E se dopo le Feste ci ripulissimo l’intestino?

Mantenere l’intestino sempre pulito è estremamente importante.

Il corpo fa quotidianamente un lavoro di espulsione delle tossine, e la maggior parte di esse fuoriesce dall’intestino.

Se non te ne occupi, le tossine in circolo ti infastidiranno molto e il tuo corpo inizierà a mandarti dei segnali sempre più incisivi (mal di testa, eruzioni cutanee, nervosismo) fin quando non risolverai il problema dell’eccesso di carico tossico accumulato.

Puoi farlo agevolmente occupandoti per prima cosa del tuo intestino.

L’IMPORTANZA DI UN INTESTINO PULITO
La stitichezza è una delle principali cause di malessere generale: fa trattenere tossine, indebolisce il sistema immunitario e spesso blocca il metabolismo.

Ma la pulizia dell’intestino non è solo un ottimo rimedio naturale per stitichezza e pancia gonfia, bensì una vera e propria pratica rigenerativa, capace di riattivare il metabolismo e supportare il sistema immunitario.

L’intestino è un organo molto esteso: se disteso può raggiungere circa 5/7 metri e in termini di superficie distesa occupa ben 250 m2 (circa un campo da tennis).

Ormai è appurata la profonda connessione tra intestino, sistema immunitario e sistema psico-neuro-endocrino, e quindi risulta ben intuitivo come quest’organo del nostro corpo sia una delle sedi principali dove avvengono gli scambi metabolici vitali di assimilazione dei nutrienti, drenaggio delle tossine, ma anche scambio di informazioni e creazione di emozioni vere e proprie..

Un colon pulito e sano è la base per la salute di tutti gli organi e dei tessuti del corpo: le tossine d’origine intestinale, trasportate nel corpo dal flusso sanguigno, vanno a fissarsi preferibilmente in luoghi dove è meno la resistenza organica, intossicando progressivamente tutto l’organismo.

Possono raggiungere qualsiasi sito, causando disturbi di origine fisica e psichica. Quante volte ti puoi essere sentito stanco senza sapere la ragione. E magari se ci avessi riflettuto su un momento ti saresti reso conto che avevi l’intestino bloccato da qualche giorno e questo ti causava un blocco sia dal punto vista fisico ma anche emotivo, perché l’intestino è strettamente connesso al cervello.

COSA SUCCEDE QUANDO L’INTESTINO È COSTIPATO
Un ingorgo intestinale, anche di breve durata, può portare a:

• Nervosismo, malumore, mal di testa

• Crescita dei batteri patogeni nell’intestino

• Indebolimento delle difese immunitarie

• Disturbi delle vie aeree superiori (angina, sinusite, rinite, otite, ecc.)

• Problemi dermatologici (acne, eczema, ecc.)

• Produzione eccessiva di muco

Nella storia della medicina l’abitudine di pulire l’intestino nei passaggi di stagione, o in caso di patologia, era assai frequente. Il lavaggio del colon era considerato dai medici un vero e proprio strumento terapeutico.

Successivamente la medicina si è orientata alla farmacologia, ed oggi i medici considerano la pulizia del colon alla stregua di un semplice lassativo. Nonostante i lavaggi intestinali abbiano origine nei tempi biblici, c’è ancora una scarsissima conoscenza riguardo ai benefici terapeutici di questo rimedio.

Ricordo che il nostro intestino ospita milioni di batteri e il giusto equilibrio della loro presenza può essere regolato da una corretta e bilanciata nutrizione e una efficace pulizia, almeno periodica, della mucosa che li ospita. Solo in questo modo ci garantiamo un numero sufficiente di “probiotici amici” a guardia del nostro delicato apparato digerente, e l’eliminazione di batteri patogeni, funghi e lieviti (come la candida ad esempio).

RIMEDI NATURALI PER UN INTESTINO PULITO
Quando l’intestino diventa un po’ pigro ci sono dei rimedi naturali che puoi tenere nella dispensa di casa e che possono venirti in aiuto:

✓ Magnesio supremo – 1 cucchiaio mattina e sera in acqua a seconda del bisogno

✓ Semi di psillio – da assumere con la normale alimentazione

✓ Semi di lino – da assumere in decotto insieme alla zuppa della sera oppure 1 cucchiaio nella colazione

del mattino

✓ Magnesio solfato (o Sali Epsom, o sale inglese, o sale amaro) – da 1 a 4 cucchiaini da sciogliere in acqua

✓ Tisana carminativa a base di camomilla, malva, melissa, semi di finocchio, semi di anice.

