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E’ il Kenya il principale fornitore di basilico in Europa


L’Italia detiene il mercato di prezzemolo liscio, salvia, timo e rosmarino

“Allo stato attuale, l’80% delle forniture di basilico in Europa proviene dal Kenya, paese leader del mercato invernale per questa referenza, con cargo aereo refrigerato, a garanzia di una consegna in mezza giornata. A questo si aggiungono altri paesi produttori che si dividono il mercato europeo del basilico come Israele, che però consegna la merce a prezzi più elevati rispetto al Kenya, e il Marocco, con un prodotto più economico di quello israeliano, ma con una qualità non elevata”. A dirlo è Luigi D’Aniello, manager della Ludan Fresh Supplies di Eboli (Salerno).

I mercati europei del basilico e l’Italia

“La campagna estiva del basilico in Italia – dice l’imprenditore – non è iniziata nel migliore dei modi, per via dell’andamento climatico umido e piovoso di metà marzo/inizio aprile, periodo in cui si effettuano le semine. Molte semine precoci sono fallite, per cui i produttori sono stati costretti e seminare nuovamente. La raccolta è iniziata a giugno, mese davvero soddisfacente per questa referenza sia in termini produttivi che commerciali, perché si sono registrati prezzi e richieste buoni, ottime rese alla raccolta e buoni quantitativi di vendita”.

“La situazione è però cambiata da inizio luglio quando, per via delle temperature elevate, si sono avuti dei rallentamenti produttivi soprattutto per le coltivazioni sotto serra, anche perché bisogna ricordare che il basilico allevato in pieno campo è destinato all’industria di trasformazione. Quindi adesso la situazione è la seguente: di fronte a un mercato che richiede basilico, l’offerta è esigua”.

“Per le altre aromatiche destinate al mercato fresco, la situazione è un po’ difficile sia in termini di produzione sia in termini di commercializzazione, poiché i paesi del nord Europa dispongono di merce locale, e il prodotto tedesco sta affollando i mercati europei. L’Italia, invece, è più competitiva soprattutto per la qualità, sulle produzioni di prezzemolo liscio, salvia, timo e rosmarino, che vengono destinate principalmente verso i Paesi Bassi. Ma, oltre a questo – conclude – l’erba fresca maggiormente richiesta dai mercati europei è il coriandolo, ma l’Italia non riesce a soddisfare questa esigenza per via delle eccessive temperature estive, che danneggiano la qualità del prodotto”.

Fonte: Freshplaza.it