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Obbligo Ue informazione su allergeni nella Ristorazione

Inviperito il Governatore della Regione Veneto, Zaia: "sto con gli operatori, follia da burosauri. Governo distratto si dia una mossa".

Venezia – “Purtroppo l’Unione Europea e il Governo Italiano hanno i due uffici complicazione cose semplici più grandi ed efficienti del mondo e noi, i nostri operatori economici, i nostri agricoltori, persino i cacciatori, dobbiamo averci a che fare ogni giorno. Sto con gli operatori: il Governo italiano, anche in questo caso distratto oltre il limite del lecito, deve muoversi subito”.
Con queste parole il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia si schiera con ristoratori, Confcommercio e Confesercenti contro la norma europea che, dal 13 dicembre, imporrebbe ai somministratori di cibi e bevande di specificare la presenza di allergeni nei loro alimenti, con aumenti di costi notevoli e difficoltà logistiche pressoché insuperabili nella compilazione dei menù. “Una follia da burosauri che coinvolgerà tutta la filiera di produzione, imballo, cucina e somministrazione di alimenti e bevande, arrivando persino agli ospedali – incalza Zaia – con costi per gli esercenti non inferiori a 50 milioni di euro e con dei menù molto più simili alla Treccani. Il Governo, dopo aver dormito dal 2011 – aggiunge Zaia – deve muoversi immediatamente e varare un facile decreto che, come consentito anche dalla norma europea, autorizzi almeno la semplice comunicazione orale a richiesta. Anche troppo, ma comunque più accettabile”. “E’ comunque una vergogna – conclude Zaia – perché già sette Nazioni europee hanno fatto questo passo, mentre Roma dorme, e mentre si porta un nuovo attacco alle nostre tradizioni alimentari ed enogastronomiche di qualità, che difenderemo sempre, ovunque e con ogni mezzo dall’appiattimento normativo imposto da Paesi dove un Prosecco doc e un tappo corona vengono considerati la stessa cosa”.