diffondendo il virus, allora anche l'Africa e l'America potrebbero aspettarsi dei casi, ha detto in settimana il direttore generale della Fao.
La Banca asiatica per lo sviluppo stima che una pandemia di media intensità potrebbe costare all'Asia fino a 110 miliardi di dollari per gli effetti derivanti dalla riduzione di consumi, investimenti e commercio.
Una stima che potrebbe raddoppiare in caso di una pandemia grave, scatenando nelle previsioni più pessimistiche una recessione globale che costerebbe alla regione dai 250 ai 290 miliardi di dollari nel breve termine.
Il virus H5N1, isolato per la prima a Hong Kong nel 1997, è riapparso nel 2003 nella Corea del sud diffondendosi in Vietnam, Tailandia, Laos, Cina, Indonesia, Cambogia, Russia ed Europa.
Oltre 60 persone sono morte in Asia, incluse 41 in Vietnam, il paese più colpito. Nessun contagio tra persone è stato segnalato in Europa.

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Milano (Reuters) – L'agenzia per la sicurezza alimentare dell'Unione europea consiglia i consumatori di evitare uova e carni di pollame crude al fine d'impedire la diffusione dell'influenza aviaria.
Lo ha confermato oggi un funzionario dell'Efsa, confermando quanto scritto da quotidiani inglesi e tedeschi.
Il ceppo mortale H5N1 è comparso in Asia ma sembra diffondersi rapidamente verso ovest, sulle ali degli uccelli migratori. E' difficlle comunque che il virus si trasmetta dai volatili agli esseri umani: su migliaia di casi registrati tra i volatili in Asia, i casi umani sono stati 120, oltre la metà dei quali mortali.
"Non abbiamo alcuna prova che il virus possa trasmettersi attraverso il cibo. Ma non possiamo neanche escluderlo", ha detto il vice direttore esecutivo dell'Efsa Herman Koeter al quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung.
"Se non si mangiano uova crude e se si cuoce sempre accuratamente il pollame, non ci dovrebbero essere problemi", ha detto ancora Koeter in un'intervista pubblicata sul sito Internet del giornale.

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BRUXELLES (Reuters) – L'Unione europea ha deciso questa sera di vietare l'importazione di uccelli vivi da gabbia da Paesi terzi per rafforzare il contrasto all'influenza aviaria.

Il comitato veterinario della Ue ha appoggiato la proposta, ha annunciato la Commissione europea in una nota stampa.

"Il divieto riguarda uccelli vivi in cattività, ad esclusione del pollame importato a scopi commerciali", recita il comunicato. "Un'altra decisione regola il movimento degli uccelli che accompagnano i rispettivi proprietari, che sarà soggetto a certe condizioni".

La decisione giunge dopo la scoperta del virus in un pappagallo in Gran Bretagna che era stato tenuto in quarantena la scorsa settimana.

I ministri dell'Agricoltura europei si erano incontrati a Bruxelles ieri.

La Gran Bretagna e la Germania avevano chiesto il bando dopo che il pappagallo importato dal Sud America era morto mentre a causa del mortale ceppo H5N1dell'influenza aviaria, che ha provocato la morte di oltre 60 persone in Asia.

Sempre oggi, il ministero dell'Agricoltura francese ha annunciato che il pollame in alcune zone della Francia a rischio di venire in contatto con gli uccelli migratori deve essere tenuto al chiuso per l'influenza aviaria, e ha reso noto che 20 distretti in Francia sono a particolare rischio di contagio.

Il commissario alla Salute e tutela dei consumatori Marcos Kyprianou ha detto che la Commissione europea ha suggerito che gli stati membri dovrebbero tenere il pollame all'interno in zone ad alto rischio ma dipende da ogni governo decidere quali siano le zone colpite.

Kyprianou ha anche detto che l'Europa dovrebbe prepararsi ad altri casi di influenza aviaria.

"Non si può evitare agli uccelli selvatici di sorvolare l'Europa", ha detto il commissario. "Non dobbiamo farci prendere dal panico ogni volta che scopriamo un nuovo caso in Europa. Ma è importante reagire subito".

UN ALTRO FOCOLAIO IN CINA, QUARTO DECESSO IN INDONESIA

La Cina intanto ha registrato un altro focolaio di influenza aviaria, ha reso noto oggi un alto funzionario dell'Onu, precisando che è stato tenuto sotto controllo senza alcun contagio a esseri umani.

L'Organizzazione mondiale della Sanità ha detto che il ceppo H5N1 dell'influenza aviaria è endemico nel pollame in Cina e nella maggior parte dell'Asia e che potrebbe essere solo questione di tempo prima che sviluppi la capacità di trasmettersi facilmente tra gli esseri umani.

L'ultimo focolaio è stato individuato tra le anatre di allevamento nel villaggio di Liangying, vicino a Tianchang nella provincia orientale di Anhui, ha detto a Reuters Noureddin Mona della Fao.

Di recente ci sono stati altri casi in Xinjiang, Quinghai e nel nord della Mongolia.

Il funzionario ha riferito di avere appreso oggi dal ministero dell'Agricoltura cinese che 2100 volatili sono stati infettati, 550 sono morti e 45.000 sono stati soppressi.

"Siamo molto preoccupati", ha detto il funzionario della Fao, aggiungendo che l'area è stata isolata nel raggio di cinque chilometri. Secondo le informazioni in suo possesso, non ci sono casi sospetti di infezione tra esseri umani.

Sempre oggi l'Indonesia ha registrato il quarto decesso dovuto all'influenza aviaria.

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Roma (Reuters) – Si ferma martedì 25 ottobre il settore alimentare collegato alla produzione avicola, nella prima giornata di sensibilizzazione nazionale per la crisi indotta dai timori di diffusione del virus dell'influenza aviaria anche in Italia, dopo i primi casi registrati su volatili in Europa. Lo riferiscono i sindacati del settore, sottolineando che si tratta di una manifestazione congiunta di lavoratori e produttori.
"Le aziende del settore hanno deciso (di convocare) una giornata nazionale di sensibilizzazione verso la drammatica situazione del settore avicolo", ha detto a Reuters un portavoce di Flai-Cgil, che ha precisato che non si tratta però in alcun modo di uno sciopero nazionale.
"I sindacati hanno rifiutato la linea del blocco e dello sciopero nazionale", ha spiegato. "Ma la manifestazione, che vedrà lavoratori del settore uniti ad aziende di produzione, avrà comunque il risultato di fermare le attività dei siti produttivi".
"Abbiamo aderito volontariamente alla giornata (indetta) per sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che in Italia non esiste influenza aviaria e che il prodotto italiano è il migliore del mondo per salubrità e per garanzia contro tutti i virus che potrebbero essere temuti", ha detto a Reuters il segretario generale della Fai-Cisl Augusto Cianfoni.
Le modalità di gestione della giornata a cui i lavoratori aderiscono volontariamente rimane affidata alle varie realtà provinciali, "ma prevalentemente sarà gestita sotto forma di ferie anticipate", ha detto un portavoce di Fai-Cisl.
In alcune piazze italiane verranno probabilmente distribuiti dei prodotti avicoli gratuitamente, "per riavvicinare il consumatore a un prodotto da cui si è allontanato a causa di informazioni mediatiche, soprattutto della televisione, fatte con tono allarmistico del tutto infondato e che ha causato un crollo delle vendite fino al 70%", ha precisato Cianfoni.
Secondo dati resi noti da Coldiretti, a due settimane fa, il consumo di pollame in Italia è calato di oltre il 30% in un anno, con 53 italiani ogni 100 che cambiano abitudini di acquisto sulla scia di timori e allarmismi per l'influenza aviaria. Un allarme analogo è stato lanciato anche dalla Confederazione italiana agricoltori che ha dichiarato un calo delle vendite di pollame negli ultimi due mesi pari al 20,5%, con punte del 30-40% in alcune zone.
Numerosi, nella giornata di domani, i presidi allestiti in Veneto e in Emilia Romagna, le due regioni italiane che assieme contano l'80% della produzione avicola nazionale, secondo i dati Flai-Cgil.
Sempre domani l'Unione europea chiederà un divieto temporaneo delle importazioni di uccelli domestici e selvatici vivi, dopo che un pappagallo è morto in Gran Bretagna a causa della variante mortale dell'influenza aviaria (ceppo H5N1 del virus), che in Asia ha provocato la morte di oltre 60 persone, ma che in Europa al momento non ha colpito l'uomo.
Intanto, oggi, le autorià russe hanno confermato la presenza del virus in un'altra regione della Russia europea, a Tambov, 400 chilometri da Mosca, mentre la scorsa settimana il virus aveva ucciso 12 galline in una fattoria a Morshank e la presenza dell'H5N1 era stata individuata nella regione di Tula e negli Urali meridionali.
Nelle ultime settimane sono stati confermati casi del virus mortale per l'uomo anche fra volatili in Turchia e Romania.

