La battaglia di Paul McCartney contro i cambiamenti climatici

BRUXELLES – Se di lunedì non mangerete carne aiuterete il pianeta a non morire: potrebbe presto essere il testo di una sua canzone ma per ora è lo slogan della sua campagna per combattere i cambiamenti climatici, perché Sir Paul McCartney, a meno di una settimana dalla conferenza di Copenaghen, riscopre il giorno di magro e chiede all'Europa di cambiare dieta per il bene dell'umanità.

Tra l'apertura del suo tour ad Amburgo e la tappa di stasera a Berlino, l'ex Beatles ci teneva a far sapere all'Europa che non saranno solo le azioni dei governi a salvare la terra dal surriscaldamento. E davanti alla platea del Parlamento europeo spiega che anche noi, nel nostro piccolo, dobbiamo fare qualcosa. Ad esempio smettere di mangiare carne, o almeno ridurne il consumo. Perché "non sono i trasporti i cattivi, ma l'industria della carne", ha detto McCartney, secondo cui una bistecca inquina più di un'automobile. L'industria del bestiame, spiega citando uno studio della Fao, produce più gas serra (18% della cifra totale) di tutto il settore dei trasporti (13%). "Ogni secondo, per allevare bestiame e dargli da mangiare, scompaiono sei campi da calcio di foreste. Per una fetta di carne si utilizza una quantità di acqua pari a una doccia di 4 ore. Senza contare che l'allevamento è una delle principali fonti di inquinamento delle acque", ha aggiunto. E forse in pochi sanno, racconta, che non bisogna sottovalutare nemmeno le emissioni del bestiame stesso:"Il loro apparato digerente è tale per cui producono molto metano che è più pericoloso del CO2", in quanto maggiormente clima-alterante. Una molecola di metano ha una capacità di trattenere il calore 20 volte superiore a quella del CO2. In più, resta nell'atmosfera molti più anni. Anche Rajendra Pachauri, uno degli scienziati Onu leader della lotta ai cambiamenti climatici, ha abbracciato la campagna di McCartney. "L'80% delle emissioni dell'agricoltura sono dovute all'allevamento, che negli ultimi anni si è intensificato", spiega Pachauri puntando il dito contro quei Paesi come l'America Latina dove le bestie da macello aumentano e le foreste si abbattono per creare pascoli o campi dove far crescere mangime. Sarebbe meglio, secondo lo scienziato, "produrre tofu che inquina meno della carne e fa più bene alla salute". Anche McCartney ricorda gli studi che condannano la carne rossa: "I vegetariani hanno il 28% di patologie cardiache in meno di chi mangia carne, muoiono di cancro il 39% in meno e soffrono di diabete il 50% in meno". Scettico il presidente del Parlamento Ue, Jerzy Busek, a cui sembra quantomeno eccessivo chiedere a tutti di rinunciare alla carne. "E' una buona idea, magari non per tutti e non subito", ha detto davanti al palco dei vegetariani eccellenti.

Fonte:
Ansa.it (Chiara De Felice)