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Riso italiano, appello da Bruxelles: «Più controlli, qualità e reciprocità per difendere la filiera»

BRUXELLES, luglio 2026 – Un riso etico, sano e di qualità. È questo il messaggio emerso al termine dell’incontro “Il riso italiano e la sfida europea: qualità oltre le tendenze”, ospitato al Parlamento europeo di Bruxelles e promosso dal gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR). L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee, del mondo scientifico e delle principali organizzazioni del comparto risicolo italiano per discutere del futuro di una delle eccellenze dell’agricoltura nazionale.

Al centro del dibattito non solo la tutela della produzione italiana, ma anche le garanzie offerte ai consumatori. Un tema che parte da una domanda semplice: quando si acquista un pacco di riso al supermercato, da dove proviene realmente quel prodotto? E soprattutto, quali standard sanitari, ambientali e sociali sono stati rispettati durante la sua coltivazione? Tra le questioni affrontate anche quella dello sfruttamento del lavoro minorile, fenomeno che, secondo i promotori dell’iniziativa, rappresenta una criticità in alcune aree extraeuropee produttrici di riso.

All’evento hanno partecipato i principali produttori piemontesi, rappresentanti della Federazione Italiana Risi, dirigenti di Confagricoltura e due biologhe, tra cui una tossicologa, che hanno illustrato gli aspetti scientifici legati alla sicurezza alimentare.

Tra gli interventi più significativi quello dell’eurodeputata di Fratelli d’Italia, Mariateresa Vivaldini, che ha sottolineato la necessità di rafforzare il principio della reciprocità nei controlli sui prodotti importati.

«È stato un evento molto interessante, con relatori di grande competenza e con la presenza di tanti risicoltori che hanno seguito con attenzione il confronto. Il problema da risolvere è quello della reciprocità: i controlli devono essere aumentati perché il riso che importiamo non offre le stesse garanzie del riso italiano», ha dichiarato l’europarlamentare.

Vivaldini ha inoltre avanzato la proposta di privilegiare il riso italiano negli acquisti della pubblica amministrazione, prevedendone l’utilizzo nelle mense scolastiche, negli ospedali e in tutte le strutture pubbliche attraverso bandi e gare che valorizzino la produzione nazionale.

L’eurodeputata ha anche chiesto l’avvio di campagne informative rivolte ai consumatori per promuovere il riso italiano e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle differenze tra le produzioni europee e quelle provenienti da Paesi terzi.

«Ho chiesto al Ministero di promuovere iniziative per far conoscere il riso italiano e spiegare che il riso importato non sempre garantisce gli stessi standard qualitativi. Dobbiamo inoltre contrastare ogni forma di sfruttamento minorile che, in alcune aree del mondo, interessa anche la coltivazione del riso», ha aggiunto.

Dal confronto è emersa la richiesta di una strategia europea capace di conciliare competitività, tutela della salute e difesa della filiera agricola. Per i rappresentanti del settore, infatti, i risicoltori devono poter continuare a produrre in condizioni di sostenibilità economica, vedendo riconosciuti gli investimenti e i sacrifici richiesti da una coltivazione particolarmente impegnativa.

Da tempo il gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei sostiene la necessità di rafforzare la tutela del riso europeo. Tra le principali proposte avanzate figurano il contrasto alle importazioni a dazio agevolato provenienti da Paesi extra UE, come Cambogia e Myanmar, l’introduzione di controlli più rigorosi, l’applicazione di clausole di salvaguardia e il rafforzamento dell’etichettatura obbligatoria dell’origine del prodotto. Secondo il gruppo politico, queste misure sono indispensabili per garantire condizioni di concorrenza eque e tutelare una filiera nella quale l’Italia rappresenta il principale produttore europeo, contribuendo con oltre la metà dell’intero raccolto comunitario.

Enrico Cimarra