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Mosca, 24 Ottobre 2005 – Un nuovo focolaio di influenza aviaria e' stato scoperto nella Russia europea, stavolta nella regione di Tambov, a 480 chilometri a sud di Mosca. Il virus H5N1 ha provocato la morte di 14 galline in un complesso di dace che si trova nel distretto di Marshanski. Il ministero dell'Agricoltura e la Protezione Civile hanno subito fatto scattare le misure di quarantena e hanno ordinato la distruzione di tutti i volatili allevati nella zona.

Un primo focolaio di influenza aviaria e' stato scoperto la settimana scorsa nella Russia europea: a Iandovka, un villaggio della zona di Tula a 300 chilometri da Mosca. Il complesso di dace dove l'influenza aviaria si e' manifestata a partire dal 20 ottobre a si chiama Yuzhni. Secondo la Protezione civile sono in tutto settanta i volatili colpiti dall'epidemia e nel corso delle ultime 24 ore sono stati eliminati, assieme alle altre galline in apparenza sane allevate nei pollai annessi alle dace.

UE: DA CROAZIA BLOCCO POLLAME VIVO E PIUME
Il bando verso le importazioni dalla Croazia riguardera' il pollame vivo e le piume, non i prodotti avicoli: lo ha riferito un portavoce della commissione europea, confermando che ''molto probabilmente'' Bruxelles decidera' oggi un embargo contro la Croazia, come misura preventiva verso i rischi di diffusione dell'influenza aviaria. ''Il blocco non riguardera' le carni, ma solo il pollame vivo e le piume, perche' per ora la malattia e' stata trovata solo in uccelli selvatici'', ha detto Jonathan Todd. ''Il provvedimento sara' rivisto alla luce degli sviluppi della situazione''.

COMMISSIONE UE DECIDE SU BANDO UCCELLI SELVATICI
La Commissione Ue deciderà entro 48 ore, da oggi a martedì, se imporre o meno un embargo generalizzato di tutti gli uccelli selvatici vivi provenienti dal resto del mondo, dopo la richiesta giunta ieri sera dal governo britannico, presidente di turno della Ue. "Il governo chiede alla Commissione europea di imporre un embargo sugli uccelli selvatici vivi" come parte delle misure tese ad arginare un eventuale propagazione dell'influenza aviaria, ha annunciato ieri sera a Londra un portavoce del Dipartimento per l'ambiente e agli affari agricoli. La richiesta è giunta inaspettata a Bruxelles. Poche ore prima la Commissione, in un comunicato, aveva affermato di non ritenere necessario imporre "un'interdizione generalizzata dell'importazione di uccelli da compagnia" e di considerare la misura "controproducente, in quanto favorirebbe l'apparizione di un mercato nero, sottratto a tutti i controlli sanitari".

ROMA – Il ministro della Salute Francesco Storace ha firmato un'ordinanza, già in vigore, che intensifica i controlli preventivi in merito all' influenza aviaria su uccelli migratori e allevamenti. Lo ha annunciato lo stesso ministro in una conferenza stampa. Già ieri sono stati effettuati 500 prelievi di sangue su campioni di uccelli migratori in alcune aree di sosta italiane, che sono stati inviati al centro di referenza nazionale di Legnaro, in provincia di Padova, per conoscere l'esito delle analisi.

"Dell' ordinanza – ha detto Storace – sono stati informati il presidente del Consiglio Berlusconi e il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani".

Ha spiegato il ministro – è stata presa per garantire il nostro Paese rispetto al rischio di diffusione del virus H5N1 negli animali, perché non possiamo escludere che ciò possa avvenire, dunque é bene muoversi in anticipo e prevenire. Se i controlli saranno positivi – ha detto il ministro – ma non c'é motivo di ritenere che questo sia certo, si limiterà la caccia per alcune specie e alcune aree secondo le indicazioni dell'istituto di fauna selvatica". L'ordinanza prevede 7 misure tra cui il potenziamento del piano di sorveglianza per il controllo della selvaggina, attraverso la cattura di alcune specie di volatili che possono risultare infetti ( alcuni campioni dell'are del delta del Po già sono stati inviati al centro di riferimento nazionale). Il piano riguarda otto regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Puglia).

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Bruxelles, 23 Ottobre – La Commissione Ue decidera' entro 48 ore se imporre o meno un embargo di tutti gli uccelli selvatici vivi provenienti dal resto del mondo. La richiesta e' giunta ieri dal governo britannico, presidente di turno della Ue. La Commissione ha deciso di inviare al laboratorio comunitario di Weysbridge (Gran Bretagna) i campioni prelevati sull'anatra trovata morta venerdi' sera ad est di Stoccolma, risultata positiva a una patologia influenzale aviaria.

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(Ansa)-Londra, 22 OTT- La Gran Bretagna, presidente di turno UE, ha chiesto alla Commissione d'imporre l'embargo sugli uccelli selvatici vivi quale misura anti-virus dei polli.
Ciò a seguito del primo caso d'influenza aviaria individuato in Gran Bretagna in un pappagallo importato dal Suriname e morto in quarantena.
La Svezia ha annunciato che un'anatra trovata morta a Stoccolma e' risultata positiva al virus dell'influenza aviaria.

