Pane di Matera

A Matera per il pane, 'protetto' dall'Ue e amato da cinesi e giapponesi

Viaggio in Lucania per scoprire una delle specialità tradizionali, inserite dall'Europa tra i prodotti da tutelare. Il presidente dell'associazione Panificatori, Cifarelli: "I turisti vengono anche dall'Asia per assaggiarlo. Siamo arrivati fino ai prestigiosi magazzini Harrods"

Fine settimana a Matera, ma non per i sassi. Stavolta si va per forni: l'occasione è unica. Assaggiare il pane, appena inserito nella lista Ue dei prodotti a indicazione geografica protetta (Igp).

Una carta in più da giocare per il presidente dell'associazione Panificatori materani, Massimo Cifarelli: "Si aprono nuovi mercati – dice -. Dopo l'esperienza del pane di Matera, venduto a Londra, portato a mezza cottura nei magazzini Harrods e cucinato sul posto, ora guardiamo con fiducia al futuro. Da noi non si viene più solo per i sassi, i cinesi e i giapponesi ora chiedono il pane di Matera".

Avere dell'ottimo pane è semplice: la semola di grano duro, mescolata al lievito naturale va stemperata in acqua tiepida con un pizzico di sale marino. Quando l'impasto è omogeneo, viene lasciato a lievitare per almeno sei ore. Si dà la forma e poi un'altra ora di lievitazione, poi in forno a 200-300°. Dopo quasi due ore di cottura, ecco il pane più buono del mondo: caldo, profumato e fragrante. Il costo si aggira sui due euro e venti al chilo.

La domenica, poi, scarpe da ginnastica e zaino in spalla perché, come scrive Carlo Levi in 'Cristo si è fermato a Eboli', "alzando gli occhi" si vede apparire "come un muro obliquo, tutta Matera". "E' una città pittoresca che merita di essere visitata".