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In provincia di Macerata “Leguminaria”

Legumi, vino, ceramiche: chi non conosce Leguminaria?
La rassegna che riscopre e valorizza le produzioni di qualità da
reintrodurre nel mercato e nella gastronomia locale, torna ad
Appignano di Macerata il 15, 16 e 17 ottobre.
Ancor più ricca, quest'anno, grazie al “tocco” degli oli monovarietali
delle Marche, a cura dell'Assam, ad impreziosire i piatti poveri della
cucina marchigiana. Un sodalizio – protagonista del convegno di
apertura, venerdì 15 ottobre alle 18 in Comune – incoraggiato dalla
Provincia di Macerata per qualificare ulteriormente le manifestazioni
che aderiscono al Sistema provinciale Macerata Fiera Diffusa e
nell'ambito del nuovo progetto itinerante …Assaggi di Raci.
Sapori d'altri tempi che, nelle osterie delle eccellenze appignanesi
allestite in centro storico dalla Pro Loco, i visitatori potranno
gustare venerdì 15 e sabato 16 ottobre a cena, dalle 19, e domenica 17
ottobre anche a pranzo: ceci, fagioli, lenticchie serviti nelle
ciotole di terracotta realizzate dai Maestri Vasai Appignanesi – che i
commensali portano a casa con sé a fine pasto – e accompagnati dal
Rosso Piceno di Villa Forano.
E ancora, assaggi di roveja e fagiolo Solfì, mostre e mercatini,
spettacoli, dimostrazioni dell'arte della ceramica a cura della Scuola
comunale, fino ad arrivare nella piazza della biodiversità con la
consegna dei diplomi ai contadini custodi, individuati dall'Assam,
degli ecotipi di fagiolo Solfì, cece Quercia e roveja Monocromatica
originari di Appignano, recuperati e mantenuti in purezza grazie ad un
programma di ricerca finanziato dalla Regione Marche.
Ci crede la Regione e bene ha fatto a scommettere su Leguminaria:
edizione dopo edizione – questa è l'ottava – la manifestazione
promossa dal Comune di Appignano continua a crescere, anche nei
numeri, pur senza perdere di vista quella qualità che la fa fregiare,
quest'anno, del patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole.
Info: www.leguminaria.it
Leguminaria 2010: il programma
Venerdì 15 ottobre
ore 18.00: sala eventi del Comune di Appignano
INCONTRO “Legumi ed olio extra vergine di oliva monovarietale:
due eccellenze del nostro territorio da sposare a tavola”
ne parliamo con: Valentino Ferrari, direttore CRA-ORA Orticoltura
di Monsampolo del Tronto (Ap); Barbara Alfei, Assam Marche; i
Cuochi dell'Istituto Alberghiero di Cingoli
dalle ore 19: inaugurazione e apertura delle cantine
Musica e spettacoli
ore 21.30: Orchestra de u Portu de Pignà
ore 22.30: Lando&Dino
Sabato 16 ottobre
ore 18.00: inaugurazione Terracotta Urban Art
dalle ore 19: apertura delle cantine
Musica e spettacoli
ore 21.30: Orchestra de u Portu de Pignà
ore 22.30: Vincanto
Domenica 18 ottobre
ore 10.00: apertura mercatini bio e mostra degli antichi mestieri
ore 11.00: Banda Musicale Rimini Mobili Città di Appignano
ore 12.00: Piazza della biodiversità: consegna dei diplomi ai
contadini custodi dell'Associazione “I Legumi di Appignano”
dalle ore 12: apertura delle cantine
Musica e spettacoli
I Clown del Baule dei sogni
Stornellatori
Gli Indimenticabili
Maghi
dalle ore 19: apertura delle cantine
Musica e spettacoli
Talk Radio di Piero & Ettore
dove si mangia… LE OSTERIE del centro storico
“Osteria del Bellente”, “La cantina de Forano”, “La loggia del
Re”, “Un mondo di verde”, “Osteria de Peppe de Birtina” ,
“Taverna de u Portu de Pignà”, “Caffè di Lando&Dino”
Leguminaria e un successo che si rinnova
Un successo che si rinnova di anno in anno, anche nei numeri, pur
senza perdere di vista quella qualità, quella peculiarità delle
produzioni che la fanno annoverare fra gli eventi più conosciuti
dell'autunno marchigiano. Leguminaria cresce e si qualifica.
Se l'edizione 2009 ha registrato il tutto esaurito, con il doppio dei
turisti e mille pasti in più serviti rispetto al 2008, ciò significa
che non sono più soltanto le grandi città d’arte ad attrarre il
visitatore, ma anche quei territori che gli permettono di assaporare
il piacere del Made in Italy, soprattutto in campo enogastronomico.