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Vivaio Grudnjak, Croazia 22 Ottobre (Reuters) – Le autorità croate si preparano oggi a sopprimere tutto il pollame e gli uccelli selvatici intorno a un vivaio dove è stato confermato il primo caso di influenza aviaria del Paese, e la polizia ha isolato la zona.
Ieri gli scienziati hanno evidenziato il virus H5 in alcuni cigni selvatici trovati morti in un vivaio tra Orahovica e Nasice, nella parte orientale del Paese, e hanno inviato dei campioni in Gran Bretagna per stabilire se si tratti del ceppo mortale H5N1.
I risultati dovrebbero arrivare lunedì o martedì e la Commissione Europea ha detto di stare preparando un divieto di importazione di pollame dalla Croazia.
Il ceppo H5N1 è stato trovato in Romania, che condivide con la Croazia le acque del Danubio, e in Turchia.
La polizia ha bloccato tutte le strade che portano al vivaio, situato in una fertile pianura coltivata. Polizia ed esperti veterinari spruzzano del disinfettante sulle poche auto e persone ammesse nella zona.
Gli abitanti di un manipolo di case nell'area di tre chilometri che è stata isolata non possono allontanarsi prima di essere esaminati dai medici.
Giornalisti Reuters ammessi nell'area dicono che il vivaio appare deserto: non si vedono uccelli e gli allevatori locali tengono il loro pollame chiuso in gabbia.
"Non usciamo a meno che non dobbiamo farlo", ha detto Marica Mataja, uno degli allevatori in quarantena, davanti al suo podere.
Altri cinque cigni morti sono stati trovati in un altro vivaio vicino a Nasice oggi e vengono sottoposti ad analisi, dice l'agenzia stampa Hina.
Intanto la Cina chiuderà i suoi confini se ci sarà un singolo caso di trasmissione da uomo a uomo di influenza aviaria nel Paese, scrive oggi un quotidiano di Hong Kong, mentre a Mosca è stato scoperto un nuovo caso di influenza sugli animali, riferiscono le autorità.
Da quando la malattia è stata rilevata alla fine del 2003 in Corea del Sud, il virus H5N1 ha ucciso oltre 60 persone in quattro paesi asiatici e ha raggiunto fino ad ora la Russia, la Turchia e la Romania, seguendo la rotta degli uccelli migratori.
Le autorità russe hanno detto oggi di aver scoperto altri casi di influenza negli Urali meridionali e hanno detto di indagare su un'altra epidemia sospetta nella regione dell'Altai vicino al confine kazako.

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21 Ottobre -Budapest (Reuters) – Un vaccino ungherese contro l'influenza aviaria ha definitivamente dato prova di essere efficace, lo hanno mostrato i test finali sugli esseri umani.
Lo ha detto oggi il ministro della Salute ungherese Jeno Racz parlando all'agenzia di stampa locale MTI.
"Ora è definitivamente provato che il vaccino è efficace (sugli umani)… sulla base dei nostri dati, il vaccino è efficace al 100%", ha detto Racz secondo l'agenzia.
Il governo ungherese ha annunciato mercoledì che i test iniziali sugli umani avevano dato risultati promettenti per il vaccino che sarà utilizzabile contro il ceppo H5N1 del virus.
Il governo ha inoltre detto che Stati Uniti, Gran Bretagna, Indonesia e Russia avevano espresso interesse per il vaccino, mentre tra gli altri paesi interessati all'acquisto del vaccino vi erano Indonesia, Ucraina, Le Filippine e Mongolia.
Il vaccino è stato testato su circa 100 volontari compreso il ministro della Salute ungherese alla fine di settembre.
L'Ungheria dice di poter eventualmente produrre 500.000 vaccini a settimana e che sarebbero necessari 3,5 milioni di dosi per la sua popolazione di 10 milioni.

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Pechino, 20 Ottobre – La situazione e' grave in Cina per via della ripresa del virus dei polli, ha detto il vice premier Hui Lianhyu citato dalla Nuova Cina. Ha annunciato una direttiva del presidente Hu Jintao e del premier Wen Jiabao che chiede a tutti i responsabili di fare il massimo per evitare la diffusione del virus. 'Il nostro Paese attraversa il peggior momento per quanto riguarda la propagazione del virus, la situazione e' grave', ha detto.

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Taipei, 20 Ottobre – Taiwan ha fatto sapere che sono stati trovati uccelli malati di influenza aviaria del tipo H5N1 in un container contrabbandato dalla Cina. Il capo del dipartimento ispezioni veterinarie Chiang Hsien-Coung ha detto che la guardia costiera taiwanese ha sequestrato il 14 ottobre un cargo con bandiera panamense e che analisi effettuate hanno confermato oggi che circa 1.000 uccelli erano infettati con l'H5N1. Chiang ha detto che tutti gli uccelli sono stati abbattuti.

Giovedì, 20 Ottobre
BANGKOK (Reuters) – L'influenza aviaria ha ucciso un uomo di 48 anni in Thailandia, la prima vittima nel paese per il virus H5N1 in un anno.
Lo ha detto il primo ministro Thaksin Shinawatra e fonti sanitarie.
Le fonti hanno affermato che la vittima era un uomo di 48 anni della provincia di Kanchanaburi, dove si ha avuto recentemente notizia di nuovi episodi di febbre aviaria nei volatili a circa 100 km a ovest della capitale, Bangkok.
"I primi risultati di laboratorio erano risultati negativi ma abbiamo fatto il test diverse volte e confermato che era positivo", ha detto a Reuters Thawat Suntrajarn, direttore generale del dipartimento di controllo delle malattie.
Thaksin e un funzionario sanitario della provincia hanno aggiunto che la vittima sembra abbia contratto la malattia, che gli esperti temono possa mutare e diffondersi tra gli umani, avendo mangiato un pollo infetto.
"L'uomo è stato infettato dalla febbre aviaria perché ha mangiato un pollo malato", ha detto Thaksin durante una conferenza stampa.
Il ceppo della malattia H5N1, scoperta per la prima volta a Hong Kong nel 1997, è riemersa nel 2003 in Corea del Sud, e si è diffusa in Vietnam, Thailandia, Laos, Cina, Indonesia, Cambogia, Russia e in Europa.

Più di 60 persone sono morte a causa del virus in Asia, comprese 41 in Vietnam, il paese più colpito.

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Bruxelles, 19 Ottobre – La Commissione Ue sta preparando la decisione di estendere ''l'embargo di pollame vivo e piume che attualmente riguarda le regioni est della catena degli Urali'' ad altre regioni della Russia.
Lo afferma una nota dell'esecutivo di Bruxelles, emessa dopo essere stata informata dai servizi veterinari russi ''della conferma di un focolaio di influenza aviaria H5N1'', nella regione di Tula, a circa 200 Km a sud di Mosca.
Il termine esatto della decisione ''sara' finalizzato domani alla luce della valutazione della situazione da parte della Commissione e in consultazione con gli Stati membri''.
''La Commissione sta mantenendo stretti contatti con i servizi veterinari della Russia e la situazione sara' aggiornata domani dal Comitato dei veterinari'' dell'Unione europea che si riunira' a Bruxelles.
Nella comunicazione inviata alla Commissione, i servizi veterinari russi hanno precisato che il focolaio di influenza aviaria H5N1 ''e' situato piu' o meno a 200 chilometri sud di Mosca nella contea di Tula, vicino al lago con numerose anatre selvatiche. Dei 1010 uccelli domestici che si trovavano nel villaggio, 493 hanno mostrato segni clinici della malattia e 220 sono morti''. ''Oggi, tutti gli uccelli – riferisce ancora la nota – sono stati uccisi e distrutti. I servizi veterinari russi hanno messo in atto tutte le misure necessarie per evitare la diffusione della malattia. Tutte le protezioni necessarie e di sorveglianza sono state disposte attorno alle aree infette''.

