Vini piemontesi… in vacanza in Thailandia

Tra i mercati nuovi che l’azienda vitivinicola Bava con sede a Cocconato d’Asti ha posto come obiettivo per lo sviluppo del proprio marchio in Asia, quello della Thailandia mancava da anni di un importatore di livello che garantisse la copertura del territorio nazionale. Si è finalmente giunti a siglare un contratto di esclusiva per i vini piemontesi con uno degli attori principali sulla piazza, il Gruppo Italthai che ha interessi, oltre che nell’alimentare, anche nei settori delle grandi costruzioni e alberghiero.
Per promuovere il lancio dei vini BAVA in Thailandia sono stati organizzati una serie di eventi che hanno toccato le principali zone turisitiche del paese. Oltre alla capitale Bangkok erano comprese località note agli amanti delle spiagge piu’ belle come Phuket, Hua Hin, Koh Samui… dove finalmente si potrà bere bene astigiano nei migliori resorts : Four Seasons, Hilton, JW.Marriott, The Chedi, Sheraton, Anantara, Laguna Beach per citarne solo alcuni.

Nella capitale Bangkok, tra i diversi eventi ,solitamente con alto “tasso di creatività” e valenza culturale, il piu’ curioso, se visto da occhi tailandesi, è stato il Risotto Dinner , una cena di gala dedicata interamente al riso.

Sapendo che la Thailandia è il piu’ grosso esportatore mondiale di riso poteva sembrare la classica vendita di ghiaccio agli eschimesi, ma la logica dell’evento è stata spiegata dal fatto che il Piemonte è, a sua volta, il piu’ grande produttore di riso in Europa e la Barbera il vino considerato il suo compagno perfetto. I produttori di vino piemontesi sanno quindi bene cosa abbinare al cibo piu’ diffuso in Thailandia ed i Bava sono tra i produttori piu’ noti e consolidati di Barbera di qualità.

Ben diverse sono comunque le varietà e i modi del consumo di riso tra le due culture, ma il vino potrebbe fare da ponte naturale tra i due stili di cucina ed in tutti i mercati emergenti asiatici è quanto mai opportuno non “chiudere” il consumo del vino italiano nel solo canale della ristorazione italiana seppur molto popolare nei diversi mercati.

Con Roberto Bava, che ha curato l’evento unitamente allo chef Gianmaria Zanotti, proprietario dell’omonimo “Ristorante Zanotti di Torino”, sono volati a Bangkok Angelo Silvestro “Balin” di Castell’Apertole, notissimo chef del riso vercellese, Faith Willinger, una scrittrice americana esperta di Cucina italiana, e ben 6 diverse varietà nostrane di riso prodotte dalla Cascina Veneria di SaiAgricola, vincitrice di riconoscimenti internazionali per la qualità del riso e maggiore proprietà terriera risicola europea.

Con la varietà Baldo usata per i “Friciulin” dell’antipasto si è stappato un fragrante Spumante Altalanga , la nuova DOC delle bollicine piemontesi coniugata in Rosa dalla Giulio Cocchi di Asti;
al riso Venere, che guarniva il vitello tonnato, si è abbinato un Gavi del Comune di Gavi “Cor de Chasse”; il Sant’Andrea della polentina di Riso con la Barbera Libera ed il Carnaroli del risotto ai gamberi con la Barbera PianoAlto Superiore invecchiata 10 anni, in magnum.
La Barbera Superiore Stradivario ha sposato un medaglione di bue adagiato su un crostone di Riso Gigante di Vercelli ed infine era giustamente la varietà Balilla quella utilizzata per il dessert che accompagnava il Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, vino del quale l’etichetta Bava è leader.
Ha chiuso un Barolo Chinato Cocchi, questa volta senza riso, ma con la sua classica pralina di cioccolato fondente.

Una foto di Anna Magnani in Riso Amaro ha decorato il Menu d’autore stampato per l’occasione.

Altro successo ha riscosso il PASTA Dinner organizzato presso lo storico Ristorante Italiano Gianni in Bangkok . Lo chef- patron Gianni Favro è noto per la sua cucina italiana di ultima generazione con uso di ingredienti originali italiani spediti freschi regolarmente per via aerea dall’Italia.

Gianni Favro ha voluto addirittura proporre l’aperitivo piu’ apprezzato in Piemonte, l’Americano Cocchi, per iniziare la cena dove la pasta era diventata stuzzichino in tante forme accattivanti, e poi via via nella cena le varie forme di pasta fatta a mano ad accompagnare il Gavi di Gavi “Cor de Chassse”, la Barbera Libera con una pasta a forma di riso, la Barbera Superiore PianoAlto di Agliano con i ravioli con tartufo, un necessario Barolo Docg per i paccheri ripieni di agnello al Castelmagno ( noto formaggio della provincia di Cuneo) ed un finale con la nuova Malvasia Rosetta Bava per una lasagna ripiena di frutta tropicale. Il Barolo Chinato Cocchi naturalmente servito con pralineria al cioccolato fondente per concludere la serata.

Roberto Bava in qualità di presidente nazionale della Compagnia del Cioccolato, ha inoltre guidato diverse degustazioni di vini e cioccolati italiani per gli addetti del settore enogastronomico, giornalisti e pubblico. L’avvenimento ha registrato un grande riscontro sulla stampa locale.

Manca ancora in Asia la percezione dell’Italia come produttrice di grandi cioccolati rispetto a quelli francese, svizzero e belga che da anni sono presenti con negozi monomarca e iniziative:
sono quindi tutti molto incuriositi dalle nuove tendenze del cioccolato italiano, nonostante le temperature tropicali rendano piu’ complicata la gestione logistica di un prodotto che si scioglie naturalmente a 36 gradi, una temperatura che si trova spesso per strada.

Alfredo Zavanone