Una bella soddisfazione per gli organizzatori, le Associazioni di
Appignano e, soprattutto, per i quasi 200 volontari – giovani e meno
giovani – impegnati nella manifestazione, in una tre giorni “no stop”
all'insegna della buona tradizione.
Anche le “vergare” danno il loro contributo (l'anno scorso hanno
cucinato oltre tre quintali di lenticchie condite con la salsiccia)
mentre ai ceci ed ai fagioli (sette quintali circa, tutti coltivati ad
Appignano) pensano gli impareggiabili cuochi dell’Avis.
Sempre apprezzatissimi gli assaggi di roveja, serviti dal ristorante
Il Villino di Treia, accompagnati dal Rosso Piceno dell’Azienda
Agricola Villa Forano.
In un’atmosfera d’altri tempi, nelle osterie allestite per le vie del
centro storico dalla Pro Loco (“Osteria del Bellente”, “La cantina de
Forano”, “La loggia del Re”, “Un mondo di verde”, “Osteria de Peppe de
Birtina”, “Taverna de u Portu de Pignà”, “Caffè di Lando&Dino”),
musicanti e cantastorie allietano i commensali che giungono da diverse
località delle Marche e da ogni angolo d'Italia persino con i camper.
E già i Maestri Vasai sono all’opera al tornio, per realizzare le
ciotole ed i bicchieri destinati alla prossima Leguminaria.
Leguminaria e il territorio
Valorizzare le peculiarità ambientali delle zone agricole di
Appignano, per incrementare le coltivazioni biologiche e di qualità e
dare, nel contempo, più forza al progetto Leguminaria: da rassegna a
modello anticrisi.
L’Amministrazione comunale lancia, in via sperimentale, un Piano
agricolo fondato sui principi di biodiversità e competitività e sui
criteri del Programma di sviluppo rurale delle Marche 2007-2013.
Del resto Appignano, Comune Bandiera Verde Agricoltura, è da tempo
impegnato a recuperare, nell'ambito della cultura contadina, gli
ecotipi dei suoi caratteristici legumi, anche alla luce del programma
di ricerca scientifica condotto dal Centro di Monsampolo del Tronto
(Ap) e finanziato dal servizio Internazionalizzazione, Cultura,
Turismo e Commercio della Regione Marche. Un programma da cui è
scaturita nel 2009, nel corso di un convegno, la consegna dei semi in
purezza agli agricoltori custodi individuati dall'Assam.
Ma per disciplinare produzione e marchio, ottenendo il riconoscimento
Igp o Dop, c'è bisogno di qualcosa di più. Ecco perché nasce, grazie
al Comune che ne è socio fondatore, l'Associazione “I Legumi di
Appignano”, per la promozione e la conservazione del cece Quercia, del
fagiolo Solfì e della roveja Monocromatica.
Un passaggio importante per dare ulteriore slancio al progetto della
commercializzazione dei legumi e della valorizzazione di tutto il
territorio di Appignano e delle sue tipicità, incluse le produzioni
artigiane in terracotta, nonché nuovo impulso al turismo.
Leguminaria e la ceramica
Protagoniste indiscusse di Leguminaria le terrecotte dei Maestri Vasai
Appignanesi, che nel 2008 hanno celebrato il Cinquecentario della loro
attività e grazie ai quali oggi Appignano è conosciuto in Italia come
Centro della Ceramica. Una tradizione da valorizzare e tramandare.
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“Fare sistema”, mettendo in rete in un unico circuito, differenziati
per tipologia, i musei e le iniziative sulla ceramica.
È questo lo scopo dell’Associazione “Marche Ceramiche”, costituita dal
Comune di Appignano con le città di Pesaro, Urbania, Fratte Rosa,
Montottone e Ascoli. È infatti solo attraverso una catalogazione, una
ricerca storica delle tipologie realizzative e delle tecnologie che è
possibile mantenere quelle peculiarità, quella qualità delle
produzioni da reintrodurre nel mercato, per promuovere, mantenendola
viva, la tradizione artistica delle ceramiche del territorio
marchigiano, decorate e d’uso (terrecotte).
Fondamentale, ad Appignano, per far conoscere e tramandare le arti
legate alla terracotta è stata la Scuola di Ceramica, istituita nel
2006 dall’Amministrazione comunale, i cui allievi si sono resi
protagonisti, quest'anno, alla kermesse umbra “I Primi d'Italia”.
