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Successo di presenze straniere al 39° Vinitaly di Verona

Grande affluenza di visitatori
stranieri quest’anno al Vinitaly, che sono stati ben 30 mila, uno su cinque dei 143 mila che hanno visitato la 39^ edizione della rassegna.
La crescita degli operatori esteri è stata del 12% con un’incidenza del 21% sul totale.
Cifre che hanno ridato fiducia agli operatori.
“Ancora una volta Vinitaly ha permesso alle aziende di fare business” – afferma Luigi Castelletti, presidente di Veronafiere -, ma il nostro impegno non finisce oggi. L’internazionalizzazione della nostra attività ci porterà:
– in maggio a Mosca con Vinitaly Russia,
– a ottobre negli Stati Uniti con Vinitaly Us Tour,
– a novembre in Cina con Vinitaly China e per la prima volta con il marchio Vinitaly
– in India nel gennaio del 2006”.
“Affluenza ottima, molto estero e grande soddisfazione dei clienti italiani”, questa l’impressione di Alessandro Dal Zovo delle Cantine Sartori, che tra gli stranieri cita nordamericani, giapponesi, operatori di Hong Kong, Gran Bretagna e tanti tedeschi.
Tanti ritorni pure per le Cantine Speri, in particolare Usa e Canada, ma anche appuntamenti fissati in precedenza per questa occasione con Finlandia ed Europa dell’Est.
“Anche se le aspettative non erano delle migliori, l’affluenza è stata equilibrata e in crescendo. La novità è rappresentata dai maggiori contatti avuti con i Paesi Scandinavi”, dice Angelo Valentini delle Cantine Lungarotti, vincitrici del Premio Internazionale Vinitaly 2005 per l’Italia.
“Grande Vinitaly, dal punto di vista organizzativo uno dei migliori” – dice Anna Abbona della Marchesi di Barolo confermando molti nuovi contatti, specie con Russia, Ungheria e Cina, mentre Fausto Peratoner, delle cantine La Vis, mette in evidenza pure il grande interesse manifestato dagli operatori tedeschi, inglesi e del Nord Europa in genere, oltre che da giapponesi, ancora russi e, come novità inaspettata, neozelandesi.
“Buoni contatti, tanti giovani titolari di wine bar ed enoteche, appassionati e preparati, un’attenzione particolare dalla distribuzione organizzata”, è il commento di Marco Caprai, produttore umbro di Sagrantino.
Questa edizione di Vinitaly ha messo comunque in luce il momento di transizione che sta vivendo il mondo del vino, e che fa prevedere cambiamenti strutturali e di strategie per i prossimi anni.
“Molti comunque i dati di ripresa – dice il presidente Castelletti –, a conferma dei segnali presentati dal ministro Gianni Alemanno durante la giornata inaugurale della manifestazione”.
Numerosi gli espositori che hanno visto riconfermata la propria posizione, altri hanno avuto nuovi contatti o hanno consolidato di persona rapporti instaurati in precedenza con operatori stranieri. C’è chi ha visto americani e chi no, non tutti sono stati visitati dai tedeschi, altri hanno conosciuto di persona russi e cinesi o giapponesi, mentre altri non hanno avuto nuovi contatti, proprio come succede quando c’è un cambiamento in corso.
I Paesi emergenti sembrano ancora più una potenzialità che veri mercati, invece cresce l’attenzione dei Paesi del Nord Europa, anche se lì è ancora tutta da costruire una vera cultura del vino.
I piccoli forse sono più soddisfatti dei grandi, come pure chi ha anticipato le nuove tendenze manifestate ora dai consumatori, ai quali bere non basta più.
È il caso dei vini della Franciacorta, in continua crescita: “Stiamo raccogliendo i risultati degli investimenti promozionali fatti nel corso degli anni – spiega Adriano Baffelli, direttore del Consorzio per la tutela del Franciacorta -, che ci hanno permesso di dare ai nostri prodotti una forte identificazione con il territorio che ora viene molto apprezzata”.
Diverse e soddisfatte le aspettative dei vari espositori rispetto al Vinitaly.
C’è chi lo vive come una vetrina, chi come momento di incontro con i propri clienti, chi anche di contatto con il pubblico.
Chi investe soldi, comunque, sente l’esigenza di avere ogni anno qualcosa di più in termini di servizi e di risultati.
Per questo sono state apprezzate le migliorie apportate quest’anno dall’organizzazione fieristica.