''Chianti d’autunno: fra sacro e profano''

A uno fra i prodotti della cultura enologica chiantigiana più antichi e tipici, il Vin Santo, il vino passito delle feste religiose e che si usava in Toscana per officiare la Messa, è dedicata l’edizione di quest’anno che si svolge dal 3 al 13 novembre.
Il titolo del 2005 è “Chianti d’autunno: fra sacro e profano” e vuole esprimere un vino, il Chianti, che da sempre vivacizza il periodo autunnale.
Una manifestazione che si rinnova e raddoppia.
Per la prima volta, gli otto comuni del territorio chiantigiano, diviso fra le province di Firenze e Siena, presentano insieme il classico appuntamento che chiude la stagione turistica con un ricco cartellone per riscoprire la tradizione e il gusto di questo territorio.
Sarà possibile andare alla scoperta dei sapori e dei profumi della campagna toscana, ma anche riscoprire le due anime del Chianti: quella “sacra” e quella “profana”.
Ai concerti d’organo nelle più belle pievi del territorio farà da contraltare “Quinto Quarto e dintorni”, la manifestazione enogastronomica che per dieci giorni vede coinvolti oltre cinquanta ristoranti distribuiti su tutti gli otto comuni pronti ad offrire menu a prezzi promozionali con piatti della tradizione difficilmente disponibili negli altri periodi dell’anno.
Tutti gli appuntamenti di “Chianti d’autunno” sono distribuiti sull’intero territorio del Chianti: Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti, San Casciano Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa uniti non soltanto in senso geografico.
Fra gli eventi principali di “Chianti d’autunno”, troviamo la riscoperta di Pievi e di Abbazie attraverso i concerti d’organo, le degustazioni e gli itinerari, per accompagnare il visitatore, cittadino o turista, in un viaggio attraverso un ambiente ancora intatto ed evocativo.

IL VIN SANTO – Nella tradizione toscana il Vin Santo è il vino dell’ospitalità. In tutte le famiglie, di qualsiasi ceto sociale, il Vin Santo si produceva in casa ed era la bevanda che non si mancava mai da offrire agli ospiti, nelle case dei signori come in quelle dei contadini. Al Vin Santo saranno dedicati anche convegni, degustazioni e appuntamenti con usi insoliti e altri invece consueti, ma poco noti al grande pubblico. Non tutti sanno infatti che questo ottimo vino passito è anche un ingrediente indispensabile di tanti piatti tipici della cucina chiantigiana e toscana. Ma il gioco di rimandi continuo fra “sacro” e “profano” ci porta alla riscoperta della cultura materiale di queste terre, ai piatti poveri della cucina contadina.
“Quinto Quarto e dintorni”, il ricco circuito enogastronomico che si trova all’interno di “Chianti d’Autunno”, nasce proprio da lì.
Il cosiddetto “quinto quarto” è il quarto meno nobile del bovino (testa, interiora…) quello che, in passato, insieme ad altri ingredienti “poveri”, era alla base dei frugali pasti delle famiglie contadine.
Ognuno dei 50 ristoranti aderenti, sparsi negli otto comuni, proporrà per l’intera durata della manifestazione, un menu completo basato sui piatti della “cucina povera” e della migliore tradizione chiantigiana a un prezzo promozionale e dichiarato (l’offerta varia dai 12 ai 90 euro).
“Chianti d’Autunno” è realizzato dagli otto comuni e cofinanziato dall’Iniziativa Comunitaria Leader Plus, attraverso il Consorzio Eurochianti.
Partecipano inoltre la Regione Toscana, le Province di Siena e di Firenze, le Apt di Siena e di Firenze, la Banca Monte dei Paschi di Siena, la Confcommercio di Siena e di Firenze, la Confesercenti di Siena e di Firenze, l’Enoteca Italiana, l’Associazione Italiana Sommelier e il Consorzio Chianti Classico.