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19 Ottobre
Bruxelles (Reuters) – La Russia ha comunicato all'Unione Europea di aver registrato un focolaio della letale febbre aviaria 220 chilometri a sud di Mosca. E' quanto ha annunciato oggi al Commissione Ue.
"La Commissione Europea è stata informata dai servizi veterinari russi della conferma di un focolaio dell'influenza aviaria H5N1 registrato nella federazione russa", dice una dichiarazione.
Per prevenire possibili diffusioni del virus, frattanto, la Germania ha deciso di bloccare il trasporto di tutto il pollame vivo che resterà bloccato nei rispettivi pollai per evitare che possa entrare in contatto con uccelli contagiati, come riferito da una portavoce del ministero dell'Agricoltura.

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Mogila (Macedonia), 19 ottobre

Macedonia: abbattuti migliaia di volatili

La Macedonia ha cominciato a distruggere migliaia di volatili domestici nel timore che il ceppo di influenza aviaria trovato nel week-end in un villaggio nel nord del Paese possa appartenere al micidiale ceppo H5N1.
Le autorita' sanitarie vogliono eliminare circa 10.000 esemplari (tra polli, galli e tacchini) e mettere in quarantena le aree colpite dal contagio. Il focolaio e' stato scoperto pochi giorni fa, quando sono stati trovati un migliaio di uccelli morti nel villaggio di Migila, circa 10 chilometri a nord dal piu' importante comune della Macedonia settentrionale, Bitola, che ha una popolazione di circa 100.000 persone.
Secondo le autorita', la causa della moria e' stata il morbo di Newcastle, che e' un tipo di influenza aviaria comune. Uno dei volatili, che mostrava pero' tracce del ceppo con il prefisso H1, e' stato inviato al laboratorio Ue in Gran Bretagna per ulteriori accertamenti

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Agenzia UE controllo malattie raccomanda: evitare il panico

(AGI/REUTERS) – Stoccolma, 19 ott. – Evitare il panico perche' al momento c'e' solo un rischio limitato che l'influenza aviaria possa contagiare gli esseri umani e non c'e un'immediata minaccia di pandemia. L'appello alla calma arriva dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.
"Per il momento non c'e' ragione di panico in Europa", ha detto Zsuzsanna Jakab, responsabile dell'agenzia con sede a Stoccolma. "Il rischio per i cittadini di contrarre il virus e' minimo", ha spiegato nel corso di una conferenza stampa. L'agenzia europea -che ha emanato direttive per gli addetti agli allevamenti, le persone che sono piu' direttamente a rischio- ha comunque raccomandato alle persone di cuocere adeguatamente uova, pollame e cacciagione. "Se si adottano misure precauzionali, il rischio sara' praticamente inesistente".

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FAO, a rischio l'Africa

Per l'influenza aviaria, e' a rischio l'Africa, in particolare quella orientale, dove gli uccelli migratori potrebbero diffondere il virus e poi, "a causa della stretta vicinanza con gli animali in cui vive la popolazione e le insufficienti capacita' di sorveglianza e di controllo della malattia", il virus potrebbe trovare terreno fertile. L'allarme arriva dalla Fao, l'agenzia Onu per l'agricoltura e l'alimentazione, che definisce indispensabile l'assistenza internazionale.
"Una delle nostre preoccupazioni maggiori e' la potenziale diffusione del virus nella parte settentrionale ed orientale dell'Africa: c'e' il serio rischio che questa possibilita' possa diventare realta'" ha osservato Joseph Domenech, veterinario capo dell'agenzia Onu. . "Il Medio Oriente ed i paesi nord-africani dovrebbero essere in grado di porre una barriera di difesa contro l'influenza aviaria". Ma la FAO e' particolarmente preoccupata per la situazione in Africa orientale, dove i servizi veterinari potrebbero avere piu' difficolta' a svolgere efficaci campagne di contenimento basate sull'abbattimento degli animali infetti e sulle vaccinazioni". "I paesi interessati e la comunita' internazionale devono fare tutto il possibile per assicurare che in Africa l'influenza aviaria non diventi endemica: se il virus dovesse diventare endemico in Africa orientale, potrebbe aumentare il rischio di una sua evoluzione attraverso mutazioni o riassorbimenti in un ceppo trasmissibile agli esseri umani, e che poi si diffonda tra essi", ha messo in guardia Domenech. "Questi Paesi necessitano con urgenza di assistenza internazionale per costruire sistemi di sorveglianza e di controllo di base". La FAO aiutera' i Paesi africani a rafforzare la sorveglianza sugli animali selvatici e domestici ed a migliorare le capacita' di laboratorio per riuscire a scoprire sul nascere i focolai d'influenza aviaria.
Secondo la FAO, per i Paesi europei il rischio d'influenza aviaria dovuto agli uccelli selvatici e' al momento relativamente basso. Esiste tuttavia un pericolo reale che la prossima primavera gli uccelli migratori, se si saranno infettati durante la loro permanenza nelle regioni meridionali, possano portare la malattia nell'Europa occidentale e settentrionale. Gli esperti FAO ritengono comunque che i servizi veterinari europei siano molto efficienti e che per fronteggiare il pericolo siano in atto misure efficaci di sorveglianza e di controllo della malattia. "E' importante non dimenticare che l'epicentro della malattia rimane tuttora il sud-est asiatico, dove il virus continua a circolare in piu' di un Paese e dove alla fine potrebbe esserci una pandemia nel caso non si riuscisse a controllare la malattia negli animali", ha concluso Domenech.

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19 Ottobre 2005

La Romania ha individuato nuovi casi di sospetta influenza aviaria nel delta del Danubio, uno vicino alla frontiera con l'Ucraina.
Lo ha detto il ministro dell'agricoltura Gheorghe Flutur.
"Un cigno è risultato positivo agli anticorpi (del virus dei polli, ndr) nei pressi della frontiera con l'Ucraina, vicino al villaggio C.A.Rossetti", ha detto il ministro ai giornalisti. "Alcuni cigni a Maliuc e un'anatra selvaggia a Ceamurlia de Jos sono anch'essi risultati positivi" ai test.

RUSSIA, ALLARME PER MORIA VOLATILI VICINO MOSCA
Allarme per una moria di polli e di anatre non lontano da Mosca: si teme che l'influenza aviaria, incombente da luglio nella parte asiatica della Russia, sia giunta anche alle porte della capitale. Tra il 14 e il 17 ottobre circa trecento polli e anatre sono morte a Iandovka, un villaggio nella regione di Tula, a circa trecento chilometri a sud di Mosca. I veterinari parlano di decessi dovuti ad una "malattia virale acuta" contratta in seguito a contatti con uno stagno locale. Campioni degli animali morti sono stati portati in un laboratorio di Vladimir per accertare se si tratta della temibile influenza aviaria. Lo stagno in questione è frequentato da uccelli migratori in arrivo dall'Asia. I casi sono stati registrati in sette pollai a conduzione familiare. Le autorità hanno deciso la quarantena del villaggio mentre la polizia stradale ha istituito un posto di blocco sulla strada per impedire che il pollame sospetto sia portato e venduto altrove. Ieri il ministero dell'Agricoltura ha indicato che al momento casi di influenza aviaria sono accertati in due villaggi russi nella regione di Kurgan (Urali meridionali) e ci sono sospetti per altri 19 villaggi. Da luglio, quando si è per la prima volta manifestata, l'influenza aviaria ha colpito in tutto 51 villaggi situati in sei diverse regioni della Russia.