Per dare ancora più forza al progetto, nel maggio 2008 si è costituita
l’Associazione “Scuola di Ceramica Maestri Vasai Appignanesi –
M.A.V.”, guidata dal presidente Anna Gagliardini, che gestisce la
Scuola comunale ed i corsi di formazione sull’apprendimento di
tecniche specifiche e sulla tecnologia dei materiali, basandosi sul
contributo volontario dei soci.
L’obiettivo è di dibattere i problemi gestionali, tecnici e
scientifici del settore, per promuovere e migliorare le iniziative a
sostegno della tradizione ceramista, dando vita, se possibile, ad un
Museo della ceramica appignanese.
Leguminaria e i piatti “poveri” della cucina marchigiana
In realtà si tratta di piatti sostanziosi, dagli indiscutibili
benefici nutritivi. In passato si preparavano in abbondanza: quello
che rimaneva si mangiava la mattina successiva a colazione, prima di
andare a lavorare nei campi.
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Come altri piatti, anche questi venivano cotti nelle pigne di coccio,
visto che il camino e il fuoco a legna erano l’unica fonte di calore.
Il cibo così preparato aveva un sapore eccezionale, anche perché
cuoceva molto lentamente e gli aromi non evaporavano.
Ancora oggi Leguminaria propone i suoi piatti serviti nelle
tradizionali ciotole di terracotta realizzate dai Maestri Vasai, che i
commensali portano a casa con sé, insieme al bicchiere, a fine pasto:
ceci, fagioli, lenticchie, assaggi di roveja, innaffiati dal Rosso
Piceno dell’Azienda Agricola Villa Forano.
La Roveja (Pisum Arvense), piccolo legume simile al pisello, era
conosciuta più che altro come erba infestante.
Usata nei secoli passati per sostenere l’alimentazione dei pastori
insieme ad altri legumi poveri come lenticchie, cicerchie e fave,
Leguminaria la rivaluta e la propone al pubblico come gustoso legume
da assaggiare, con l’obiettivo di tutelare e far conoscere il
prodotto, collocarlo sul mercato e coinvolgere altri coltivatori che
al momento producono solo per autoconsumo.
Questo pisello selvatico, dal seme di colore marroncino tendente al
giallo, il cui sapore ricorda quello della fava e del cece, si consuma
ancora, anche se sporadicamente, sul versante marchigiano degli
Appennini. In tavola lo si può gustare con la pasta, come tutti gli
altri legumi, ma anche macinato, ottenendo una polenta dal gusto
marcato, tendente all’amarognolo.
Leguminaria e le ricette
Fagioli con le cotiche
Ingredienti. Cipolla, olio d’oliva, fagioli precedentemente ammollati, cotenna di
maiale, passata di pomodoro, sedano, carota, sale.
Preparazione. Una volta bollite le cotiche, ben pulite, in acqua calda, finché non
diventano tenere, si prepara un soffritto con l’olio di oliva e la cipolla. Quindi si
versano le cotiche nel soffritto e si aggiungono due o tre mestoli di passata di
pomodoro, il sedano e la carota a pezzi. Si sala e si fa cuocere fino ad ottenere un
sugo denso. Finalmente si aggiungono i fagioli, precedentemente tenuti a bagno per
almeno 15 ore, sciacquati e bolliti in acqua salata, e si fa insaporire il tutto per
altri 10 minuti. Si serve con pane abbrustolito.
Zuppa di ceci al rosmarino
Ingredienti. Aglio, rosmarino, olio d’oliva, ceci precedentemente ammollati, sale.
Preparazione. I ceci, tenuti a bagno dalla sera prima con un po’ di sale, si scolano e
si lasciano per qualche minuto con una puntina di bicarbonato. Si sbattono bene,
quindi si immergono in una pentola con acqua tiepida e si sciacquano. L’operazione va
ripetuta un paio di volte. Finalmente in un’altra pentola, sempre con acqua tiepida,
si mettono a cuocere, aggiungendo aglio, sale e rosmarino. Si serve con olio d’oliva.
Lenticchie con la salsiccia
Ingredienti. Cipolla, olio d’oliva, lenticchie precedentemente ammollate, salsiccia,
passata di pomodoro, sedano, carota, aglio, sale, pepe, 1 bicchiere di vino.
Preparazione. Si tritano insieme le verdure e si fanno soffriggere nell’olio di oliva.
Quando saranno appassite, si aggiungono la salciccia e le lenticchie, precedentemente
tenute a bagno per almeno due ore, scolate e bollite per 20 minuti. Si cuoce il tutto,
mescolando e bagnando con il vino. Quando il vino sarà evaporato per la metà, si
aggiungono la salsa di pomodoro e acqua fino a coprire. Si sala e si cuoce per un’ora
a tegame coperto. Infine si alza la fiamma per ridurre buona parte del liquido.
