Carota novella di Ispica

Italia La carota novella di Ispica appartiene al gruppo della carota rossa semilunga nantese. Nel 2006 ha ottenuto una protezione provvisoria nazionale e successivamente si è presentata istanza alla Commissione europea per il riconoscimento dell’Igp.

Dopo vari controlli, l’11 maggio 2010 è stata pubblicata presso la gazzetta ufficiale dell’Unione europea la domanda di registrazione della denominazione. Dopo un’attesa di sei mesi, come disciplina la norma comunitaria, il 7 gennaio 2011 entra ufficialmente in vigore il regolamento che introduce la carota novella di Ispica nel registro ufficiale europeo dei prodotti ad Indicazione Geografica Protetta (Igp)

La zona di produzione della Carota novella di Ispica Igp comprende il territorio idoneo per la coltivazione della Carota da sempre caratterizzato da un’omogeneità delle condizioni climatiche e pedologiche che ne hanno permesso la coltivazione fin dagli anni ’50. La zona è così individuata:

Provincia di Ragusa – Nel territorio dei seguenti comuni: Ispica, Pozzallo Vittoria Acate Ragusa (in parte) Chiaramonte Gulfi (in parte) Comiso (in parte) Modica (in parte) Santa Croce Camerina (in parte) Scicli (in parte) Provincia di Siracusa

Nel territorio dei seguenti comuni:
Pachino Portopalo di Capo Passero Rosolini Noto (in parte) Provincia di Catania

Nel territorio di: Caltagirone (in parte) Provincia di Caltanissetta

Nel territorio di: Niscemi (in parte)

Questo territorio di produzione è caratterizzato inoltre da temperature medie invernali elevate, elevato numero di ore di luce solare (Pachino, Pozzallo e Ispica sono le città più assolate d’Italia), terreni di medio impasto

La carota novella di Ispica Igpappartiene al gruppo della carota rossa semilunga nantese. Nel 2006 ha ottenuto una protezione provvisoria nazionale e successivamente si è presentata istanza alla Commissione europea per il riconoscimento dell’IGP[1]. Dopo vari controlli, l’11 maggio 2010 è stata pubblicata presso la gazzetta ufficiale dell’Unione europea la domanda di registrazione della denominazione[2]. Dopo un’attesa di sei mesi[3], come disciplina la norma comunitaria, il 7 gennaio 2011 entra ufficialmente in vigore il regolamento che introduce la carota novella di Ispica nel registro ufficiale europeo dei prodotti ad Indicazione Geografica Protetta (Igp).

La zona di produzione della Carota novella di Ispi Igp comprende il territorio idoneo per la coltivazione della Carota da sempre caratterizzato da un’omogeneità delle condizioni climatiche e pedologiche che ne hanno permesso la coltivazione fin dagli anni ’50. La zona è così individuata: Provincia di Ragusa – Nel territorio dei seguenti comuni: Ispica Pozzallo Vittoria Acate Ragusa (in parte) Chiaramonte Gulfi (in parte) Comiso (in parte) Modica (in parte) Santa Croce Camerina (in parte) Scicli (in parte) Provincia di Siracusa

Nel territorio dei seguenti comuni: Pachino Portopalo di Capo Passero Rosolini Noto (in parte)
Provincia di Catania – Nel territorio di: Caltagirone (in parte)
Provincia di Caltanissetta – Nel territorio di: Niscemi (in parte)
Questo territorio di produzione è caratterizzato inoltre da temperature medie invernali elevate, elevato numero di ore di luce solare (Pachino, Pozzallo e Ispica sono le città più assolate d’Italia), terreni di medio impasto tendente allo sciolto, talvolta al sabbioso, con buona dotazione di elementi nutritivi, con buone caratteristiche di profondità e freschezza.

Fonte: wikipedia.org

Le ricette del Consorzio di Tutela della Carota Novella di Ispica