In Grecia è stato registrato il primo caso di virus dei polli. Lo ha annunciato oggi l'emittente radiofonica Skai aggiungendo che il caso è stato segnalato nell'isolotto di Inunes, nei pressi dell'isola di Chio. Il caso, ha aggiunto l'emittente, è stato segnalato da un allevatore di tacchini dopo la morte di uno dei suoi animali. Successivi test hanno confermato la presenza del virus dei polli. "C'é il forte sospetto che il virus individuato in Grecia sia lo stesso già registrato in Romania", vale a dire l'H5N1. Lo ha affermato la portavoce della Commissione Ue Francoise Le Bail all'Ansa. "Siamo in stretto contatto con le autorità greche e siamo pronti ad agire appena conosceremo l'esito dei test biologici", ha aggiunto Le Bail.

Successivamente la Commissione Ue ha chiesto alla Grecia di sospendere le proprie esportazioni di pollame vivo, prodotti avicoli e piume verso gli altri paesi dell'Unione europea. La decisione è stata assunta dopo la conferma giunta da Atene sulla individuazione del virus di influenza aviaria su un tacchino morto nell'isola di Chio. Il provvedimento è attivo da questa notte, informa un comunicato della Commissione.

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18 Ottobre 2005

Virus polli: UE, minaccia mondiale, reazione coordinata

Lussemburgo – Il Consiglio dei ministri degli esteri ha riconosciuto che l'influenza aviaria e pandemica costituisce una minaccia mondiale e ha fatto appello ad una reazione internazionale coordinata'': e' quanto affermato in una dichiarazione diffusa al termine del Consiglio straordinario tenutosi oggi a Lussemburgo.
I ministri hanno salutato la reazione immediata della Commissione in seguito alla conferma della presenza di virus H5N1 in Turchia e Romania.
''Il Consiglio ha anche riconosciuto che questo problema dovra' essere trattato simultaneamente nella Ue e alla sua fonte'', prosegue la dichiarazione.
I ministri si sono felicitati ''dell'elaborazione di soluzioni a medio e lungo termine, cosi' come delle misure di preparazione immediata rese necessarie dalla minaccia di una pandemia''. A questo scopo, il Consiglio ha salutato gli sforzi messi in atto dall'Oms, dall' Oie (organizzazione mondiale salute animale), dalla Fao, dalla Banca mondiale e dalla Commissione Ue ''per mobilitare i paesi toccati e i paesi esposti, nella prospettiva della riunione dell'Onu che si terra' a Ginevra dal 7 al 9 novembre''.
Il Consiglio ha rilevato ''che il coordinamento effettivo a livello dell'Unione europea permettera' di rafforzare l'efficacia delle misure nazionali trattando sia gli aspetti di salute animale che quelli di salute umana, conformemente alle raccomandazioni dell'Oms, della Oie e della Fao''.
Il Consiglio ''ha anche preso atto – afferma ancora la dichiarazione – dell'intenzione del Gruppo della presidenza (creato ad inizio ottobre, ndr) di preparare la riunione di Ginevra e ha incoraggiato il coordinamento tra la Commissione e gli Stati membri, volto a contribuire alla gestione del problema alla sua fonte''.

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SKOPJE, 18 OTT – La Macedonia ha inviato in Gran Bretagna campioni prelevati dalla carcassa di un pollo morto forse a causa della febbre aviaria. Lo ha annunciato Slobodan Covreski, direttore del dipartimento veterinario nazionale. Intanto altri paesi sono alle prese con l'emergenza aviaria. L'Iran e il Kenya hanno vietato tutte le importazioni di polli, uova e uccelli per prevenire casi di influenza, mentre l'Olanda ha stabilito che chiunque possieda polli dovra' vaccinarli contro la minaccia.

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BUCAREST (Reuters) – Le autorità romene hanno individuato nuovi casi di presunta influenza aviaria nel delta del Danubio, uno in particolare vicino al confine con l'Ucraina.
Lo ha reso noto oggi il ministro dell'Agricoltura Gheorghe Flutur.
"Un cigno è risultato positivo per gli anticorpi (all'influenza aviaria) vicino al confine con l'Ucraina, nei pressi del villaggio di C.A. Rosetti", ha detto Flutur ai giornalisti.
"Anche un piccolo numero di cigni di Maliuc e un'anatra selvaggia a Ceamurlia de Jos sono risultati sieropositivi".
La Grecia ha annunciato ieri di aver individuato segni di contagio da influenza aviaria in un tacchino nell'isola di Chio, nel mare Egeo, e sta cercando di accertare se si tratti della variante mortale già riscontrata in Turchia e Romania.
Se fosse confermato che si tratta del più aggressivo virus H5N1 che ha ucciso oltre 60 persone in Asia, sarebbe il primo caso in un paese dell'Unione europea.
Al momento nessun caso umano è stato riscontrato in Europa, ma l'Organizzazione mondiale della sanità teme che i paesi europei possano distrarre fondi e attenzione dall'Asia sudorientale, possibile focolaio di una pandemia.
Il virus H5N1 è apparso per la prima volta a Hong Kong nel 1997, quando ha causato la morte o la distruzione di 1,5 milioni di volatili. Diciotto persone si sono ammalate, di cui 6 sono morte.
E' riemerso nel 2003 in Corea del Sud diffondendosi in Cina, Vietnam, Thailandia, Laos, Indonesia, Turchia e Romania. Ha infettato 117 persone in quattro Paesi e ne ha uccise 60, secondo l'Oms.

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17 Ottobre
Atene – In Grecia è stato registrato il primo caso di virus dei polli. Lo ha annunciato oggi l'emittente radiofonica Skai aggiungendo che il caso è stato segnalato nell'isolotto di Inunes, nei pressi dell'isola di Chio. Il caso, ha aggiunto l'emittente, è stato segnalato da un allevatore di tacchini dopo la morte di uno dei suoi animali. Successivi test hanno confermato la presenza del virus dei polli.