Si aggiunge una manciatina di pepe e si serve con pane abbrustolito.
Polenta di roveja
Ingredienti. Cipolla, olio d’oliva, farina di roveja, lardo, pecorino, sale.
Preparazione. La farina di roveja viene sciolta lentamente nell’acqua salata, prima
che questa arrivi ad ebollizione, per poi essere cotta per circa un’ora. Il condimento
è molto povero e viene fatto con cipolle appassite nel lardo (o acciughe ed aglio),
pecorino grattugiato e un filo d’olio. La polenta può essere consumata anche il giorno
dopo, a fette, riscaldata in forno o in padella.
Leguminaria e il vino
Della Contrada di Forano si parla sin dal XIII secolo, quando San Francesco
d’Assisi si fermò nel vicino convento, all’epoca circondato da un folto
querceto, ove i frati erano dediti alla meditazione. Con l’intensificarsi
dell’agricoltura, le querce furono abbattute ed il terreno venne messo a
frutto con le colture del grano e della vigna.
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Nei diversi passaggi di proprietà che l'azienda conobbe sino al 1966 (anno in
cui Antonio Lucangeli rilevò la fattoria), la cantina di Forano con i suoi
vini fu sempre l'anima dell'azienda, come è dimostrato dalle numerose
fotografie e lettere di corrispondenza rinvenute in amministrazione.
Nel corso di questi anni, la famiglia si è dedicata in modo meticoloso alla
ristrutturazione di tutto quello che di più bello gli avi hanno lasciato.
Decisivo è stato il 1997, quando si è reimpostata la filosofia produttiva.
I vigneti sono stati a mano a mano reimpiantati seguendo un’impostazione
volta alla qualità e alla territorialità. Si è scelto di rinnovare le
tradizioni, impiantando i vitigni autoctoni: dal Maceratino (in passato Greco
Maceratese, poi Montecchiese o Ribona) al Trebbiano e alla Malvasia, dal
Montepulciano al Sangiovese, dalla Lacrima alla Vernaccia Nera, il legame con
il territorio ha sempre distinto e premiato l'azienda.
Anche all'interno della fattoria, accanto alla cantina storica, negli alti
locali un tempo essiccatoi di tabacco, si sono ricavate altre due cantine
volte alla vinificazione, lavorazione e vendita dei vini.
La tecnologia introdotta, unitamente alla scelta in vigna del prodotto, hanno
fatto in modo che negli anni crescesse la qualità dei vini sino ad ottenere
riconoscimenti ed apprezzamenti da parte di esperti del settore.
La fattoria vede oggi l'aiuto dell'ultima generazione della famiglia,
impegnata nei diversi settori. Il volto giovane e l’innovazione sono
dimostrati, tra le altre cose, dalla ristrutturazione delle quattro case
coloniche adibite ad agriturismo, dal recupero delle grotte sotterranee,
utilizzate per la conservazione delle riserve aziendali di maggior valore, e
dal desiderio di far emergere Forano.
Fattoria Forano di Lucangeli Giovanni Battista – Società Agricola Società Semplice
C.da Forano, 40 – 62010 Appignano MC
tel/fax +39 0 733 57102 – www.villaforano.it / info@villaforano.it
Leguminaria
Leguminaria e il Sistema provinciale Macerata Fiera Diffusa
La Provincia di Macerata, in questi anni, ha avviato un’azione di
coordinamento degli assessorati al Turismo, all’Agricoltura,
all’Artigianato, all’Industria, per valorizzare le rassegne presenti
nel territorio e facilitare il turista a scegliere un pacchetto di
itinerari. All’interno di questo progetto, che va sotto il nome di
Sistema provinciale Macerata Fiera Diffusa, c’è anche Leguminaria.
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E se i prodotti tipici e di qualità sono un elemento fondamentale,
oggi, per attrarre turisti che cercano nell’enogastronomia una chiave
di lettura del territorio, in questo senso Leguminaria è un’idea
vincente: i legumi, il vino, l’artigianato artistico nel loro insieme
diventano un richiamo per il turista che va alla ricerca di elementi
unici ed esclusivi, e riescono a esportare fuori dai confini
provinciali l’immagine migliore del piccolo borgo.
Quest'anno, per armonizzare ancor di più gli eventi di Fiera Diffusa
ed ampliare gli aspetti promozionali offerti dalla Rassegna Agricola
del Centro Italia (RACI), la Provincia lancia, in via sperimentale, il
progetto itinerante …Assaggi di Raci. Un contenitore di eventi in
cui Leguminaria entra a pieno titolo perché, nel promuovere le
produzioni agricole locali, si sposa bene con altre eccellenze del
territorio, come l’olio extravergine di oliva monovarietale.
