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La nuova Piramide alimentare 2026 per combattere l’obesità

 Uno studio della Società italiana di endocrinologia (Sie) insieme all’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi) ridisegna la piramide tradizionale sincronizzando le raccomandazioni alimentari, che restano invariate, con l’orologio biologico e le oscillazioni ormonali, offrendo così una strategia concreta contro obesità e malattie metaboliche.

Uno studio della Società italiana di endocrinologia (Sie) insieme all’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi) ridisegna la piramide tradizionale sincronizzando le raccomandazioni alimentari, che restano invariate, con l’orologio biologico e le oscillazioni ormonali, offrendo così una strategia concreta contro obesità e malattie metaboliche

Carboidrati di giorno e proteine prima di dormire

Il nuovo modello introduce dunque la dimensione tempo, inserendo i simboli del sole e della luna accanto al disegno della piramide, per indicare i momenti migliori per consumare determinati alimenti. “Il simbolo del sole suggerisce il consumo quotidiano entro la prima parte della mattina, per sfruttare la massima sensibilità all’insulina, di carboidrati complessi (cereali, pasta e pane preferibilmente integrali), legumi, frutta, verdura e ortaggi. Il simbolo della luna orienta invece verso i pasti serali, quando aumenta il rischio di picchi glicemici e accumulo di grasso, il consumo di proteine magre, verdure e alimenti amici del sonno come noci, semi e latticini, ricchi di triptofano e melatonina che favoriscono il riposo e la rigenerazione muscolare notturna”, illustra Luigi Barrea, primo firmatario del documento di aggiornamento e consigliere Sie, ordinario di Nutrizione clinica e Dietetica applicata all’università Pegaso di Napoli. Infatti, prosegue, “consumare 40 grammi di proteine prima di dormire può aumentare la sintesi proteica muscolare del 33%, contrastando la perdita di massa muscolare. E spostare il 5% dell’energia dai grassi ai carboidrati durante la colazione aiuta a ridurre drasticamente il rischio di sindrome metabolica”. Quanto all’olio extravergine d’oliva, “rimane il protagonista indiscusso, utilizzabile in modo flessibile per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti universali, sia di giorno che di sera – specifica Massimiliano Caprio, ordinario di Endocrinologia dell’università Telematica San Raffaele di Roma. “Un alto consumo di olio evo – ricorda – riduce il rischio di malattie cardiovascolari del 39% e dimezza la mortalità. E per ogni incremento di soli 10 g al giorno di olio evo si riduce ulteriormente il rischio cardiovascolare del 10%”.

Concentrare il carico calorico nelle ore di luce

La vera innovazione del modello, rimarcano gli esperti, è l’attenzione al cronotipo individuale. I ‘gufi’, persone con cronotipo serotino (cioè la predisposizione a essere pià arrivi nelle ore serali), tendono a saltare la colazione e a concentrare l’assunzione di cibo nelle ore serali, quando la sensibilità insulinica è ridotta e la regolazione glicemica è meno efficiente, con potenziali conseguenze negative sulla salute metabolica. La nuova piramide della dieta mediterranea li aiuta a riallinearsi gradualmente, concentrando il carico calorico nelle ore di luce per evitare il social jetlag metabolico, cioè il disallineamento con i ritmi biologici interni, dovuto all’irregolarità delle attività sociali. Le ‘allodole’, persone mattiniere, sono invece naturalmente predisposte a una maggiore aderenza alla dieta mediterranea, e beneficiano di una colazione ricca, di un pranzo sostanzioso e di una cena leggera, principalmente su base proteica.

Dieta mediterranea come stile di vita globale

La nuova piramide non è solo una guida alimentare, ma un manifesto che rafforza il concetto di dieta mediterranea come stile di vita globale. “Il nuovo modello include infatti anche attività fisica alla luce del sole, sonno di qualità, convivialità e rispetto della biodiversità stagionale che concorrono in modo integrato al mantenimento della salute endocrino-metabolica – evidenzia Salvatore Cannavò, presidente eletto Sie, ordinario di Endocrinologia all’università di Messina  – In linea con il riconoscimento Unesco della dieta mediterranea come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, il nuovo modello valorizza una visione olistica che unisce tradizione, sostenibilità e innovazione scientifica”.  “Integrare la dimensione temporale e ormonale nella dieta mediterranea significa aggiornare un patrimonio culturale straordinario alla luce delle più moderne conoscenze endocrinologiche. Questa nuova piramide rappresenta uno strumento utile non solo per la prevenzione, ma anche per la pratica clinica, in un’ottica di nutrizione sempre più personalizzata e fisiologicamente fondata”, conclude Ferone.