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GROTTAFERRATA (ROMA)
GIORNATA DI STUDIO SULL’INFLUENZA E SULLE MALATTIE INFETTIVE H5N1 UNA SIGLA CHE SPAVENTA
L’oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha stimato che circa 1,2 miliardi di persone sono a rischio di contrarre una forma grave di influenza. Questa stima è stata fatta tenendo conto che ci sono circa 385 milioni di persone oltre i 65 anni, 140 milioni di bambini e calcolando che il 12% circa della popolazione nei paesi industrializzati soffre di malattie respiratorie croniche, inclusa l’asma. Inoltre, bisogna considerare che devono essere vaccinate 24 milioni di persone che svolgono attività sanitaria per impedire la successiva trasmissione della malattia a soggetti con altre patologie. Su queste cifre e sull’avvicinarsi all'Italia del virus aviario si è discusso sabato 15 ottobre 2005 presso l'Aula Magna della Divisione Grottaferrata (Grottaferrata, Roma) dell'Ini, Istituto Neurotraumatologico Italiano, che ha organizzato un convegno dal titolo "Gestione attuale di patologie internistiche ed infettivologiche". La giornata di studio ha affrontato anche altri argomenti tra cui le linee guida per la prevenzione e la vaccinazione contro l'influenza 2006, la polmonite batterica contratta in comunità o in ospedale, l'epidemiologia delle malattie batteriche invasive quali la meningite da meningococco e da pneumococco. Circa la possibilità che si possa sviluppare una pandemia influenzale sostenuta dal virus aviario, c’è da dire che le prime estese epidemie aviarie caratterizzate dalla rapida morte degli animali infettati sono state osservate solo verso la metà del 1997, e quasi contemporaneamente sono stati descritti, a Hong Kong, i primi 16 casi di influenza umana sostenuta dal virus H5n1, 6 dei quali sono risultati mortali. Questi casi, si legge nelle relazioni che saranno presentate al convegno, sono però rimasti isolati fino al dicembre 2003, epoca in cui si è riaccesa l’epidemia influenzale in allevamenti aviari della Korea e sono stati descritti nuovi casi di infezione umana ad esito fatale. Da allora, e fino all’agosto 2005, il numero di infezioni umane descritte è salito a 112 di cui 57 mortali. L’impatto di morbilità, mortalità e impegno economico per la società che la pandemia porterà con sé dipendono fondamentalmente dal grado di patogenicità del nuovo virus generato. Prima del ‘97 si riteneva che l’animale nel quale avviene la ricombinazione tra virus aviario e virus umano fosse il maiale, in quanto nel suo epitelio respiratorio sono presenti i recettori sia per l’influenza aviaria che per quella animale. Ora si è constatato che l’uomo può essere infettato direttamente dall’H5n1 e quindi si sa che nell’uomo può aversi quella ricombinazione di materiale genetico virale che potrebbe costituire l’innesco per la pandemia. Questa consapevolezza rafforza il timore che l’evento possa verificarsi. La mortalità è elevata. A questo proposito, si legge sempre nelle relazioni, a differenza da quanto osservato nel 1997, quando i decessi erano avvenuti tra soggetti al di sopra dei 13 anni, nelle recenti epidemie è stata osservata una mortalità elevata proprio tra i bambini. In particolare in Tailandia si è avuta una mortalità dell’89% tra bambini al di sotto dei 15 anni che sono in genere deceduti per insufficienza respiratoria. La polmonite batterica – altro tema che sarà affrontato nell’ambito della giornata di studio dedicata alla “gestione delle patologie internistiche e infettivologiche” – è ancora una malattia frequente e pericolosa, trattandosi di una delle sei cause più importanti di morte anche nei primi anni 2000. In particolare, la polmonite acquisita in comunità (Cap, community acquired pneumonia) in Italia ha una incidenza che può essere valutata in circa 1,7 casi per 1000 abitanti, percentuale che sale fino a 3,34 negli over 65. Da qui la necessità di proporre e attuare adeguate linee di trattamento e di gestione del paziente affetto da Cap. In merito alla meningite batterica c’è da dire che attualmente gli agenti eziologici più frequenti sono pneumococco e meningococco, il cui andamento è pressoché costante negli anni, e che nel 2003 hanno causato rispettivamente il 31% e 29% del totale dei casi. Le meningiti da pneumococco colpiscono soprattutto bambini con meno di 5 anni, adulti e anziani, mentre quelle da meningococco interessano, oltre ai bambini, soprattutto gli adolescenti e gli adulti. Nel 2002 sono stati segnalati 235 casi di meningite da pneumococco e nel 2003 le segnalazioni sono state 309; il 17% dei pazienti aveva meno di cinque anni, e la metà dei pazienti aveva più di 51 anni, con una età media di circa 40 anni. Oltre alla meningite, lo pneumococco può causare altre forme invasive, con una grande variabilità nella stima di incidenza a seconda della definizione di caso utilizzata. Uno studio condotto in due regioni italiane ha fornito tassi di incidenza di malattie invasive tra 6,3 e 2,8 per 100.000 bambini con meno di 5 anni, e tra 5,7 e 0,2 per 100.000 soggetti oltre i 64 anni. L'incidenza della meningite da meningococco in Italia è bassa rispetto al resto dell'Europa (3-6 casi ogni 1.000.000 abitanti rispetto alla media europea di 14,5 casi per 1.000.000). E' presente una forte stagionalità con picchi in inverno e primavera, soprattutto in seguito alle epidemie stagionali di influenza. La distribuzione per età dei pazienti segnalati indica una concentrazione di casi tra i bambini e gli adolescenti. Infatti, il 50% di tutti i casi ha un'età inferiore ai 17 anni ed il 30% ha un’età fino a cinque anni. In accordo con la letteratura internazionale, nella casistica italiana il numero di casi secondari è molto piccolo (meno del 2% di tutti i casi). La letalità è circa il 13%. Il congresso, che vede in calendario la partecipazione di eminenti professori universitari (Massimo Andreoni, Carlo De Bac, Silvia Migliaccio, Salvatore Minisola, Antonio Nigri, Gloria Taliani, Roberto Tatarelli, Fabrizio Toccaceli) e di esponenti dell'Istituto superiore di sanità (Marta Luisa Ciofi Degli Atti del Centro nazionale di epidemiologia) vuole essere un valido contributo per l'aggiornamento dei medici di base e dei sanitari in genere. Sembra infatti sempre più necessario che il medico di prima linea abbia le acquisizioni opportune per orientarsi su di una diagnosi probabile e avviare il giusto percorso esplorativo.

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Virus polli: UE – Misure e precauzioni anti contagio

Bruxelles aumenta le misure e le raccomandazioni per prevenire la possibilità di una pandemia legata al diffondersi del virus dei polli.

MISURE CONTRO RISCHIO – Il Comitato veterinario dei 25 indica "il rafforzamento delle misure di bio-sicurezza", citando, per le aree a maggior rischio, "la protezione al coperto degli allevamenti di pollame". Ricorda inoltre alcuni "criteri" chiave da considerare ai fini del contagio, quali "l'ubicazione degli allevamenti nei punti di transito delle correnti migratorie degli uccelli", "la distanza degli allevamenti dalle paludi ad alta concentrazione degli uccelli migratori", "la permanenza del pollame, o altri volatili di allevamento, in posti all'aperto". Tutti gli Stati membri dovranno "informare entro il 5 novembre la Commissione Ue sulle misure prese".

PRECAUZIONI PER TURISTI – Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha incluso la Turchia nella lista di paesi nei quali si consiglia ai viaggiatori di prendere alcune precauzioni e che comprende anche il Vietnam, la Tailandia, la Cambogia, l'Indonesia, il Laos, la Cina, il Kazakhstan, la Mongolia e il territorio della Federazione russa ad est dei Monti Urali. Nella lista non è invece indicata la Romania.

CACCIA – La Commissione Ue non ritiene necessario per ora imporre a livello europeo un bando della caccia sui territori nazionali e lascia agli Stati membri anche la scelta delle zone a rischio in cui limitare o impedire i contatti tra il pollame vivo e gli uccelli selvatici. I veterinari Ue consigliano tuttavia ai cacciatori il rispetto misure di igiene mentre toccano la selvaggina, specie se a contatto con uccelli migratori.

