Anche i ''gianchetti'' ora sono cinesi

Mancavano solo i cinesi a sconvolgere il limitato e prelibato mercato dei gianchetti, chiamati in buona lingua italiana ed in dialetto schietto «belli fin» (sessant’anni fa, lungo i viali invernali delle cittadine rivierasche, echeggiava il grido della pescivendola: «Belli fin, donne!»).
I cinesi stanno esportando in Italia un tipo particolare di pesce che è stato ribattezzato «pesce ghiaccio» ed ha la particolarità di essere piccolo, anche in età adulta. In altre parole, assomiglia ai gianchetti, anche se di questi non ha il sapore delicato e la fragranza dovuta al consumo entro le 24 ore dalla pesca. Va comunque detto che i pescetti cinesi non sono disprezzabili e andrebbero i 3 euro al chilo che un prodotto ittico simile merita. Ma c’è qui una rottura della catena della correttezza e dell’onestà. Il pesce esotico, italianizzato come gianchetti, viene venduto a 30 euro al chilo.
Su questo giro poco virtuoso è intervenuto la Capitaneria di porto di Alassio del comandante Daniele Manconi, che, tramite Antonio Raffone, dell’ufficio della capitaneria di Loano, è riuscito a risalire al grossista (magazzino nella piana albenganese) che proprio ieri stava per vendere 40 chili di pesce cinese che naturalmente sarebbe finito sui banconi delle pescherie del ponente ad un prezzo ben superiore ai 3 euro.
Se poi quei 40 chilogrammi fossero stati apprezzati sino ai fatidici 30 euro al chilo, il di più sottratto ai portafogli dei consumatori sarebbe stati addirittura di oltre mille euro.
I gianchetti vengono pescati in Liguria, da febbraio a marzo, in base ad una deroga alla legge che viene concessa addirittura personalmente ad ogni singola imbarcazione da parte del Ministro in persona. Trattandosi di novellame di sardina, il danno ecologico per le acque del mar Ligure non è cosa di poco conto e gli ambientalisti protestano affermando che lo stesso rigore nel proteggere le gigantesche balene deve essere applicato anche ai filiformi pesciolini invernali.
«Ora proseguiremo le indagini per risalire al grossista che importa i ‘’pesci di ghiaccio’’ dalla Cina per tutta l’Italia per fare in modo che non si speculi su questo prodotto, afferma il comandante Manconi. Ma sotto controllo rimane tutta la filiera, dai pescherecci al bancone di vendita al minuto.

Fonte: La Stampa