Nel 2006 OGM e riforme di vino e ortofrutta

Il semestre di presidenza europea appena concluso è stato sicuramente il più rischioso per la salvaguardia
della PAC, con attacchi, giunti in particolare da Gran Bretagna e Olanda, volti a ridurre i contributi nazionali
all’Europa.
Il comparto produttivo più penalizzato nel 2005 è stato sicuramente quello dello zucchero: tutti concordavano sulla necessità di ristrutturare il settore, ma la decisione finale è stata drastica e porterà ad una riduzione del 40% della produzione europea di zucchero.
Fortunatamente la decisione finale del Consiglio europeo ha consentito di salvare l’architettura della PAC ed
il suo bilancio, almeno fino al 2013. L’Italia, a questo riguardo, è riuscita a contenere i danni proprio sulla parte
più innovativa, quella destinata ai Piani di Sviluppo Rurale: la penalizzazione per l’Italia sarà limitata a circa il 12% rispetto ad una dotazione 2000-2006 di otto miliardi.
Il 2006 appena iniziato vedrà in campo agricolo, oltre alla definizione appunto dei Piani di Sviluppo Rurale (PSR), un forte impegno verso
le colture mediterranee.
In programma ci sono infatti importanti riforme dei settori dell’ortofrutticoltura e del vino, oltre all’annoso problema degli Ogm. Per l’ortofrutta è prevista la riorganizzazione del mercato che
prenderà lo spunto anche da un rapporto presentato da sette Stati membri (tra cui l’Italia) dove sono indicate
le priorità da perseguire.
Per il vino, in considerazione delle elevate richieste di distillazione presentate dai Paesi produttori, si sta considerando l’ipotesi di ridurre la produzione europea.
Sugli Ogm sarà rivista la procedura
di autorizzazione e saranno avviate nuove ricerche; a febbraio intanto è atteso il rapporto della commissaria
all’agricoltura Mariann Fischer Boel sulle misure di coesistenza tra produzione convenzionale e biologica
e produzione Ogm attuate nell’Ue.
Infine tra le nuove valorizzazioni in agricoltura è prevista quella della biomassa: Bruxelles ha appena lanciato
un piano d’azione per raddoppiare entro il 2010 i consumi di energia prodotti a partire da colture agricole,
legno e rifiuti.
Modifiche in vista