Viaggi Slow Food nei suoi Presidi del mondo

Salone del Gusto e Terra Madre, che quest’anno si terranno dal 23 al 27 ottobre a Torino rispettivamente nelle sedi di Lingotto Fiere e Oval, rappresentano un vero e proprio viaggio alle radici del cibo, dalla tavola alla terra e dalla terra alla tavola, andata e ritorno. Ma le due manifestazioni sono solo gli eventi clou di una rete mondiale di piccoli produttori che seguono la filosofia di una produzione di cibo buona, pulita e giusta. Molti di essi provengono da luoghi di notevole interesse turistico e tra questi alcuni ancora poco conosciuti e di incomparabile bellezza. Ecco alcuni esempi di un giro del mondo attraverso la rete Slow Food.
Egitto Per chi ama i veri viaggi culturali, alla ricerca di luoghi che mantengono antichi costumi, usanze e tradizioni, dialetti originari rimasti immutati nel corso dei secoli, non può mancare tra le proprie mete l’oasi di Siwa, nell’Egitto orientale. Tra le calde sabbie del deserto sorge una distesa di palme con piccoli laghi e numerose vasche di acqua dolce sorgiva a diverse temperature (i cosiddetti ˝bagni di Cleopatra˝, dove un tempo le spose si bagnavano il giorno delle nozze). Oggi Siwa conta 11000 abitanti, alcuni dei quali vivono ancora nelle tradizionali costruzioni di mattoni di fango. Il luogo serba siti di pregevole valore storico come il tempio dell’oracolo dedicato al dio Amon e altre costruzioni di epoca faraonica, la collina della morte (il Gebel el-Maut) con la sue tombe risalenti dalla Xxvi dinastia al periodo Tolemaico. Siwa offre anche un sito termale ottimo per fare bagni e sabbiature calde. Al Salone del Gusto e Terra Madre sarà presente il Presidio dei datteri dell’oasi di Siwa, cibo fondamentale nella tradizione locale. L’associazione Siwa Community Development Environmental Conservation, con il supporto della Fondazione Slow Food per la biodiversità Onlus, punta alla produzione e commercializzazione sul mercato nazionale e internazionale dei datteri di migliore qualità. Spagna Dal mare all’alta montagna in un chilometro, questa è la Provincia valenciana di Castellón, dove si trova il Presidio dell’olio extravergine di olivi millenari del Maestrat. Ma oltre al classico turismo balneare, la regione offre diverse alternative: castelli (interessante il Castillo de Peñisola a picco sul mare), borghi fortificati come Mascarell, resti romani a Benicató, le grotte di San José nella Valle di Uxó, l’architettura religiosa a Nules, numerosi parchi naturali, il Santuario della Cueva Santa e tanto altro ancora per un viaggio in un territorio tipicamente mediterraneo. Per preservare lo storico paesaggio del Maestrat e la sua cultura legata ai monumentali olivi, si produce e commercializza dal 2003 un olio ricavato da sole olive di alberi millenari: estratto a freddo e decantato naturalmente, è un olio dal profumo intenso e fruttato, che potrà essere degustato e acquistato al Salone del Gusto. Nuova Caledonia Da uno dei luoghi più esotici al mondo arriveranno diverse comunità del cibo per il meeting di Terra Madre. La Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, grazie al supporto finanziario della Regione Veneto, sta sviluppando un progetto di approfondimento e divulgazione della conoscenza della biodiversità alimentare locale, delle tradizioni agricole e culturali della Nuova Caledonia, con un focus specifico sui Kanak (gli abitanti di origine melanesiana), senza trascurare l’apporto delle altre etnie che interagiscono nel territorio (caledoni di origine europea, asiatici, giapponesi, melanesiani e polinesiani, ecc. ). La Nuova Caledonia, situata nella parte occidentale della Melanesia (Pacifico francofono), è un arcipelago interamente circondato da una barriera corallina che forma la più grande laguna al mondo. Le principali attrazioni del luogo sono costituite dalle splendide spiagge, dai fondali e dalle acque cristalline dell’isola di Grande Terre, dove si trova la capitale Nouméa, dall’Ile des Pins, situata a Sud di Grande Terre e dall’arcipelago delle Iles Louyauté, che si trova di fronte alla costa orientale. Da non perdere il Centro culturale Tjibaou di Nouméa, nato nel 1998 grazie all’attività di Jean-marie Tjibaou, etnologo, leader indipendentista impegnato negli anni ‘70 e ‘80 nella difesa e promozione della cultura Kanak. Il centro, progettato dai Kanak e realizzato per la parte architettonica da Renzo Piano, si dedica al recupero e alla conservazione dei saperi tradizionali delle popolazioni native ed è una delle istituzioni più innovative di tutta l’Oceania. Brasile Nel cuore della foresta Amazzonica si trovano i Sateré-mawé, un gruppo etnico semi-nomade che ha una popolazione stimata in circa 8000 individui distribuita in un’ottantina di villaggi. La Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus è presente in zona con due Presìdi, il nettare di canudo e il waranà nativo. Il legame tra i due progetti è molto stretto, poiché il miele è ottenuto principalmente dalla fioritura del waranà. La domesticazione delle api canudo è diffusa presso una quindicina di villaggi, ed è fondamentale perché questo tipo di ape selvatica è responsabile dell’impollinazione di almeno l’80% degli alberi dell’Amazzonia. L’ambiente che circonda la comunità dei Sateré-mawé è pressoché incontaminato, immerso nello sconfinato verde della foresta pluviale. Se si ama l’avventura all’insegna del turismo responsabile, l’Icei (Istituto Cooperazione Economica Internazionale) ha realizzato un ecovillaggio sperimentale, 20 Kilos, in un’area situata lungo il fiume Andirà (affluente del Rio delle Amazzoni) e messa a disposizione delle comunità indigene. Nel villaggio è sorta una struttura ricettiva di accoglienza per i turisti costruita secondo gli stessi principi di sostenibilità, dove si ha l’occasione unica di vivere a contatto con i Sateré-mawé, conoscere la loro cultura, partecipare alle loro attività. (Per informazioni : Icei tel. 02. 25785763 – www. Icei. It). .