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“Vitivinicoltura friulana, nuove opportunità e nuove sfide”

A Cormòns martedì 20 giugno,dalle 15, 45, al teatro Comunale di via Nazario Sauro, si terrà un convegno organizzato dal gruppo consiliare dei Cittadini per il Presidente intitolato "Vitivinicoltura friulana, nuove opportunità e nuove sfide".
Si tratterà della vitivinicoltura friulana,e delle nuove opportunità e nuove sfide.
Un confronto importante che vedrà insieme produttori, assessori regionali, responsabili e docenti di turismo e marketing del vino, ospiti internazionali.
La giornata di lavoro, divisa in due sessioni, sarà coordinata dal giornalista Bruno Pizzul e dal presidente del gruppo consiliare regionale Bruno Malattia.
Tra gli ospiti di rilievo anche Remy Wuatelet, direttore del marketing dei vini di Linguadoca.
Il programma dei lavori è così articolato: dopo l´introduzione del consigliere regionale Maurizio Paselli, si entrerà nel merito dell´organizzazione e del marketing del vino.
In questa prima parte di convegno, interverranno Remy Wuatelet; Attilio Scienza, professore ordinario di viticoltura all´Università di Milano; Riccardo Pastore, economista ed esperto in marketing del vino; Josep Ejarque, direttore di Turismo Fvg. Nella sessione successiva intitolata "Soggetti singoli o sistema? E come?" prenderanno la parola Noè Bertolin, presidente Fedagri Confcooperative del Friuli Venezia Giulia; Stefano Trinco, presidente di Federdoc e gli assessori regionali Enzo Marsilio e Enrico Bertossi.
Per i Cittadini, l´attuale congiuntura rappresenta un momento cruciale per quanto riguarda la vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia.
Un settore che già altre volte ha dovuto affrontare sfide perniciose, ma che adesso si trova davanti a un bivio rappresentato da incertezze e debolezze.
E´ indubbio che la vicenda Tocai (il cui nome non si potrà più usare) lascerà il segno, ma secondo il gruppo consiliare può servire da punto di partenza per gettare nuove basi nella costituzione dell´identità del territorio; per imporsi in maniera nuova nel mercato mondiale; per mettere a nudo problemi e difficoltà della realtà nel suo complesso.
"Si impone perciò – ha detto il vicecapogruppo Maurizio Paselli – una riflessione approfondita per eliminare le debolezze interne e per cogliere questo nuovo corso come una sfida, un´opportunità e non come una sconfitta da subire".
La messa in discussione del nome, quindi – da difendere però fino in fondo perché tipico e caratterizzante – può diventare di stimolo per una riorganizzazione del settore in grado di ridurre la burocrazia, di pensare a nuove strategie di mercato, della promozione del prodotto vino e del suo territorio.