Vincente la Prima edizione di MiWine

Tre giorni, dal 14 al 16 giugno, che sono volati per questa 1° Esposizione Professionale del vino e dei distillati, anche se per i due grossi organizzatori che l’hanno voluta, Fiera Milano (partner al 51%) e Unione Italiana Vini (partner al 49%) è ancora presto per fare i conti e confrontarli con le previsioni e le aspettative di coloro che in prima persona hanno partecipato a questo evento.
Un evento destinato a diventare antagonista di Vinexpo, il Salone che si tiene ogni due anni a Bordeaux e che, d’ora in poi potrà essere visitato in alternanza al Mi-Wine.
I buyers internazionali sono infatti interessati oltre che ai vini francesi, anche ai nostri italiani poiché, in fatto di qualità nulla hanno da invidiare a quelli dei cugini d’oltralpe.
Fra i diversi scopi nel realizzare questo evento, ve ne sono alcuni che meritano di essere rimarcati.
Il primo, come sostiene il Presidente dell’Unione italiana vini, Ezio Rivella, è quello di aumentare il nostro export, in difficoltà a causa di alcune rigide norme europeistiche.
Per Fiera Milano vi è l’obiettivo di ridare vigore ad una città commerciale che, oltre all’alta moda ed al design, ha pieno titolo di occuparsi di vino e i dati parlano chiaro: 14 vini Doc e 3 Docg in Lombardia per un totale di oltre 75 milioni di bottiglie di vino prodotte ed un fatturato di oltre 500 milioni di euro.
Ventitremila sono gli ettari coltivati a vigneto censiti, 15mila gli addetti e sette i consorzi di tutela.
Una Milano che, per rafforzare questa identità forte, ha fatto sì che un giornalista e scrittore, esperto di vitivinicoltura scovasse persino le tracce di quella che fu “la vigna di Leonardo da Vinci”, avuta in dono nel 1490 da Lorenzo de’ Medici per aver dipinto l’Ultima Cena e della quale esistono testimonianze fotografiche datate 1900. E’ attestato che la collocazione della vigna era all’interno di una costruzione adibita , un tempo a Convento, ed oggi sede di un Palazzo dei Congressi ( famoso con il nome di “Stelline”).
Alcuni numeri del Mi-Wine possono comunque fare da consuntivo a questo 1° Salone: oltre 1200 le aziende rappresentate, 16.000 mq espositivi, 25.000 gli operatori coinvolti, di cui 15.400 direttamente impegnati nell’attività di business, vale a dire: stringere contratti sui mercati esteri.
L’affluenza degli stranieri è stata di oltre duemilacinquecento persone e fra questi molti i buyers.
Le zone di provenienza hanno riguardato ben 41 Paesi, dall’Argentina alla Russia, dal Canada al Giappone, dagli Usa all’Australia.
I giornalisti accreditati della stampa estera sono stati più di un centinaio, mentre oltre 450 sono stati quelli italiani che hanno seguito la Mostra.
Ora che l’esposizione è terminata, continuano per tutto il mese di giugno gli Enotour, durante i quali buyers e giornalisti visitano i territori e le aziende vitivinicole italiane.
Dopo le anticipazioni in Oltrepò Pavese e in Friuli Venezia Giulia, vi saranno gli Enotour in Valtellina e in Sicilia, i due estremi dello stivale idealmente collegati da MiWine,
cui seguiranno nei prossimi giorni gli ultimi tre in Campania, in Toscana e Puglia.
MiWine, nel suo inizio, ha dunque soddisfatto le aspettative degli operatori, riuscendo a portare a Milano la cultura del vino.
Fino a fine luglio sarà visitabile alla Triennale la mostra “Sensi Divini” sulla cultura del bere tra design e architettura e MiWine, mentre il MiWine si è concluso con la Notte bianca di Milano nel quadrilatero della moda. Una cultura del vino e del bere a livelli d’eccellenza, che ha avuto la conferma nelle Degustazioni per il pubblico organizzate da MiWine Emotions.
Hanno contribuito alla realizzazione positiva della manifestazione anche due appuntamenti esclusivi: il primo organizzato da Angelo Gaja che ha coinvolto nelle degustazioni altri sei eccellenti produttori; questi, hanno presentato annate introvabili dei vini che li hanno resi famosi nel mondo. Fra tutti Jacques Larviere dello Champagne Gosset, Willy Klinger dalla California, l’austriaco Alois Kracher e Niccolò Incisa della Rocchetta, produttore del Sassicaia.
Con questa iniziativa Angelo Gaja ha portato a Milano il Gotha mondiale del vino.
Un altro appuntamento di successo è stato quello organizzato da “Primum Familiae Vini”, un’associazione che riunisce undici famiglie storiche, i cui componenti erano personalmente presenti a Milano per guidare l’assaggio dei propri vini bandiera: fra tutti Château Mouton Rothschild da Bordeaux, Joseph Drouhin dalla Borgogna, Pol Roger dallo Champagne, Paul Jaboulet Aîné dalla Valle del Reno, Hugel & Fils dall’Alsazia, Egon Müller Scharzhof dalla Saar, Robert Mondavi dalla California e Marchesi Antinori.
Una confezione con le bottiglie migliori di “Primum Familiae Vini” è stata battuta
all’asta a Palazzo Reale per undicimila mila euro.
Il ricavato è stato destinato alla Comunità di San Patrignano.
Tutta Milano, con il Mi-Wine è stata coinvolta con manifestazioni, assaggi, iniziative legate al mondo del vino e, per un compratore estero, non è certo poca cosa ammirare il Duomo e la Madonnina, a dimostrazione che “Milan l’è un gran Milan”.

Pietro Tibaldeschi