I gusti d'Europa a Roma

Prosegue con successo il 1° Salone dei prodotti tipici ed enogastronomici d'Europa, inaugurato il 5 giugno scorso alla Fiera di Roma, nella capitale.
Il numeroso pubblico presente alla giornata d'apertura ha mostrato soddisfazione ed attenzione nel visitare i vari spazi espositivi che rappresentano i relativi Consorzi di tutela.
La realizzazione di degustazioni guidate rivolte al pubblico, ha destato interesse per le informazioni tecniche ricevute e che creano una maggior coscienza e conoscenza al consumatore quando poi deve decidere la scelta d'acquisto di un prodotto.
E' questo uno degli scopi che Fiera di Roma ha inteso comunicare al pubblico, oltre al vantaggio che queste produzioni certificate hanno nel guadagnare sempre più spazio nel mercato agroalimentare.
Un mercato dominato da prodotti omologati e standardizzati porterà necessariamente il consumatore a ricercare prodotti la cui tipicità è garantita da un organismo di tutela qual è l'Unione Europea.
In questa prima Edizione è stata ben rappresentata la produzione del Lazio, con il pane di Genzano e gli oli extravergini che fanno grande la realtà olivicola di questa regione, la porchetta di Ariccia e il miele e la pasticceria tipica.
Dall'Italia, numerosi i vini provenienti dai territori più vocati (ricordiamo che il nostro Paese vanta quasi 1400 certificazioni fra DOC, DOCG e IGT); diverse province italiane hanno esposto i formaggi a marchio europeo: dal Pecorino Sardo e Toscano, al Bitto della Valtellina, alla Fontina della Val d'Aosta, per continuare con il Grana Padano e la Mozzarella di Bufala Campana.
Infine una vasta rappresentanza di produttori di salumi e di insaccati, i vari Consorzi per la tutela del fungo di Borgotaro con uno stand che proponeva un assaggio di "polenta e funghi", del Riso vialone nano veronese, della nocciola di Giffoni e dei Limoni di Sorrento.
Nello stand della Sardegna, che ben rappresentava i suoi formaggi e l'agnello IGP di quest'isola ha fatto la sua comparsa anche il Comitato promotore per la richiesta della DOP allo zafferano di Sardegna. E' infatti una secolare tradizione isolana coltivare questa preziosa spezia; attualmente vi sono venti ettari vocati alla produzione dei preziosi pistilli d'un color rosso ocra e dall'intenso profumo.
Un quantitativo che rappresenta ben il 70 per cento dell'intera produzione italiana.
La presenza dei produttori europei è stata rappresentata dall'Austria, Belgio, Francia e Svezia con vini, salumi e formaggi e insaccati di renna, ma si auspica che i prossimi due anni, durante i quali quest'iniziativa verrà ripetuta, siano più numerosi ad affacciarsi alla vetrina degli italiani.
Molti Paesi vantano prodotti inconsueti per i nostri occhi e il nostro palato e com'è giusto che siano cadute le frontiere geografiche, debbono cadere anche quelle gastronomiche per un reciproco scambio che diventa anche conoscenza culturale.
Il Salone rimarrà aperto sino all'8 giugno;avendo carattere biennale,verrà ripetuto nella primavera del 2006.

Pietro Tibaldeschi