Se andiamo in vacanza all’estero ricordiamoci della tessera europea d’assicurazione malattia

Siamo in piene vacanze! Le nostre borse sono pronte, le piante sono annaffiate, l’allarme inserito ed il gatto ha
cibo a sufficienza; i biglietti per una meritata vacanza all’estero sono in tasca… ma, manca qualcosa… ci siamo
ricordati di prendere con noi la tessera europea d’assicurazione
malattia?
La libera circolazione nei 25 Stati membri dell’Unione Europea è stato uno dei primi e più importanti risultati
dell’UE.
I cittadini europei hanno il diritto di viaggiare senza restrizioni.
Per potere approfittare di questa libertà di movimento, i cittadini devono anche però poter contare
su un sistema semplice di rimborso delle cure mediche ricevute all’estero. È per questo che l’Unione europea
ha adottato una legislazione che introduce una carta europea d’assicurazione malattia (CEAM) unica, in sostituzione dei vari formulari che erano precedentemente utilizzati: i famosi E111 ed E111B usati dai turisti, ma anche l’E110 impiego dalle compagnie di trasporto internazionale, l’E128 dei
lavoratori all’estero e degli studenti e
l’E119 impiegato dalle persone disoccupate in cerca di lavoro in un paese diverso dal proprio.
Il regolamento europeo che ha autorizzato l’uso della carta
europea d’assicurazione malattia segue
l’adozione della legislazione
parlamentare del dicembre 2003. L’introduzione della carta era subordinata alla modifica della legislazione precedente sui regimi di sicurezza sociale.
Il Parlamento ha cercato in tutti i modi di accelerare il lancio
della carta e gli eurodeputati, di conseguenza, hanno adottato soltanto alcuni emendamenti chiedendo agli
Stati membri dell’Unione di fare in modo che i cittadini fossero informati dei loro diritti e doveri.
Questo ha permesso un’introduzione rapida della tessera che è entrata
in circolazione il 1° gennaio 2006 e che ormai è riconosciuta in tutti gli Stati membri dell’Unione europea oltre
che in Islanda, Lichtenstein, Norvegia e Svizzera.
La tessera europea d’assicurazione malattia permette di ottenere facilmente l’accesso alle cure mediche di cui abbiamo bisogno quando ci troviamo temporaneamente
in un altro Stato membro.
Le cure che ci sono dispensate avvengono nel quadro delle regolamentazioni del paese in cui ci troviamo, vale a dire che le spese sostenute sono rimborsate sulla base delle tariffe applicate in quel
paese.
La tessera copre soltanto le cure mediche “medicalmente necessarie”, in occasione del nostro soggiorno
in un altro Stato membro; non è quindi valida per poter usufruire a proprio piacimento di cure mediche non
urgenti. Inoltre possiamo usarla soltanto se ci rechiamo in un servizio sanitario autorizzato dal regime d’assicurazione malattia previsto dallo Stato in cui siamo.
Insomma, se andiamo in un ospedale o in una clinica pubblica saremo rimborsati, mentre se ci rechiamo da un medico in visita privata, beh, il rimborso dipende da cosa prevede la legislazione vigente in quel determinato Stato membro.
Se siamo assicurati o se siamo coperti da un sistema sanitario pubblico (come è il caso di tutti i cittadini italiani)
abbiamo automaticamente diritto alla tessera europea d’assicurazione malattia.
Ogni Stato membro è responsabile
della produzione e della distribuzione
della carta europea d’assicurazione
malattia sul suo territorio.
Per chiederla, nel caso non ci sia
già arrivata a casa,dobbiamo contattare
la nostra istituzione sanitaria locale. E se siamo all’estero, ci ammaliamo e ci accorgiamo di aver dimenticato la tessera a casa?
Niente paura, possiamo
chiedere alla nostra ASL di inviarci via fax o e-mail un certificato sostitutivo che ha lo stesso valore. Attenti quindi, il formulario E111 che ci ha sempre accompagnato in questi anni nei nostri viaggi all’estero, non è più valido dal 1° gennaio scorso (2006), e invece controlliamo di
avere messo in borsa la Tessera europea di assicurazione malattia.
Ulteriori informazioni sull’argomento sono disponibili, in inglese, sul sito “Occupazione, affari sociali e pari opportunità” della Commissione europea, all’indirizzo:

europa.eu

Fonte: Europainforma