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“Dolce Passione”: il cocomero a buccia nera tutto made in Italy

Sermide – MN (13 luglio 2023) – È l’unico tutto made in Italy, risultato di 7 anni di studi e ricerche che hanno riportato sulle tavole italiane dopo oltre 30 anni un nuovo cocomero a buccia nera.

‘Dolce Passione’ nasce dalla scommessa di quattro aziende costituitesi in Consorzio, in un lavoro di squadra che ha messo in rete Lamboseeds (Sant’Agata Bolognese) specializzata nella ricerca avanzata, insieme al mondo della produzione e commercio con Alma Seges (Eboli, Salerno), Ortofrutta Castello (Stanghella, Padova), e Lorenzini Naturamica (Sermide, Mantova).
Il Consorzio ‘Dolce Passione’ ha fatto il suo esordio nell’ultima edizione di Macfrut. A guidarlo è Roberto Castello alla presidenza, mentre alla direzione c’è Luciano Trentini.
La peculiarità dell’anguria ‘Dolce Passione’ è data dalla genetica di nuova generazione, rappresentata principalmente dalla cultivar “Giotto”, una delle più importanti novità di questa specie negli ultimi tempi. Ha una buccia molto fine, di colore nero, brillante e uniforme. La sua polpa è rosso vivace e croccante, con un gusto dal carattere zuccherino importante (superiore ai 12-13 gradi brix), ricca di fibra grazie anche all’assenza del seme. Le temperature elevate di questo periodo fanno assumere un sapore ancora più dolce.
Per le sue caratteristiche si colloca nel segmento dei cocomeri midi, con un peso che può variare dai 4 ai 6 chilogrammi, molto maneggevole anche per il consumatore.

Dolce Passione nel 2023

Al suo esordio nel 2022, nel primo anno di “test” commerciale, ha interessato una superficie di 60 ettari per una produzione complessiva commercializzata di 3.200 tonnellate. Per l’anno in corso, il Consorzio stima una produzione di 8.500/9000 tonnellate, con una superficie di coltivazione di circa 200 ettari, ovvero oltre il triplo rispetto al 2022. Per allungare il periodo di commercializzazione del cocomero, le
coltivazioni di serra e di pieno campo saranno distribuite, in misura diversa, fra le diverse aree del territorio nazionale: per il 50% al Nord, per il 30% al Sud e per il 20% al Centro, con una produzione stimata, calcolata sul 95% dalle coltivazioni, di 8.500 tonnellate, pari all’1,5 % della produzione nazionale. Per allungare il periodo di commercializzazione, parte della produzione è destinata a colture di secondo raccolto.
Tra gli sbocchi commerciali prevalenti c’è quello della Grande distribuzione organizzata (Gdo), il canale maggiormente praticato dagli operatori che partecipano al Consorzio. Ma si guarda con interesse anche all’e-commerce che, in questi anni anche per via delle restrizioni imposte dalla pandemia, si è sviluppato con l’incremento delle vendite dei prodotti ortofrutticoli on line.

Il mercato del cocomero in Italia

Dolce Passione ha la peculiarità di essere considerato unico nella sua proposta tutta made in Italy. La sua presenza si inserisce all’interno di un mercato del cocomero in Italia che nel 2022 ha visto una produzione di 509.228 tonnellate, ridotta rispetto agli anni scorsi per effetto delle grandinate che hanno colpito soprattutto alcune aree del Nord Italia. La superficie coltivata ha interessato 10.108 ettari.
Al momento la disponibilità di angurie resta limitata a causa di un andamento stagionale che ha penalizzato la produzione su quasi tutto il territorio nazionale. Prima gli effetti negativi delle basse temperature, poi le abbondanti piogge del mese di maggio hanno di fatto limitato e ritardato la produzione. Gli operatori aderenti al Consorzio Dolce Passione si ritengono comunque molto soddisfatti delle performances produttive e qualitative della cultivar Giotto, che stanno immettendo nel circuito commerciale, con successo.
Nel 2022 le principali regioni produttrici di cocomero in ambito nazionale sono state Lazio (103.950 tonnellate), la Puglia (85.271), la Campania (80.612), la Lombardia (78.228), l’Emilia Romagna (45.021), la Sardegna (37.500), la Sicilia (29.505), il Veneto (17.050) e la Basilicata (8.715). Per quanto riguarda le superfici coltivate, spicca il Lazio, con 1.940 ettari, seguito da Puglia (1.645), Sicilia (1.443), Lombardia (1.281), Campania
(1.103), Emilia Romagna (870), Sardegna (728), Veneto (279) e Basilicata (221). (Fonte Istat).
I consumi interessano circa 15 milioni di famiglie italiane che comprano abitualmente le angurie, per una media di acquisti che avvengono circa quattro volte l’anno.
Il consumo di questa cucurbitacea potrebbe in futuro espandersi anche per l’incremento delle temperature che influiscono sull’aumento dei consumi di questo frutto considerato il “frutto dell’estate”. Non solo, il cocomero è preferito per l’elevata presenza di acqua nella polpa che lo rende altamente dissetante ma anche per il basso contenuto di calorie e ricco di licopene, antiossidante a beneficio della salute.

Ufficio Stampa Consorzio Dolce Passione
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Filippo Fabbri