Via libera europeo all’olio tunisino

Tra i voti contrari quello di Paolo De Castro

Il 10 marzo scorso il Parlamento europeo ha approvato la proposta di Regolamento sull’introduzione di misure commerciali autonome di emergenza a favore della Tunisia, che prevedono tra l’altro l’aumento del contingente a dazio zero dell’import di olio di oliva dal Paese africano. Con l’approvazione, il Parlamento Europeo dà così il via libera definitivo all’import di 35mila tonnellate l’anno nel 2016 e 2017 di olio tunisino a dazio zero. La proposta approvata contiene due modifiche chieste dall’Assemblea e accettate dal Comitato dei rappresentanti permanenti su tracciabilità e divieto di proroga del provvedimento. Favorevoli 500 voti, 42 quelli astenuti e 107 i contrari. “Ho votato no per confermare la mia contrarietà a un provvedimento sbagliato nelle modalità e nei tempi di applicazione – ha affermato Paolo De Castro, coordinatore S&D della Commissione agricoltura del Parlamento europeo – E’ comunque un dato oggettivo che quella approvata oggi è una proposta migliore rispetto alla precedente, mitigata grazie ai due emendamenti Comagri assimilati nel testo originario. L’impegno del Capo della Diplomazia Ue, Federica Mogherini, a lavorare per la suddivisione mensile del contingente extra quando l’esecutivo Ue si occuperà del Regolamento attuativo è un ulteriore risultato positivo. Resto però dell’idea – ha concluso De Castro – che la Tunisia vada aiutata con provvedimenti diversi che sostengano davvero le imprese locali non favorendo la diffusione di pratiche fraudolente da parte di alcuni imprenditori del Sud Europa”. Contrario a qualsiasi aumento permanente del contingente di olio tunisino anche il ministro Maurizio Martina che ha dichiarato: “Come Mipaaf abbiamo posto delle condizioni chiare sull’attuazione e sulle quote mensili dei contingenti e su questi punti non intendiamo cedere. Se non avremo garanzie continueremo a opporci all’adozione del Regolamento da parte della Commissione. Nel frattempo gli organismi di controllo del Ministero, a partire da Capitanerie di Porto, Corpo forestale e Ispettorato repressione frodi, intensificheranno le ispezioni ai porti sul prodotto in arrivo: la filiera dell’olio italiano – ha concluso il titolare del Mipaaf – è tra le più controllate in assoluto e negli ultimi due anni abbiamo alzato il livello della risposta contro possibili frodi come mai accaduto in passato”.