Proprio su questo gustoso sodalizio gastronomico la Provincia,
d'intesa con il Comune di Appignano, organizza venerdì 15 ottobre alle
18 nella sala eventi del Municipio un incontro con i consumatori sul
tema: “Legumi ed olio extra vergione di oliva: due eccellenze del
nostro territorio da sposare a tavola”. Aspetti produttivi,
caratteristiche nutrizionali, abbinamenti e tecniche di cottura: se ne
parla con Valentino Ferrari, direttore CRA-ORA Orticoltura di
Monsampolo del Tronto (Ap), Graziano Pallotto e Barbara Alfei,
dell'Assam Marche, ed i Cuochi dell'Istituto Alberghiero di Cingoli.
Leguminaria e il percorso di ricerca e sperimentazione applicata
Con Leguminaria i legumi diventano una “opportunità da cogliere”,
produzioni di qualità da reintrodurre nel mercato e nella gastronomia
locale. La rassegna comprende, infatti, uno studio finanziato dal
servizio Internazionalizzazione, Cultura, Turismo e Commercio della
Regione Marche, sviluppato in quattro anni dal dottor Valentino
Ferrari, direttore del CRA-ORA Orticoltura di Monsampolo del Tronto
(Ap), per l'individuazione, il recupero ed il mantenimento in purezza
degli ecotipi di fagiolo, cece e roveja originari di Appignano.
Mentre per il fagiolo Solfì ed il cece Quercia i quattro anni di studi
hanno permesso di ottenere risultati originali e di alto profilo
qualitativo, tant'è che alla fine del 2009 sono stati consegnati al
Comune di Appignano 50 chili di seme di fagiolo Solfì e 7 chili di
cece Quercia destinati agli agricoltori locali, per la roveja, la cui
sperimentazione è cominciata con due anni di ritardo, sarà necessario
ancora un biennio per poterla riconsegnare geneticamente stabilizzata
nel colore della granella e quindi unica e di alta identificabilità
del territorio d'origine.
Lo studio fa parte di un più ampio progetto regionale di recupero
delle tipicità che si estende alla “fava” di Fratterosa (Pu), alla
“cipolla” di Suasa (Pu), al “carciofo” di Montelupone (Mc), al
“rafano” di Barchi (Pu) e alle “patate” del Montefeltro.
Fagiolo Solfì
Per aspetti organolettici e nutrizionali, “Solfì” si colloca al primo
posto di una ipotetica graduatoria delle diverse tipologie di fagiolo,
perché è caratterizzato da una buccia sottilissima e da una bassissima
concentrazione di fattori antinutrizionali che ne determinano una
elevata digeribilità. Si tratta di una varietà a taglia bassa, con
granella color zolfo.
Roveja Monocromatica
Nel 2010 sono continuati gli studi di ordine genetico sulle progenie
segreganti S2 di roveja contraddistinte da granella grigia e rossa.
È da premettere che l’espressione del colore è regolata dalla
concomitante azione di numerosi geni che si esprimono a seconda della
loro natura dominante o recessiva.
Lo stadio S2 sottintende che le progenie in studio a granella rossa e
grigia contengono il 50% dei geni stabilizzati nella espressione del
colore. Ma il restante 50% può influenzare in maniera imprevedibile lo
stesso carattere nella generazione successiva.
Per accelerare il miglioramento genetico, nel 2010 sono state
realizzati due cicli. Quello che ha permesso di ottenere materiale S3
si è concluso nel luglio scorso e dalle progenie con seme grigio si
sono ottenute prevalentemente piantine con seme nero.
Dalla accessione rosso mattone, invece, si sono ottenute progenie
molto diversificate per il colore in cui prevale il verde in maniera
più o meno intensa.
Questi materiali sono al momento in studio sotto serra e le risultanze
si potranno avere a fine ciclo nel mese di novembre-dicembre.
In sintesi, dal materiale originale diversamente colorato, si è
passati ad una S2 di colore grigio e rosso mattone ad una S3 nera o
verde. La scelta dovrà essere condivisa su quanto emergerà nella S4.
Infatti a tale stadio genetico l’87% dei geni regolanti il colore sarà
fissato e quindi sarà possibile prevedere le generazioni future da cui
ottenere una nuova varietà originale ed unica da reintrodurre nel
territorio di Appignano contraddistinte da un colore oggi non
definibile ma certo.

Dott. Valentino Ferrari