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Energia troppo cara: i pescatori si rivolgono all’Ue

L’Italia e quattro altri Paesi d’Europa ( Bulgaria, Estonia, Lettonia e Portogallo) hanno chiesto misure urgenti alla Commissione europea per fronteggiare la crisi dei settori della pesca e dell’acquacoltura, aggravata dall’aumento dei costi energetici trainati dalla guerra in Medio Oriente.

Promossa la discussione al Consiglio Ue Agrifish a Bruxelles

Le cinque capitali promuovono una discussione informale al Consiglio Agricoltura e Pesca in corso oggi 30 marzo 2026 a Bruxelles, chiedendo una revisione urgente del regolamento Fondo europeo affari marittimi pesca e acquacoltura (Feampa) per consentire misure straordinarie, tra cui sostegni diretti alle imprese, investimenti per l’efficienza energetica delle flotte, incentivi per attrarre nuovi lavoratori e maggiore flessibilità e semplificazione delle procedure.

“È imprescindibile agire rapidamente per garantire la continuità produttiva e il futuro di un settore già sotto forte pressione”, si legge nella nota informativa che accompagna la richiesta di discussione.

I Paesi segnalano come il rincaro del gasolio e l’aumento dei costi operativi stia riducendo i redditi dei pescatori, causando difficoltà economica.