67° Fiera Internazionale del Bovino da Latte e Italpig

Consuntivo della Fiera che ha dato una grande dimostrazione di vitalità dell'agricoltura italiana.

I 78.463 visitatori da tutto il mondo e i rapporti commerciali sviluppati in Fiera dimostrano quanto l'imprenditoria agricola e zootecnica sia vivace e intraprendente
Il laboratorio della Fiera: confronti e workshop da cui scaturiscono nuove soluzioni e idee per fronteggiare i mercati internazionali
Gli espositori: “Un punto di incontro importante per entrare in contatto con gli operatori più qualificati”.

Cremona, ottobre 2012 – La zootecnia da latte e la filiera della carne suina sono alla base del 70% della produzione agroalimentare d'eccellenza italiana e negli ultimi quattro giorni hanno dimostrato tutta la loro vivacità all'interno della 67° Fiera Internazionale del Bovino da Latte e Italpig.
Nonostante la situazione economica, e il calo di domanda interna, infatti, la forte presenza in Fiera di giovani imprenditori del settore primario conferma che il comparto ha grandi prospettive, e i maggiori economisti internazionali definiscono l'agricoltura come uno dei settori più strategici a livello mondiale, ancora più di quello energetico. A sottolinearlo, anche gli ultimi dati Istat, che danno il PIL nazionale a -2,6% nel secondo trimestre 2012, mentre il comparto agricolo migliora a +0,9% nello stesso periodo.

In questo contesto, la Fiera Internazionale del Bovino da Latte, con i suoi 843 marchi presenti e un programma convegnistico seminariale con 55 appuntamenti che hanno registrato il tutto esaurito, si conferma come uno dei punti di incontro più importanti per tutto il settore agroalimentare. Gli stessi espositori della Manifestazione, che hanno manifestato grande soddisfazione per l'andamento di questa edizione, giudicano la Fiera Internazionale del Bovino da Latte seconda solo ad Hannover in Europa, anche dal punto di vista dell'internazionalizzazione.
Molte sono state infatti le delegazioni di operatori stranieri in visita: basti citare le più numerose: Russia, Norvegia, Germania, Francia, Regno Unito, Spagna, Bielorussia, Ungheria, Croazia, Slovenia, Repubblica Slovacca, USA, Polonia, Olanda, Grecia, Canada, Brasile.

Un risultato che Antonio Piva, presidente di CremonaFiere, sintetizza con “il grande lavoro svolto da CremonaFiere negli ultimi anni, che ci ha portato a collaborare con i protagonisti dell'agricoltura e della zootecnia a livello mondiale, e ci ha consentito di mettere a punto un format fieristico efficace e di grande interesse per tutti gli operatori professionali; con questa edizione abbiamo stabilito un nuovo record di presenze con 78.463 visitatori.”

In contemporanea con la Fiera Internazionale del Bovino da Latte si sono svolti i saloni Italpig e Expocasearia.
Italpig, che ormai si qualifica come la più grande e importante Manifestazione per la suinicoltura nazionale, ha messo in evidenza tutte le criticità e le opportunità di un settore in ripresa ma ancora troppo instabile a causa dei costi di produzione elevatissimi e la mancanza di una concreta tutela di una produzione d'eccellenza.
Nuove proposte arrivano anche dal settore della trasformazione del latte, che in Italia vale oltre 15 miliardi di euro, e in cui le piccole e micro imprese giocano un ruolo fondamentale e da sostenere. Trasformazione che rappresenta inoltre una interessante opportunità di nuovo business per tutti gli allevamenti da latte nazionali.

Un'edizione, dunque, che ha confermato Cremona come una delle più importanti capitali europee del latte e della carne suina, e che dà nuova spinta all'intero settore.

Paolo Bodini