Cucinare per Amore

Alimentazione, un tema che si può affrontare sotto varie sfaccettature.
A Milano, con la ripresa delle attività, dopo la pausa estiva, i lavori in questo senso, fervono ed una simpatica serata è stata promossa dall’Associazione Stampa agroalimentare, che ha preso in considerazione il cibo come “collante” per un matrimonio duraturo.
Invitato come relatore, Andrea Virgilio che da qualche tempo in accordo con la Diocesi di Milano, tiene lezioni di “filosofia culinaria” nell’ambito dei corsi prematrimoniali che i sacerdoti organizzano per i futuri sposi. Queste lezioni che comprendono anche una parte pratica, si stanno rivelando un successo e la spiegazione può essere proprio nel fatto che in questa città movimentata, perennemente in fibrillazione da lavoro, il mangiare ed il momento in cui ci si trova assieme a tavola sono azioni ormai considerate sprecate, mentre al contrario dovrebbero rappresentare la chiave di lettura per mantenere un buon rapporto matrimoniale.
E’ assolutamente convinto, Andrea Virgilio di quanto sostiene, vale a dire che cibo equivale a felicità.
Sin dalla nascita il nutrimento è un’azione obbligata per sopravvivere, ma rappresenta anche uno scambio d’amore; l’allattamento lo dimostra ed anche in seguito quando in famiglia il ritrovarsi attorno ad una tavola, significa essere e star bene nella propria “casa”; il cibo è anche un fattore d’unione fra amici e parenti, quando s’incontrano di fronte a piatti nati con gli ingredienti primari
dell’amore e dell’accoglienza.
Andrea Virgilio prosegue con enfasi questa sua “missione” gastronomica, quasi che ad ascoltarlo non fossero giornalisti esperti, bensì giovani alle prime armi che necessitano di affrontare la vita con questi consigli ed è piacevole sentirlo narrare della sua terra, la Puglia, che tanto è generosa nel consegnare agli uomini materie prime uniche, dal pesce (la cucina della sua Trattoria di Rho "La Barca", ha un prevalente carattere marinaro), all’olio (oro liquido di questa regione), alla frutta (uva Italia), ai formaggi e sostiene che la natura aiuta nel far sì che si pongano in tavola cose buone che basta saper riconoscere.
E’ disarmante la sua semplicità e per chiudere in tema la sua relazione, offre specialità pugliesi, dalla “Tortiera” o “Tiella” (un risotto preparato con pochi ingredienti: riso, patate, cozze, zucchine e pomodoro), al pane DOP di Altamura, alla mozzarella certificata, sino ad una squisita torta di ricotta preparata con antichi segreti di famiglia.
Mamma Elisa, orgogliosa di questo momento “ufficiale” vissuto con i tre figli (gli altri due sono Pino, lo chef, e Domenico, il pasticcere), ha continuato per tutta la serata a preparare sotto gli occhi sorpresi dei presenti le sue “orecchiette”; un lavoro tranquillo, fatto senza affanno e senza timore per la gran pratica manuale che possiede e, pur con questa calma, alla fine facevano bella mostra una quantità abbondante di orecchiette “fatta in casa”, quasi a voler dimostrare che anche senza fretta si può cucinare secondo natura.
Chissà se i giovani pronti a sposarsi comprenderanno questi sentimenti sottesi al lavoro di cucina?

Pietro Tibaldeschi