PULIZIA DELL’INTESTINO CON I SALI DI EPSOM
Un primo metodo, molto semplice e poco impegnativo, consiste nella pulizia del tratto digerente (non solo il colon quindi ma anche l’intestino tenue), mediante l’uso del solfato di magnesio, conosciuto anche come sale di Epsom o sale inglese.

Questo prodotto è conosciuto principalmente come ingrediente principale nel lavaggio epatico secondo il metodo della Dr.ssa Hulda Clark ma è un ottimo prodotto anche per la pulizia intestinale.

La metodologia di utilizzo è la seguente:
la mattina appena sveglio sciogli un cucchiaino di sali di Epsom in un bicchiere di acqua tiepida e bevi. Usa il limone se il sapore ti sembra troppo cattivo, oppure “fodera” la lingua con una punta di miele se il sapore amaro per te è troppo forte. Puoi farlo fino a 4 volte al giorno, a seconda della necessità di pulire più o meno profondamente il tratto digestivo.

Questa procedura serve a staccare la maggior parte delle incrostazioni e detriti attaccati alle pareti intestinali assieme ai parassiti che vi risiedono; questo provocherà feci acquose finché non ci saranno più scarti intestinali da espellere.

A volte ci vuole un po’ di pazienza perché questo fenomeno inizi ad essere incisivo, e dipende dalle condizioni intestinali di ciascuno. Ma in genere nel giro di massimo tre o quattro giorni, inizia a verificarsi una profonda pulizia delle pareti intestinali, senza particolari effetti secondari come dolori di pancia o gonfiori.

Per velocizzare questo processo, e sciogliere il “tappo” che impedisce al colon di liberarsi, si può ricorrere a un clistere, come spiegherò più avanti.

Una pulizia profonda con i Sali di Epsom può avere una durata variabile, da una settimana a 21 giorni; come frequenza può essere fatta 2 o 3 volte all’anno.

Particolari benefici si avvertono quando viene fatta nei cambi di stagione o in periodi particolari, come ad esempio prima o dopo le festività natalizie o la partenza per le ferie, poiché nel primo caso preparano l’intestino ad una migliore performance nel caso di grandi mangiate; nel secondo caso aiutano una più veloce eliminazione delle scorie e rigenerazione delle pareti intestinali.

IL DECOTTO AI SEMI DI LINO
È un passe-partout da utilizzare in numerosi modi. Puoi berlo con la tisana carminativa,

aggiungerlo a una zuppa, aggiungendo anche una spolverata di semi di psilli oche danno più consistenza e densità alla minestra.

Come fare un decotto ai semi di lino

INGREDIENTI:
Semi di lino dorati 3 cucchiai rasi (30 g circa)
Acqua 1 litro
PREPARAZIONE:

Porre i semi di lino dorati in una pentola con l’acqua necessaria e porta a bollore a fiamma bassa, con coperchio.
Far bollire a fiamma bassissima per 4 minuti. Filtrare subito (altrimenti si riaddensa) e bere il decotto così com’è, o aggiungerlo ad una zuppa o minestra calda. Oppure si può bere come tisana aromatizzata con del succo di limone.
Pulire subito tegame e colino dopo la preparazione perché se si fa passare del tempo i residui saranno difficili da eliminare.
Se ne possono prepararne quantità maggiori, conservarlo in frigo e scaldarlo all’occasione. Ricorda: il decotto deve sempre essere bevuto caldo.

SEMI DI PSILLIO
La cuticola di psillio viene utilizzata in cucina chetogenica low carb come legante per le preparazioni con farine che non hanno glutine. Il suo potere legante è dato dalla reazione della fibra alla presenza di acqua; infatti, quando lo psillio entra in contatto con una sostanza liquida, si idrata e si trasforma in un gel che fa molto bene all’intestino, poiché aiuta ad ammorbidire le feci.

Infatti, la mucillagine che si produce dalla fibra di psillio si espande a contatto con l’acqua e richiama i liquidi nel lume intestinale. Gonfiandosi, stimola di conseguenza la peristalsi e l’evacuazione.