FONDO UE DI SOLIDARIETA' – La Commissione rilancia l'idea di estendere il fondo di solidarietà utilizzato per le catastrofi naturali per aiutare gli Stati membri nelle spese sostenute per affrontare una eventuale pandemia da influenza dei polli. I finanziamenti potrebbero essere inseriti nel futuro bilancio 2007-2013 e potrebbero sostenere, in particolare, spese per vaccini e antivirus.

VACCINAZIONI – La Commissione raccomanda agli stati membri di aumentare il numero delle vaccinazioni contro l'influenza stagionale, soprattutto nelle fasce più a rischio come misura di prevenzione per una pandemia.

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17 ottobre
la Romania chiede collaborazione per arginare la diffusione del "virus dei polli"

Il presidente Traian Basescu ha già preso contatto con le autorità degli stati confinanti per cercare di bloccare la diffusione del virus H5N1. Intanto, le operazioni di disinfezione continuano e sono allo studio altre misure preventive.
Ma nei villaggi rumeni, dopo l'abbattimento dei volatili la prospettiva di un inverno senza niente da mangiare fa più paura del virus. La Romania è un paese agricolo e molta gente vive ancora di quello che coltiva e alleva. Il governo ha cominciato a indennizzare gli allevatori ma il timore è che i soldi ricevuti dallo stato non basteranno.
E la conferma arrivata ieri dai laboratori specializzati della Gran Bretagna che la moria di polli è stata provocata dal ceppo mortale, lo stesso identificato in Turchia, ha fatto aumentare il ritmo dell'abbattimento.
I due focolai di influenza aviaria finora individuati, Ceamurlia e Maliuc, sono in quarantena. Il delta del Danubio è una delle riserve ornitologiche più grandi d'Europa.
Il virus è arrivato dalla Turchia. Se non sarà fermato, la Gran Bretagna ha annunciato che una pandemia potrebbe provocare nel Regno Unito fino a 50 mila morti.

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16 ottobre

La Romania chiede la collaborazione
dei Paesi vicini

Il presidente Traian Basescu ha già preso contatto con le autorità degli stati confinanti per cercare di bloccare la diffusione del virus.
Bucarest ha ricevuto sabato la conferma che la moria di polli registrata nelle ultime settimane è stata provocata dal virus H5N1, responsabile di una sessantina di morti dal 2003 ad oggi in Asia.
I primi due focolai di influenza aviaria sono stati indiviaduati nei villaggi di Ceamurlia e Maliuc, oggi in quarantena. Qui, sul delta del Danubio, una delle riserve ornitologiche più grandi d'Europa, alcuni allevatori dicono che gli uccelli muoiono in realtà da mesi.
Tutto il mondo è in allerta, ma c'è ancora chi crede che una coscia di pollo possa fare la gioia del palato.
"Da quando è stato identificato il virus -dice il proprietario di un ristorante rumeno- il consumo di pollo in Romania è diminuito del 30%. Ma noi lo serviamo ancora perché assicuriamo l'origine dei prodotti".

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Allertato il NAS (Nucleo Anti Sofisticazioni) per il controllo delle rotte commerciali

L'impegno del Nas da uno a cento in questo momento è duecento, non potrebbe essere diversamente perché il compito dei carabinieri del Nas è quello di garantire la salute del consumatore e quindi dare anche un messaggio rassicurante: il migliore messaggio rassicurante si dà con l'impegno di tutti, senza risparmiare energie".
Questo il commento del generale Emilio Borghini, comandante dei Nas, i nuclei anti sofisticazioni dell'Arma dei carabinieri, che ha accompagnato stamane il ministro della Salute Storace nella visita all'istituto zooprofilattico di Legnaro (Padova), centro nazionale di riferimento per lo studio e il monitoraggio dell'influenza aviaria.
"Specifiche risposte sulle rotte commerciali che teniamo particolarmente sotto controllo – ha precisato – cerchiamo di non darle mai, sia per non creare allarme nella popolazione sia per non penalizzare nessuno Stato estero perché non è questo il nostro compito. Il nostro compito – ha aggiunto – è fare dei controlli per impedire che ci siano delle conseguenze negative sulla salute pubblica, quindi non trascuriamo nessuna rotta. Naturalmente c'é una differenza tra gli Stati appartenenti all'Europa e quelle aree che ancora non sono appartenenti al controllo europeo.
Il coordinamento con gli Stati esteri, in particolare con l'Europa, è già esistente e verrà sicuramente nei prossimi giorni implementato".

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Il ministro dell'agricoltura romeno ha affermato che il virus dell'influenza aviaria individuato in Romania e' il pericoloso H5N1. Al termine di una riunione del 'centro di lotta all'influenza aviaria, il ministro Gheorghe Flutur ha detto alla Realitatea tv che ''il virus isolato nei campioni di Ceamurlia de Jos (villaggio del delta del Danubio, ndr) e' effettivamente l'H5N1''.

''Stiamo analizzando le misure necessarie per rafforzare la zona di protezione attorno a quel focolaio'', ha detto Flutur. La Realitatea tv aveva detto in precedenza che gli esperti britannici incaricati di analizzare i campioni avevano comunicato telefonicamente i risultati al ministro.

Ieri e' stata annunciata la scoperta di un secondo focolaio di virus dei polli H5 a Maliuc, un villaggio a una sessantina di chilometri da Ceamurlia de Jos.

FINORA SOLO TRASMISSIONI SPORADICHE UOMO-UOMO
Ancora non c'e' prova che sia avvenuto il ''salto di specie'' che permette al virus dei polli di trasmettersi da uomo a uomo dando cosi' inizio alla pandemia. Ad assicurarlo e' il responsabile del dipartimento per la Prevenzione del ministero della Salute, Donato Greco.

La bambina vietnamita nella quale e' stato isolato il ceppo del virus H5N1 resistente al farmaco antivirale oseltamivir era stata contagiata dal fratello, come riferisce l'articolo pubblicato su Nature ricostruendo la storia, ma questo non significa affatto che il virus dell'influenza aviaria sia riuscito, appunto, a compiere il cosiddetto ''salto di specie'', trasmettendosi da uomo a uomo.

Si tratta di uno dei tre episodi di passaggio da uomo a uomo finora segnalati, due in Vietnam all'inizio del 2005 e uno in Thailandia nel 2004, a nessuno dei quali hanno fatto seguito altri casi di trasmissione interumana, a conferma che il virus H5N1 non si e' ancora adattato all'organismo umano.

Quello della bambina vietnamita ''e' un caso sporadico, che risale ormai ad alcuni mesi fa. Inoltre il focolaio vietnamita e' ormai spento da tempo'', ha detto Greco. Per quanto riguarda le misure di contrasto dell'influenza aviaria, ha proseguito, ''non ci sono novita'. Sul piano della sanita' pubblica non avviene nessuna modifica''.

