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Agricoltori in allarme per il "morbo della lingua blu"

E' ancora emergenza per la "blue tongue" o morbo della lingua blu in alcune regioni d'Italia.
In Sardegna, tra il 2002 e il 2003 i capi morti o abbattuti sono stati poco meno di 700 mila, e sono state interessate le 17.500 aziende zootecniche sarde.
Le altre regioni colpite sono nel Centro-sud, soprattutto il Lazio e la Puglia.
La Confederazione italiana agricoltori ha chiesto al governo un piano nazionale di sanita' animale. Il Piano dovrebbe prevedere strategie e politiche univoche concertate non solo con le Associazioni ma anche con le Regioni; il controllo ed il monitoraggio delle epidemie animali, che, oltre alla Lingua Blu, sono anche Afta, peste suina, Bse ed influenza dei polli che in Italia ha ucciso 18 milioni di animali.
In data 22 ottobre, al proposito si è concluso l'iter del decreto riguardante gli importi e le modalità di erogazione degli indennizzi a favore degli allevatori che hanno subito danni a seguito dell’epizozia blue tongue. E’ quanto dichiara il Ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, a proposito della registrazione del decreto da parte della Corte dei Conti. “ Mi auguro che grazie a questo provvedimento – aggiunge Alemanno – gli allevatori, che si vedranno riconosciuta la possibilità di continuare con sicurezza economica la loro attività, garantiranno un’adeguata collaborazione alle necessarie operazioni sanitarie per controllare il diffondersi dell’epidemia”.
Il morbo della lingua blu o «blue tongue» ha caratteristiche particolari. Si propaga tramite un moscerino, ha come primi sintomi aborti e difficoltà di procreazione negli allevamenti.
E come sintomi tanta bava e la colorazione blu nella lingua degli animali colpiti.
Per i bovini il morbo non è letale, per ovini e caprini sì.
La cosa particolare è che il moscerino indicato come responsabile della «blue tongue» non sopravviverebbe a temperature sotto i sette gradi, quindi colpirebbe essenzialmente in primavera e in estate.
In attesa dei dati finali, stalle e animali sono sotto sequestro. La prima norma è il divieto assoluto di spostare bovini e ovini contagiati. Un veto che ha provocato tanti danni economici negli allevamenti laziali e toscani.
Anche dalla UE nel 2005 arriveranno
188 milioni di euro per la lotta alle malattie degli animali
La dotazione – pari a 41 milioni in più rispetto al 2004 – tra gli altri stanziamenti prevede (sulla base dei programmi presentati): 82,1 milioni per la sorveglianza delle Est (encefalopatie spongiformi trasmissibili); quasi 16 milioni contro la Bse (encefalopatia spongiforme bovina); 32,8 milioni per la lotta alla scrapie, 20,8 milioni per l'eradicazione della brucellosi bovina (cofinanziamento al 50%, per l'Italia 3 milioni di euro) e quasi 14 milioni per quella ovina (4 milioni e mezzo al nostro Paese, sempre tasso del 50%); infine 12,55 milioni di euro per combattere la tubercolosi bovina.
Inoltre la Commissione europea ha autorizzato aiuti per lo smaltimento di materiale specifico a rischio (MSR).
La Commissione europea ha autorizzato retroattivamente l'Italia a concedere un aiuto di Stato pari a 169 milioni di euro per i costi di distruzione obbligatoria di materiale specifico a rischio (SRM) e per l'ammasso di materiale a basso rischio nonché come aiuto al reddito per i produttori di bovini diretto a contrastare gli effetti della crisi della BSE del 2001 ('malattia della mucca pazza').
L'aiuto di Stato era stato concesso nel 2001 senza l'autorizzazione della Commissione.
Le misure approvate rientrano nella legge italiana 49/2001, autorizzata in parte dalla Commissione al momento dell'insorgere della crisi della BSE nel 2001.
Le restanti misure di aiuto esaminate ora riguardano il corretto smaltimento dei materiali specifici a rischio, dei materiali ad alto rischio e dei prodotti trasformati/ottenuti/derivati da questi ultimi, l'ammasso pubblico obbligatorio per le proteine animali a basso rischio e la sospensione/differimento dei termini relativi agli adempimenti tributari e ai pagamenti in materia di previdenza sociale per gli allevatori di bovini e il settore a valle (macelli,rivenditori all'ingrosso e al dettaglio di carne). La distruzione del materiale a rischio e l'ammasso pubblico obbligatorio sono diretti a prevenire la BSE assicurando il corretto smaltimento del materiale SRM e della farina di carne e ossa.
Le misure finanziate rispettano la normativa comunitaria.
L'aiuto, che raggiunge un'intensità massima del 100%, è concesso alle imprese responsabili dello smaltimento/distruzione e ammasso degli scarti di origine animale in Italia.
Il vantaggio economico viene tuttavia trasferito integralmente agli allevatori.
L'aiuto al reddito a favore dei produttori di bovini, concesso attraverso la sospensione e il differimento dei termini relativi agli adempimenti tributari e ai pagamenti in materia di previdenza sociale, è autorizzato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 2, lettera b) del trattato, in quanto aiuto destinato ad ovviare ai danni arrecati da calamità naturali o da eventi eccezionali.
La Commissione ha accertato l'assenza di compensazione eccessiva sia a livello settoriale che a quello del singolo allevatore, in considerazione delle perdite subite nel 2001.
L'aiuto al reddito concesso al settore a valle, previsto dalla decisione, ammonta a circa 103,25 euro/per azienda, è considerato un aiuto "de minimis" e non rientra quindi nel divieto degli aiuti di Stato contemplato dal trattato CE.
Le autorità italiane hanno fornito assicurazioni che l'aiuto non supera 3000 euro per beneficiario su un periodo di tre anni, che esso rimane nei limiti della dotazione finanziaria prevista per gli aiuti "de minimis" per l'Italia e che tutte le altre condizioni per questo tipo di aiuto sono rispettate.
Il testo della decisione sarà disponibile su Internet sul sito: http://europa.eu.int/comm/secretariat_general/sgb/state_aids/agriculture_2003.htm http://europa.eu.int/comm/secretariat_general/sgb/state_aids/agriculture_2001.htm dopo che gli Stati membri avranno comunicato se desiderano la cancellazione di parti della decisione per motivi di riservatezza.
La decisione è stata registrata con il numero di aiuto NN 151/2002 (ex N 113/B/2001).