Questo effetto, chiamato “bulk forming”, è tipico dei lassativi cosiddetti “meccanici”, ovvero che aumentano ed ammorbidiscono la massa fecale particolarmente apprezzati per la loro sicurezza ed efficacia. In sostanza può avere lo stesso effetto del glucomannano, con la differenza che non crea i problemi di quest’ultimo, come gonfiori intestinali e flatulenze.

Come tutti i lassativi appartenenti a questa categoria, per ottenere l’effetto ricercato, anche i semi di psillio devono essere assunti insieme ad abbondante acqua. Lo psillio vanta anche proprietà prebiotiche, grazie alla sua capacità di favorire la crescita di una flora batterica acidofila a discapito di specie batteriche ad azione putrefattiva.

COME UTILIZZARE LO PSILLIO
Puoi utilizzare la cuticola di psillio nella dose di un cucchiaino una o due volte al giorno, in abbondante liquido. Se non rispetta questa accortezza può avere l’effetto opposto, aumentando la densità della massa fecale e rendendo difficile l’evacuazione. Quindi via a un bel bicchierone o tazza di acqua, preferibilmente tiepida, a cui puoi aggiungere anche ½ cucchiaino di magnesio e qualche goccia di limone per aromatizzare.

Puoi aggiungere lo psillio anche alla tua minestra serale, perfetta nella sua forma liquida e calda, a cui aggiungerai del condimento come ad esempio olio extravergine, ghee o burro di cocco. Potrai renderlo un pasto completo aggiungendo inoltre una spolverata abbondante di parmigiano reggiano 36 mesi oppure un bel ciuffo di panna montata bio senza zucchero.

Per concludere il tuo pasto serale benefico per l’intestino, bevi la tisana carminativa e osserverai come il giorno dopo il tuo intestino risponderà positivamente.

ENTEROCLISMA PER LAVAGGI INTESTINALI
Quello che personalmente consiglio è di utilizzare un enteroclisma (che da qui in avanti definiremo clistere) nel caso si pensi a una pratica per tenere regolarmente pulito l’intestino. Questa dovrebbe essere vista come una buona abitudine anche senza necessità particolari, per assicurarsi di “lavare” l’intestino nel modo migliore almeno una volta al mese.

In caso di malessere acuto, può essere utilizzato tutti i giorni (meglio il mattino a digiuno) per 1 settimana circa, poi proseguendo con 1 clistere alla settimana.

Non consiglio l’idrocolonterapia perché a mio avviso, è troppo aggressiva per l’intestino, la sua forza impoverisce la mucosa e, soprattutto se non condotta da un terapeuta esperto può a volte provocare più disagi che benefici.

Un clistere con un massimo di due litri d’acqua, come quelli comunemente in commercio per uso casalingo, usato nel modo giusto, può essere una pratica efficace e sicura per liberare l’intestino, anche nei casi di stitichezza più ostinata, soprattutto se si forma quel tappo intestinale che impedirebbe una corretta evacuazione e quindi fenomeni di iper-fermentazione batterica.

Può essere agevolmente eseguito in bagno, un ambiente facile da pulire e dove si ha a portata di mano tutto quello che serve, basta sdraiarsi su un asciugamano sul pavimento.

Terminato il periodo di utilizzo del clistere si possono assumere quotidianamente dei probiotici per almeno una settimana per riequilibrare la flora batterica.

