Indagine di Assolatte su dove gli italiani fanno gli acquisti

Quasi 1 italiano su 2 sceglie di acquistare latte e derivati al supermercato contro il 21% che predilige l‘Iper. E i negozi tradizionali continuano a essere preferiti ai Discount.

Resta il supermercato il punto vendita preferito dagli italiani quando si tratta di fare acquisti di latte, yogurt, burro, panna e formaggi: ben il 45% delle famiglie indica il super come il negozio privilegiato per comprare questi preziosi alimenti. A rivelarlo è un’analisi di Assolatte su dati Nielsen, che ha indagato i criteri con cui i consumatori decidono dove fare la spesa domestica. Dietro al super – indicato dal 45% delle famiglie italiane – in seconda posizione nella classifica dei negozi ASSOLATTEpreferiti per comprare latte e derivati c’è l’ipermercato (21%), seguito dai negozi tradizionali (10%) e infine dai discount (9%).

Fermo restando che il buon rapporto qualità/prezzo resta il fattore più importante nella scelta su dove andare a fare spesa di latticini, dall’analisi di Assolatte emergono altri plus che, secondo gli italiani, caratterizzano i singoli format di vendita: l’ipermercato è apprezzato anche per i comodi e prolungati orari di apertura, il discount perché consente di risparmiare tempo grazie a un assortimento limitato e a superfici di vendita ridotte. Invece, quando cercano freschezza, qualità e prodotti particolari o speciali allora gli italiani preferiscono andare a fare spesa nei negozi e nelle botteghe tradizionali.

Formaggi e latticini rappresentano uno dei mercati più importanti per la distribuzione moderna: quelli venduti a peso variabile generano – insieme ai salumi – circa il 25% dei 16 miliardi che la Gdo fattura nei banchi assistiti. Altri 5,7 miliardi di euro la Gdo li incassa con le vendite di formaggi e latticini confezionati.

Gli italiani mostrano di aver ormai familiarizzato con le innovazioni introdotte negli ultimi anni dalla Gdo nel reparto latticini. Basti pensare che gli acquisti di formaggi si dividono quasi equamente tra quelli venduti a peso imposto e quelli venduti a peso variabile. Questi ultimi rappresentano il 54% delle vendite totali a volume, mentre a valore la loro quota sale al 60%. Ma la crisi economica ha avuto le sue ripercussioni: nell’ultimo anno gli italiani sono tornati a preferire i formaggi a peso imposto, soprattutto perché sono più convenienti.

Lo spostamento dal peso variabile al peso imposto è solo una delle modifiche al carrello della spesa causate dalla crisi economica. Pur restando una famiglia di prodotti molto apprezzati dai consumatori e ben presenti sulle tavole degli italiani, inevitabilmente anche i latticini risentono della crisi economica che sta perdurando in Italia. Nel 2013, a fronte di una crescita dell’1,5% del fatturato dei prodotti alimentari freschi a peso imposto, i formaggi si sono limitati a un + 0,9% mentre i latticini hanno segnato un -1,1%. Nel segmento del peso variabile, a fronte di un calo generale del fatturato dello 0,4% l’agglomerato formaggi e salumi è crollato di ben il 5,8%.

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