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Sale nel te? Per gli inglesi è una follia

“Mettete del sale nel vostro té”. Una prof Usa indigna la Gran Bretagna
L’ambasciata americana a Londra interviene per placare il sarcasmo e tutelare i rapporti con gli inglesi. Ma lo fa a suo modo

AGI – Consoliamoci, nel mondo non c’è solo chi sostiene la legittimità dell’ananas sulla pizza. L’ultima disputa alimentare ha il sapore di una bevanda per il dopo-sbronza e ha costretto l’ambasciata americana a Londra a prendere le distanze da un’aberrante idea partorita da uno scienziato americano: aggiungere del sale al tè. Non contenta, Michelle Francl, professoressa di chimica al Bryn Mawr College, un’istituzione quacchera privata in Pennsylvania, ha suggerito di mettere in infusione rapidamente il tè inzuppando e spremendo i sacchetti. “Sono cresciuta nel Midwest” ha detto Francl, “dove si beve molto caffè, ma il tè è sempre stato la mia bevanda preferita e ho investito molto tempo a studiarlo e dopo tutti questi anni passati a bere tè e a fare ricerche sulla chimica, ho imparato come preparare la migliore tazza di tè”. La ricetta della “tazza di tè perfetta” è arrivata online insieme all’uscita del suo nuovo libro sull’argomento in cui sostiene che il sodio aiuta a bloccare una reazione chimica che rende il tè amaro e afferma che spremere le bustine di tè riduce i “tannini dal sapore aspro”.

Teorie che, come prevedibile, hanno suscitato scalpore in Gran Bretagna, dove dopo due secoli e mezzo è ancora vivo il ricordo del Tea Party di Boston, quando casse di té inglese furono scaraventate in mare (toh, ecco tornare il sale) dando il via alla rivoluzione americana e alla fine del dominio inglese sul continente. La faccenda stava diventando così seria che l’ambasciata americana ha preso le distanze dalla ricerca, seppure a suo modo. “La notizia riportata dai media sulla ricetta di una docente americana per la perfetta tazza di tè ha complicato il nostro legame speciale con il Regno Unito”, si legge in una dichiarazione ufficiale, pubblicata su X, “Il tè è l’elisir del cameratismo, un legame sacro che unisce le nostre nazioni. Non possiamo restare a guardare mentre una proposta così oltraggiosa minaccia le fondamenta stesse del nostro rapporto speciale. “Vogliamo quindi assicurare alla brava gente del Regno Unito che l’idea impensabile di aggiungere sale alla bevanda nazionale britannica non è la politica ufficiale degli Stati Uniti. E non lo sarà mai”.
Detto questo, l’ambasciata mostra di non prendersi troppo sul serio concludendo: “L’ambasciata degli Stati Uniti continuerà a preparare il tè nel modo corretto, scaldandolo nel microonde”. Francl ha affermato di aver analizzato decine di documenti di ricerca e testi antichi risalenti a più di 1.000 anni fa per trarre le sue conclusioni.
Ha anche suggerito di aggiungere una goccia di succo di limone al tè per rimuovere la “schiuma” che potrebbe formarsi sull’acqua, e ha – questa volta correttamente – consigliato di aggiungere il latte per secondo, ma riscaldandolo.

Fonte: Agi.it