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Nasce il “Tavolo della gastronomia italiana”

Convocati dal MIPAAF il prossimo 6 ottobre 2021, dai Ministri delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, e dalla viceministra allo Sviluppo Economico Alessandra Todde, gli operatori di uno dei settori che maggiormente ha risentito le conseguenze della pandemia. Le Associazioni che interverranno – cuochi, operatori e imprenditori della ristorazione – avranno la possibilità di discutere in ottica di filiera.
Alcune delle tematiche inerenti al tavolo riguarderanno: valorizzazione del km zero; Made in Italy; cashless; prospettive del mercato del lavoro; informazione al consumatore; sana alimentazione; biologico; spreco alimentare; prospettive di investimento derivanti dal Green New Deal; PNRR e PAC.

Ambasciatori del Gusto, il Tavolo della gastronomia è frutto di un dialogo costruttivo con il Governo. “La convocazione del tavolo è il frutto del dialogo costante, costruttivo e propositivo che l’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto ha condotto in questi mesi con il Governo. Siamo soddisfatti del lavoro fin qui realizzato che ha portato alla costruzione di un rapporto fondato sulla condivisione di prospettive e idee concrete”. Così Gianluca De Cristofaro, Responsabile tecnico scientifico e delle relazioni istituzionali degli Ambasciatori del Gusto in merito alla convocazione di un ‘Tavolo della gastronomia italiana’. Si tratta di un passaggio cruciale per il coinvolgimento in prima linea del comparto ristorativo nelle decisioni che lo riguardano, al fine di renderlo più competitivo e sostenibile, spiegano gli Ambasciatori del gusto in una nota. “Ora più che mai occorre un’azione di rilancio del comparto per consentire di assumere in pieno il ruolo di volano per tutto l’agroalimentare italiano, essendo parte integrante della filiera e costituendo il punto di contatto con il consumatore finale. Le azioni necessarie perché questo avvenga dovranno affrontare temi diversi connotati da prospettiva” afferma Cristina Bowerman, presidente degli Ambasciatori del Gusto. Al tavolo parteciperanno, anche le altre Associazioni, in special modo quelle che fin dall’inizio della pandemia con intenti comuni hanno aderito e supportato il progetto #FareRete. “Le proposte che esporremo al tavolo sono frutto di un dialogo costante con l’obiettivo di realizzare un documento unitario e condiviso tra le varie Associazioni”, commenta Carlo Cracco Ambasciatore del Gusto.

Tra i temi avanzati dagli Ambasciatori del Gusto la realizzazione di un ufficio dedicato alle politiche di settore e di filiera; il futuro del Fondo ristorazione, “strumento che sta procedendo nella giusta direzione”; riordino dei codici Ateco; tax area dedicata al comparto e opportunità del Green deal.

Approfondimento:

Cos’è il codice Ateco
Il codice Ateco è una combinazione alfanumerica che identifica una ATtività ECOnomica. Le lettere individuano il macro-settore economico mentre i numeri (da due fino a sei cifre) rappresentano, con diversi gradi di dettaglio, le specifiche articolazioni e sottocategorie dei settori stessi. Dal 1° gennaio 2008 è in vigore la nuova classificazione Ateco 2007, approvata dall’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) in stretta collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, le Camere di Commercio ed altri Enti, Ministeri ed associazioni imprenditoriali interessate. Con i codici Ateco 2007, viene pertanto adottata la stessa classificazione delle attività economiche per fini statistici, fiscali e contributivi, in un processo di semplificazione delle informazioni gestite dalle pubbliche amministrazioni ed istituzioni.

Come è fatto un codice Ateco
Le attivita economiche vengono raggruppate con dettaglio crescente secondo: , Sezioni, Divisioni, Gruppi, Classi, Categorie
Sottocategorie.

A cosa serve il codice Ateco

Codice Ateco per apertura attività

Il codice Ateco è necessario per l’apertura di una nuova partita IVA. In questo caso, infatti, occorre comunicare all’Agenzia delle Entrate la tipologia dell’attività che intendiamo svolgere sulla base della classificazione Ateco 2007. Tale comunicazione è necessaria affinchè ciascuna attività sia classificata in modo standardizzato ai fini fiscali, contributivi e statistici.
Contemporaneamente, il contribuente dovrà rivolegersi ad un Commercialista per l’elaborazione della DIA (Dichiarazione di Inizio Attività), sempre in relazione all’attività economica di riferimento e, quindi, al suo codice Ateco.
Successivamente, ogni eventuale variazione dell’attività economica dovrà essere comunicata al Fisco, insieme ad un nuovo codice Ateco.

Codice Ateco macrocategoria di rischio

Nell’ambito della sicurezza del lavoro, il codice Ateco è necessario all’individuazione della macrocategoria di rischio dell’attività economica (rischio basso, medio, alto). Nelle linee guida redatte nel 2011, INAIL ha infatti associato a ciascun codice Ateco una fascia di rischio specifica per ciascuna attività economica. Una corretta individuazione del rischio aziendale attraverso il codice Ateco è fondamentale poichè da essa dipendono le misure di sicurezza dei locali e le misure di prevenzione e protezione dei lavoratori, nonchè la loro specifica formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.