Convegno sulla tutela dell’origine dei prodotti alimentari

Nell'Unione europea e nel commercio internazionale

L'annuale incontro IDAIC si terrà ad Alessandria nei giorni 21 e 22 Maggio 2015, presso il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali, Università degli Studi del Piemonte Orientale.

Il tema: "la tutela dell'origine dei prodotti alimentari in Italia, nell'Unione europea e nel commercio internazionale" ed è realizzato dall'IDAIC, Istituto di Diritto Agrario Internazionale e Comparato del CNR, in collaborazione con l'Università del Piemonte Orientale, Dipartimento di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economiche e Sociali.

E' noto che i consumatori manifestano in forma crescente la volontà di conoscere l'origine dei prodotti che consumano, la loro composizione e le caratteristiche legate ad eventuali tradizioni enogastronomiche geograficamente ben definite, riconoscendo un 'premium price' agli alimenti con filiera tracciata in modo trasparente.

La tutela dell'origine determina quindi la possibilità di conservare il valore aggiunto derivante dai sistemi produttivi locali che hanno nel corso del tempo elaborato specifici know-how produttivi, coniugato le caratteristiche del territorio e delle sue materie prime al sapere antico delle popolazioni rurali, creato una identità forte ed un consenso elevato attorno all'identità geografica di questi prodotti.

In un mondo sempre più globalizzato la tutela giuridica di questa identità produttiva (e del relativo valore economico) si può ottenere attraverso due strumenti fondamentali: la proprietà intellettuale (in particolare: protezione dei marchi e denominazioni geografiche); l'obbligo di una etichettatura trasparente in merito all'origine dei prodotti e delle materie prime utilizzate.

Nel primo ambito è noto che i negoziati per l'implementazione dell'Accordo TRIPs allegato al Trattato di Marrakesh sono da molti anni in stallo a causa della diversità di vedute dei principali paesi membri del WTO. Ad una concezione essenzialmente 'privatistica' dei Paesi del c.d. 'nuovo mondo' (che vede nel 'marchio' il principale se non l'unico strumento di tutela dei nomi geografici) si contrappongono le impostazioni dei paesi con le più antiche tradizioni enogastronomiche (che, al contrario, tendono ad includere la tutela dei toponimi in strumenti normativi a prevalente valenza pubblicistica, finalizzati anche a realizzare politiche di sviluppo rurale).

La discussione attuale (finalizzata essenzialmente ad includere nel TRIPs un meccanismo simile a quello già previsto nell'Accordo di Lisbona sulla protezione dei nomi geografici, che contempla la gestione di un registro internazionale di toponimi protetti da tutti gli Stati membri) comporta, quindi, il confronto fra le due contrapposte visioni e l'approfondimento dei limiti giuridici di ciascuna impostazione, partendo dalle esperienze concrete dei diversi Paesi principalmente coinvolti nel negoziato.

Nel secondo ambito il dibattito giuridico ed economico degli ultimi anni si è concentrato sulla possibilità di proteggere l'immagine che i sistemi produttivi locali si sono creati non in ragione di fattori agroambientali, bensì per il know-how e la tradizione produttiva posseduti dagli operatori di un determinato paese.

E' dato notorio che il c.d. Made in Italy determini un certo affidamento nel mondo circa l'esistenza di livelli di specializzazione elevati delle imprese italiane e di corrispondenti contenuti qualitativi dei prodotti realizzati in Italia.

Questo determinante fattore di competitività viene oggi protetto in modo frammentato: se, infatti, a livello nazionale l'attenzione del legislatore e della giurisprudenza è andata via via crescendo negli anni (cfr. l. 350/03 e tutela penale del 'made in Italy'), a livello europeo si registrano ancora notevoli resistenze nei confronti dell'introduzione di un obbligo generalizzato di indicazione dell'origine dei prodotti e delle materie prime in etichetta. Nel contesto del commercio internazionale, inoltre, sebbene siano state adottate diverse Convenzioni relative alla lotta alla contraffazione che includono la tutela dell'origine dei prodotti (e.g. Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale del 1883, Accordo di Madrid sulla repressione delle false o ingannevoli indicazioni di provenienza riveduto a Lisbona il 31 ottobre 1958), risulta tutt'oggi non pienamente verificata la compatibilità di disposizioni restrittive, quali quelle adottate a livello italiano, con il divieto di misure tecniche restrittive della circolazione delle merci esistenti nell'ambito del WTO (in particolare Accordo TBT).

Il convegno dovrà, quindi, indagare anche questo profilo, per 'fare il punto' sulla tutela multilivello dell'origine dei prodotti alimentari che non possiedono una denominazione geografica e le criticità attualmente determinate dalla diversità delle normative a livello italiano, europeo ed internazionale, tanto sostanziali quanto doganali.

Vai al programma dei lavori
Pubblicazione dei risultati

Come da tradizione gli atti del convegno saranno pubblicati nella collana dell'IDAIC onde mettere a disposizione di tutta la comunità, scientifica i risultati della discussione.
Relatori
(in ordine alfabetico, per cognome):

Prof. Francesco Adornato (Università di Macerata)
Prof. Francesco Aimerito (Professore, Università del Piemonte Orientale)
Prof. Ferdinando Albisinni (Professore, Università della Tuscia)
Daniele Bianchi (Commissione europea)
Dott. Silvia Bolognini (Università di Udine)
Prof. Massimo Cavino (Università del Piemonte Orientale)
Prof. Nicola Coppola (Bournemouth University – UK)
Prof. Jose Cortés Martín (Universidad Pablo de Olavide, Sevilla)
Prof. Luigi Costato (Università di Ferrara)
Prof. Alessandra Di Lauro (Università di Pisa)
Dott. Luis Gonzalez Vaqué (Pres. AIBADA)
Prof. Antonio Iannarelli (Università di Bari)
Prof. Roberta Lombardi (Università del Piemonte Orientale)
Prof. Stefano Masini (Università di Roma Tor Vergata)
Dott. Simone Matteoli (Seconda Università di Napoli)
Dott.ssa Valeria Paganizza (Università del Piemonte Orientale)
Dott. Vito Rubino (Università del Piemonte Orientale)
Prof. Andrea Santini (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano).

Hanno assicurato la loro partecipazione al Convegno di Alessandria:

Prof. Francesco Bruno (Università del Molise)
Prof. Irene Canfora (Università di Bari)
Prof. Sonia Carmignani (Università di Siena)
Prof. Ettore Casadei (Università di Bologna)
Prof. Eloisa Cristiani (Scuola Superiore S. Anna)
Prof. Marita D'Addezio (Università di Udine)
Prof. Nicoletta Ferrucci (Università di Padova)
Prof. Alberto Germanò (CNR-IDAIC)
Prof. Marco Goldoni (Università di Pisa)
Prof. Pamela Lattanzi (Università di Macerata)
Prof. Lorenza Paoloni (Università del Molise)
Prof. Luca Petrelli (Università di Camerino)
Prof. Luigi Russo (Università di Ferrara)
Prof. Antonio Sciaudone (Seconda Università di Napoli)
Prof. Giulio Sgarbanti (Università di Bologna)
Prof. Eleonora Sirsi (Università di Pisa)
Dott.ssa Giuliana Strambi (CNR-IDAIC)
Prof. Alessandra Tommasini (Università di Messina)
Prof. Domenico Viti (Università di Foggia)