COME FARE UN CLISTERE
Acquistare il dispositivo per uso casalingo: una vasca morbida della capacità di due litri, collegata a un tubicino di gomma alla cui estremità si inserisce una sorta di rubinetto.
Preparare il dispositivo per lavaggi intestinali, avvitando il tubicino di gomma e scegliendo la cannula da avvitare in fondo al tubicino.
Chiudere il rubinetto in fondo al tubicino per evitare che il liquido inserito nel dispositivo fuoriesca.
Appendere l’enteroclisma ad un attacco abbastanza alto per far uscire il liquido con la pressione desiderata (più alto – più pressione; meno alto – meno pressione), per esempio sul gancio per asciugamani, sulla maniglia della finestra oppure sulla doccia.
Riempire la borsa con acqua tiepida.
Per far uscire il liquido è necessario aprire il rubinetto, fare una prova aprendo la valvola del beccuccio sul lavandino o sul piatto della doccia, far uscire tutta l’aria dal tubicino, appena comincia a fuoriuscire il liquido inserito, richiudere la valvola.
Lubrificare il beccuccio rettale, per esempio con olio di mandorle dolci o olio EVO.
Distendersi sul fianco.
Inserire il beccuccio nel retto.
Aprire la valvola e lasciare fluire l’acqua (scegliendo l’intensità) fino a provare lo stimolo. In questo caso si va ad evacuare prima del termine dei due litri di acqua, chiudere la valvola e girarsi sul fianco destro per calmare (oppure evacuare e ricominciare con il liquido rimasto).
Se il liquido non scende probabilmente c’è molta costipazione, aiutarsi con massaggi circolari all’addome.
Se si incontrano “anse” e “resistenze” rilassarsi e non forzare o spingere, questo non va mai fatto. Piuttosto muovere la cannula indietro e avanti, oppure fermarsi, rilassare l’addome con dei massaggi o dei respiri profondi e proseguire.
Non temere l’entrata della cannula, che può tranquillamente entrare per 20 cm o anche più.
Terminato il liquido, chiudere la valvola ed estrarre il beccuccio, girarsi sul fianco destro e massaggiare l’addome con movimenti circolari finché si resiste, poi evacuare.
Alla fine, smontare l’enteroclisma e pulire tutti i suoi pezzi con cura e attenzione, lavare con acqua bollente e bicarbonato di sodio, poi sciacquare con cura, o lavare con alcol etilico.
SE L’ACQUA DEL CLISTERE NON SCENDE
Soprattutto se non si è mai fatto un clistere e si soffre di costipazione intestinale, potrebbe essere che l’acqua non riesca ad entrare nell’intestino a causa dei residui fecali compattati nel retto.

In questo caso fare entrare la poca soluzione che si riesce ad assimilare, trattenerla il più possibile e poi evacuare, proseguendo così finché il retto non sarà abbastanza pulito da lasciar passare tutto il liquido.

Importante:

Verificare che l’altezza a cui si è posto l’enteroclisma sia adeguata, c’è infatti bisogno di essere messa abbastanza in alto (su una porta, per esempio) per avere sufficiente pressione.
Controllare di aver fatto uscire prima tutta l’aria, come descritto sopra.
Assicurarsi che il tubicino e il beccuccio siano ben puliti e non ostruiti.
Eseguire massaggi circolari all’addome per smuovere l’intestino, in caso di costipazione l’acqua non riesce infatti a scorrere, bloccandosi o fuoriuscendo.
Per rilassare l’intestino preferire acqua tendente al caldo (37-38°), per tonificarlo acqua più fresca (dai 25 ai 27°) e questo potrebbe costituire l’atto finale del lavaggio col clistere.
TIPI DI CLISTERE
Un clistere può essere fatto con semplice acqua tiepido/calda, oppure con diverse altre soluzioni, come il clistere di camomilla, clistere di sale o clistere di caffè.

CLISTERE DI CAFFÈ O CAFFÈ VERDE
Il clistere di caffè è una pratica che viene utilizzata da migliaia di anni.

Il caffè, conosciuto come rimedio per guarire il fegato, anticamente veniva dato in particolare agli anziani e agli infermi.

BENEFICI DEL CLISTERE DI CAFFÈ
Questo tipo di clistere agisce come un solvente in grado di “staccare” i rifiuti e le tossine accumulati sulle pareti del colon. Quindi è ottimo per curare la stitichezza ostinata.

La caffeina stimola i muscoli dell’intestino favorendo la peristalsi.

Ma il principale beneficio del clistere di caffè è quello di eliminare le tossine attraverso il fegato.

Con il clistere di caffè la caffeina viene assorbita attraverso le pareti dell’intestino e, attraverso

la vena porta, viene trasportata fino al fegato, questo apre i dotti biliari e provoca l’espulsione di tutte le tossine accumulate, diventando quindi una per attuare una pulizia profonda del fegato da scorie e le tossine accumulate negli anni. Consiglio di utilizzare caffè bio per clisteri. In alternativa si può utilizzare il caffè verde, che è il caffè non tostato ma solo essiccato. Esistono in commercio dei mix di entrambi.

PREPARAZIONE:

Si porta a bollore un litro di acqua.
Si aggiungono tre cucchiai di caffè.
Si lascia sobbollire per 15 minuti e poi si filtra il caffè, rabboccando l’acqua che si perde per arrivare a un litro.
È importante che l’acqua non sia bollente, ma solo calda, per accertarsi che sia tollerabile, tenerci immersa una mano per qualche secondo. In caso sia troppo calda, aggiungere acqua fredda o del ghiaccio.
Proseguire come nelle indicazioni date sopra per il clistere.
Cercare di trattenere il liquido all’interno dell’intestino almeno 5 minuti prima di evacuare.
NB: Nel caso in cui l’intestino sia molto pieno, si può prima svuotare con un primo clistere di sola acqua calda o camomilla calda e dopo fare il clistere di caffè.