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PARIGI – Una equipe di ricercatori ha identificato un ceppo del virus H5N1 del virus dei polli che è resistente al Tamiflu, il farmaco antivirale immagazzinato in tutto il mondo in vista di un'eventuale comparsa di un'epidemia: lo rivela il settimanale scientifico britannico 'Nature'. Secondo la rivista, la resistenza al Tamiflu, prodotto dalla Roche Holding, sarebbe emersa nel trattamento di un paziente umano colpito dal virus in Vietnam, contratto non da un pollo ma da un'altra persona. Il virus, isolato dalla paziente, una ragazza di 14 anni, non ha risposto nel febbraio scorso al farmaco nel corso di test di laboratorio, dice la notizia datata Hanoi. La giovane colpita dall'influenza aviaria è guarita ed è stata dimessa in marzo. Il virus resistente, ha indicato lo studio, presentava una mutazione che lo rendeva resistente all'oseltamivir, il principio del farmaco. Un altro farmaco, Relenza, prodotto dalla Glaxo, ha mostrato efficacia contro l'influenza aviaria in test effettuati in laboratorio: apparentemente il virus mutato rinvenuto sulla giovane vietnamita sarebbe sensibile allo zanamivir, principio attivo di questo farmaco. Molti paesi stanno accumulando scorte di Tamiflu per prepararsi alla possibile epidemia del virus dei polli. La scorsa estate i ricercatori hanno scoperto che il virus, conosciuto come H5N1, può essere colpito con il Tamiflu, una medicina messa a punto nel 1999 per essere usata per limitare gli effetti della comune influenza che colpisce ogni inverno. La rivista scientifica britannica Nature avrebbe dovuto pubblicare la scoperta sul suo prossimo numero, in vendità giovedì prossimo, ma vista la rilevanza e i timori mondiali per la pandemia, ha deciso di anticiparla.

PRONTI 50 MILIONI DI EURO PER I FARMACI
E' prevista per oggi la firma per l'autorizzazione alla spesa di 50 milioni per l'acquisto di sei milioni di cicli di farmaci antivirali da utilizzare per il 10% della popolazione, nell'eventualità di una pandemia di influenza. Lo ha riferito oggi il ministro della Salute, Francesco Storace, al termine del Consiglio dei ministri e della riunione tecnica sull'influenza aviaria svolta in mattinata.

STORACE: CACCIA, NO MISURE FINCHE' NON C'E' VIRUS
Nessun provvedimento sulla caccia finche' in Italia non sara' individuata la presenza del virus H5N1 responsabile dell'influenza dei polli. Lo ha detto oggi a Roma il ministro della Salute, Francesco Storace, al termine del Consiglio dei ministri. Su questo punto, ha aggiunto Storace, l'Italia deve muoversi concertando azioni nell'ambito dell'Unione Europea. Nel frattempo sono in corso in Italia controlli e verifiche da parte dell'istituto di riferimento di Padova per l'influenza aviaria.

OMS, DIFFUSIONE CONSIGLIA AUMENTO SORVEGLIANZA
L'Organizzazione mondiale della Sanita' ha fatto sapere che la diffusione del virus dell'influenza aviaria a parti dell'Europa e' fonte di preoccupazione ed ha chiesto agli stati di incrementare la sorveglianza sia degli animali che degli uomini. Lo ha reso noto l'Oms in un comunicato. Non e' stato comunque alzato il livello di allerta per una possibile pandemia tra gli uomini che rimane a livello tre su una scala di cinque. Tutte le prove – si legge nel comunicato – indicano che il virus H5N1 non passa facilmente dagli uccelli all'uomo. ''L'Oms – si aggiunge – consiglia ai paesi che hanno avuto focolai di influenza aviaria di seguire alcune precauzioni e controllare persone che possono essere state esposte e che abbiamo febbre e sintomi respiratori''.

VIRUS DEI POLLI IN TURCHIA E' QUELLO PIU' PERICOLOSO
Le farmacie turche sono state prese d'assalto da persone alla ricerca delle scatole residue del medicinale 'Tamiflu', il solo reputato efficace contro l'influenza dei polli. La corsa all'incetta, già in corso da alcuni giorni, si è accentuata stamani dopo che si è diffusa la notizia della conferma, data oggi dalla Commissione europea, che in Turchia è presente il micidiale virus H5N1 dell'influenza dei polli. Già a mezzogiorno gli scaffali delle farmacie erano sprovvisti del medicinale, dopo che, anche per effetto della corsa nei giorni scorsi, esse avevano esaurito le 28.000 scatole a disposizione. Il ministro turco della Sanità, Recep Akdag, è corso in Tv a rassicurare la popolazione: "Non ci sono ragioni per farsi prendere dal panico. La zona infetta è stata isolata. Il focolaio epidemico è sotto controllo in una zona precisa e limitata", ha dichiarato il ministro con un evidente intento di rassicurazione, aggiungendo, tuttavia: "Naturalmente il nostro Paese si deve dotare di prudenza e si deve preparare anche al peggio (una possibile pandemia, ndr), ma per il momento non c'é nulla che giustifichi questo timore".

GINEVRA, 14 OTT- L'Oms avverte: la diffusione del virus dei polli a parti d'Europa e' fonte di preoccupazione e chiede agli Stati di aumentare la vigilanza. La guardia deve coinvolgere sia gli animali sia gli uomini. Non e' stato comunque alzato il livello di allerta per una possibile pandemia tra gli uomini che rimane a livello tre su una scala di cinque.

Fonte: Ansanews

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Giovedì, 13 Ottobre 2005
La commissione europea raccomanda agli stati membri di aumentare il numero delle vaccinazioni contro l'influenza stagionale.
Queste sono le dichiarazioni del commissario Ue alla salute e tutela dei consumatori, Kiprianou, illustrando gli interventi per far fronte al virus dei polli.
'Non esiste un vaccino contro l'influenza aviaria', ha detto il commissario. 'Esiste solo la vaccinazione contro l'influenza stagionale e noi raccomandiamo l'aumento di questa.

Il Ministro della Salute, Francesco Storace, ha avuto il pomeriggio del 12 ottobre 2005 una lunga conversazione telefonica col Commissario europeo alla Salute, Markos Kyprianou, sul tema dell’influenza aviaria e della temuta pandemia influenzale.
Il Ministro ha sollecitato una risposta alla sua proposta di indire al più presto un Consiglio formale dei Ministri della Sanità dell’Unione Europea, al fine di adottare una serie di misure armonizzate, per assicurare un efficace contrasto del rischio di pandemia.
Gli aspetti rilevanti, a tal fine, riguardano tre temi: vaccini, farmaci e controlli.
Kyprianou, nel condividere le preoccupazioni del Ministro Storace, ha assicurato il suo intento di avviare l’esame delle misure in questione nel corso dell’incontro informale dei Ministri della Sanità, che si terrà in Inghilterra il 20 e il 21 ottobre prossimi. Tra gli argomenti prioritari di questa riunione ci sarà, infatti, una sessione dedicata all’influenza aviaria e alla pandemia influenzale, nel corso della quale saranno illustrate anche le più recenti informazioni pervenute alla Commissione Europea da parte degli Stati membri e sarà dibattuta la proposta italiana di una riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri della Sanità, per assumere le iniziative sulle quali emergerà consenso nel corso del vertice britannico.
Il Commissario Kyprianou ha, inoltre, condiviso l’idea che un punto nevralgico della risposta che sarà data in caso di pandemia è rappresentato, in particolare, dall’efficacia delle modalità di distribuzione dei vaccini e dei medicinali antivirali alle popolazioni che ne avranno bisogno.

Fonte: Ansanews