Al via la 58° Fiera del Riso di Isola della Scala
Il Re dei Risotti: Storia, Territorio e Segreti del Riso Nano Vialone Veronese Igp a Isola della Scala (Verona)
Dal 17 settembre al 13 ottobre 2026, Isola della Scala torna a essere la capitale mondiale del risotto con la 58ª edizione della Fiera del Riso. Ma dietro ai fumi delle cucine e ai record dei milioni di piatti serviti ogni anno, si nasconde un legame indissolubile tra l’uomo, la storia e una risorsa naturale straordinaria: l’acqua delle risorgive.
Un legame antico: dalle bonifiche della Serenissima alle risaie
Isola della Scala sorge in un territorio geograficamente privilegiato. È la terra delle risorgive: qui l’acqua pura, proveniente dai rilievi alpini, scorre nel sottosuolo finché, incontrando strati impermeabili in questa fascia di pianura, è costretta a risalire in superficie. Nascono così corsi d’acqua limpidi e puliti, una linfa vitale che da secoli alimenta costantemente le risaie circostanti.
L’inizio della risicoltura nella pianura veronese affonda le radici nella prima metà del 1500. In quel periodo Venezia, già da un secolo forza dominante nella pianura scaligera, avviò un imponente piano di cura e gestione delle terre governate. La Serenissima affrontò il problema delle bonifiche con una duplice e strategica visione: liberare dall’acqua le terre paludose e, al tempo stesso, rendere irrigue quelle sterili.
Questo impegno assunse una rilevanza economica e sociale straordinaria proprio grazie alla coltivazione del riso. I patrizi veronesi, veneziani e non solo, compresero subito il potenziale di questa coltura: investirono ingenti capitali, acquistarono terreni, li bonificarono e li misero a coltura per il nuovo cereale. Gran parte di questo prezioso raccolto partiva poi alla volta dei canali e dei mercati di Venezia, consolidando la ricchezza della Repubblica.
Il Nano Vialone Veronese Igp: un gigante in cucina
Il vero protagonista della Fiera è il Riso Nano Vialone Veronese Igp. Coltivato in una zona circoscritta della pianura veronese, questo cereale ha scritto la storia dell’agroalimentare continentale: nel 1996 è stato infatti il primo riso in Europa ad ottenere il prestigioso marchio d’Indicazione Geografica Protetta (Igp).
Il rigoroso disciplinare di produzione tutela la qualità del prodotto limitando rigorosamente la coltivazione a soli 24 comuni scaligeri. Sebbene oggi la lavorazione della pilatura avvenga con l’utilizzo di moderni e sofisticati macchinari tecnologici, la filosofia produttiva è rimasta fedele alla tradizione: le procedure sono semplici, trasparenti e pulite come in passato, garantendo l’assoluta genuinità del chicco.
L’identikit del chicco perfetto
Perché i grandi chef lo considerano insostituibile? La risposta sta nella sua morfologia e nelle sue proprietà chimico-fisiche:
L’aspetto: Il chicco si presenta di colore bianco, con dimensioni medie e una forma tonda e semilunga, caratterizzato da un dente pronunciato e una testa tozza.
In cucina: Ha una straordinaria capacità di assorbire i sapori dei condimenti rimanendo sempre ben sgranato.
La consistenza: Grazie all’ottima tenuta in cottura e al rilascio bilanciato di amido, è celebrato dai buongustai come il re indiscusso dei risi da risotto.
Dalla ricetta tradizionale del Risotto all’Isolana a base di carni di maiale e vitello profumate alla cannella, fino agli abbinamenti più moderni con pesce e verdure di stagione, il Nano Vialone Veronese Igp dimostra che la grandezza in cucina non dipende dalle dimensioni del chicco, ma dalla sua straordinaria storia. La Fiera del Riso 2026 è l’occasione perfetta per assaporare, forchettata dopo forchettata, questo capolavoro nato dall’acqua e dal tempo.