CLISTERE ALLA CAMOMILLA
Il clistere alla camomilla si fa quando l’intestino è irritato o nei casi in cui il clistere al caffè stia stimolando un rilascio eccessivo di bile da parte del fegato di bile. Le indicazioni sono simili a quelle fornite per la preparazione del clistere al caffè che, però, andrà sostituito con una tazza di camomilla in fiori (non camomilla solubile) da aggiungere ad un litro d’ acqua, e lasciata in infusione per 15 minuti.

Si filtra e quello che si ottiene sarà il concentrato per 4 clisteri (250 ml di concentrato di camomilla e 750 ml di acqua per ogni clistere).

CLISTERE CON SALE MARINO INTEGRALE
Disinfettante e depurativo, è utile contro costipazione, flatulenza e meteorismo.

Per un litro d’acqua si usa la dose di 20-30 g di sale marino integrale (non sale da cucina raffinato, né sale marino iodato, ma sale marino integrale).

Si scioglie il sale in un litro di acqua tiepido/calda e si procede come da indicazioni.
Si può preparare un clistere con sale marino facendolo sciogliere nell’infuso di camomilla, combinando così le due metodologie di lavaggio in una sola.
Si può aggiungere un cucchiaio di olio d’oliva per ammorbidire ulteriormente le feci e offrire un effetto ancora più lubrificante.
INDICAZIONI
A volte l’evacuazione può incontrare resistenze. È normale se l’intestino è troppo pieno o è teso, o c’è presenza di molta aria. È importante rilassarsi, e fare le cose con calma e pazienza, d’altronde “anche l’intestino vuole la sua ispirazione”. Prova a massaggiare l’addome prima di iniziare, se senti che è teso e gonfio.

Il momento migliore per fare un lavaggio è al mattino, oppure nel pomeriggio. Io lo consiglio a stomaco vuoto. Nel caso si faccia a stomaco vuoto può darsi che dopo si attivi un po’ di stimolo della fame, perché si libera il tratto gastrointestinale. Nel caso si faccia a stomaco pieno, favorirà comunque una buona digestione.

Non preoccuparti se il giorno dopo aver fatto il clistere non hai lo stimolo di andare in bagno. Il clistere è una pratica periodica, quando si interrompe l’intestino necessita dalle 24 alle 48 ore per tornare al suo ritmo normale. Puoi eventualmente aiutarlo con l’uso di una tisana leggermente lassativa per un paio di giorni, finché tutto ritorni alla normalità.

PRODOTTI UTILI
Qui di seguito ti elenco alcuni prodotti e rimedi utili, alcuni elencati nell’articolo, da assumere per favorire il lavoro intestinale.

Se stai periodicamente effettuando delle pulizie con i clisteri, e specialmente se sei in dieta chetogenica o su base proteica, ricorda che il tuo intestino potrebbe avere bisogno di elettroliti.

In questo caso ti consiglio il potassio e il magnesio, li trovi nello shop. Così come tutti i prodotti elencati nell’articolo, e un intero protocollo dedicato alla pulizia e alla rigenerazione dell’intestino.

Maria Teresa Ficchi – Naturopata –

NATUROPATA & LIFE COACH
Amo prendermi cura degli altri e aiutarli a stare bene con i metodi naturali. Diventare naturopata era il mio destino.

Sono cresciuta in mezzo alla natura e osservavo con molta attenzione mia nonna e le sue capacità di interagire con gli elementi naturali, così come tutte le nonne e le mamme di cui ero circondata.

Ho seguito una accademia di naturopatia ad indirizzo bioenergetico, che mi ha subito affascinata, così come le discipline del percorso di studi : reiki, shiatsu, riflessologia, geobiologia, radioestesia, floriterapia, alimentazione.

Anni in cui ho imparato, lavorando prima su me stessa, ad entrare in relazione ed empatia con l’altro, per vederne gli squilibri, sentirne i bisogni, trovare insieme una via per il benessere.

Per saperne di più: Energydetox.it