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Le dimore storiche italiane: un patrimonio da scoprire

A "Golosaria" tra i castelli del Monferrato la richiesta di una legge e di un marchio nazionale

Le dimore storiche, patrimonio monumentale italiano composto da palazzi, ville e castelli aperti all'accoglienza e all'ospitalità.
E' stato questo il tema di un recente convegno nazionale tenutosi a Montiglio Monferrato nel contesto di "Golosaria tra i castelli del Monferrato", rassegna di cultura e gusto organizzata dal Club di Papillon. E l'incontro di Montiglio si è svolto proprio in un castello di proprietà privata, simbolo del territorio anche per la sua ampiezza, l'ottimo stato di conservazione e la storia. Il convegno, moderato da Paolo Massobrio, il giornalista fondatore di Papillon, è stato articolato in due sessioni. La prima dedicata all'approfondimento della storia monferrina, con gli interventi di Roberto Maestri, Presidente del Circolo Culturale "I Marchesi del Monferrato" (Monferrato: uno Stato europeo. L'affermazione del potere attraverso un complesso quadro dinastico e geografico) e di Aldo A. Settia, già Docente di Storia Medievale presso l'Università degli Studi di Pavia (Colline, chiese, castelli fra Tanaro e Po). Sugli aspetti di valorizzazione e marketing sono invece intervenute Cecilia Romani Adami, imprenditrice del turismo di charme nelle dimore storiche (Dimore storiche nell'accoglienza turistica: per una legge e per un marchio nazionale), Magda Antonioli, Direttore del Master in Economia del Turismo dell'Università Bocconi di Milano (Le strutture dell'accoglienza nell'ambito di un approccio distrettuale per il marketing territoriale) ed Emanuela Varano, Consigliere nazionale e portavoce dell'Associazione delle Dimore Storiche Italiane (Le dimore storiche, icone del territorio).

I contenuti emersi dal Convegno
In Italia non esiste ancora, diversamente da altri Stati Europei (Francia, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Germania) un marchio che unifichi il comparto del turismo nelle dimore storiche. Questa la premessa, che racchiude la necessità di delineare in modo normativo il settore. Secondo Magda Antonioli è necessaria, a tale scopo, la creazione di un tavolo tecnico che possa portare a un prodotto realmente competitivo da lanciare sui mercati internazionali. La necessità, secondo la professoressa Antonioli, è quella di mettere in campo competenze, business plans di gestione, studi di target di nicchia, pacchettizzazioni stagionali del prodotto, analisi dell'offerta dell'intera penisola e continue azioni di promozione sui mercati, specifiche ed efficaci. Emanuela Varano ha sottolineato l'importanza delle dimore storiche, beni privati che sono gioielli esemplari dello stile e della storia d'Italia, conservati con dedizione dalle famiglie proprietarie, alcune già impegnate nell'accoglienza turistica. Tali beni, come indicato da Emanuela Varano, sono vere e proprie icone per i territori. L'associazione Dimore storiche d'Italia, con 4500 soci raggruppa circa 1000 tra castelli e palazzi.
Cecilia Romani Adami ha portato quale esempio la propria case history, relativa al palazzo di proprietà a Fermo, nelle Marche. In soli 4 anni la dimora ha visto transitare ospiti eccellenti ed entusiasti, con il tangibile orgoglio da parte della comunità locale di poter disporre di una struttura di rappresentanza per i propri ospiti e con un ampio riscontro su giornali di tutto il mondo in conseguenza alle testimonianze degli ospiti. Cecilia Romani Adami ha sottolineato l'importanza di formulare, oltre a una legge nazionale, anche una marca, con una propria filosofia, formazione, carta di servizi e propri standard di qualità, tenuto conto del fatto che già ora i proprietari di dimore storiche aperte all'accoglienza sono ambasciatori e referenti di qualità di un territorio.
Infine Paolo Massobrio, ha posto l'accento sull'unicità dell'Italia e sull'appuntamento di Expo 2015, che necessariamente avrà come aspettativa il mito dell'Italia, fatta di arte, di storia, di cucina e di paesaggi. Le dimore storiche sono una sintesi di tutto questo e in tal senso si auspica una maggior gioco di squadra con le amministrazioni comunali perchè possano promuovere insieme il territorio.