Vi presento la Dieta PHD per la salute planetaria
E’ una dieta proposta dagli scienziati per proteggere la salute umana e l’ambiente
La dieta PHD (sigla di Perfect Health Diet) è un approccio nutrizionale sviluppato da Paul e Shou-Ching Jaminet, due ricercatori che hanno combinato scienza moderna, biologia evolutiva e medicina clinica per proporre una dieta “ottimale” per la salute umana a lungo termine.
Ecco una panoramica chiara e sintetica:
Principi di base della dieta PHD
L’idea centrale è che l’essere umano è evolutivamente adattato a un certo equilibrio di macronutrienti e che deviazioni da questo equilibrio causano molte malattie croniche.
Rapporto dei macronutrienti consigliato:
• Carboidrati: 20–30% delle calorie totali
→ provenienti da fonti “sicure” come patate, riso bianco, patate dolci, tapioca.
• Grassi: 50–60% delle calorie
→ soprattutto grassi saturi e monoinsaturi (burro, olio di cocco, olio d’oliva, grassi animali di buona qualità).
• Proteine: 10–20% delle calorie
→ da carne, pesce, uova, e latticini interi.
Alimenti consigliati
Cibi “sicuri” e naturali:
Tuberi e amidi “sicuri” (riso bianco, patate, igname, tapioca)
Verdure e frutta in quantità moderata
Carni, pesce, uova
Grassi sani (burro, olio d’oliva, olio di cocco)
Latticini fermentati se tollerati (yogurt, kefir)
Brodi di ossa, fegato e frattaglie occasionalmente
Alimenti da evitare
Cibi moderni o infiammatori:
Cereali integrali e legumi (a causa di antinutrienti come fitati e lectine)
Oli vegetali industriali (mais, soia, girasole, ecc.)
Zuccheri raffinati e dolci industriali
Prodotti ultra processati
Eccesso di frutta secca o semi
Elementi distintivi
Digiuno intermittente leggero: 12–16 ore tra la cena e il primo pasto del giorno
supplementazione mirata: vitamine liposolubili (A, D, K2), magnesio, iodio, selenio, zinco, e vitamina C, se la dieta non ne fornisce abbastanza
Obiettivo: supportare la salute cellulare, il metabolismo, e il microbiota intestinale
Per concludere la dieta PHD è una versione “nutrizionalmente evoluta” della paleodieta, più equilibrata nei carboidrati e più attenta all’ottimizzazione a lungo termine della salute metabolica e mitocondriale.
In sintesi i Principi di base della dieta PHD, la cui idea centrale è che l’essere umano è evolutivamente adattato a un certo equilibrio di macronutrienti e che deviazioni da questo equilibrio causano molte malattie croniche.
Rapporto dei macronutrienti consigliato:
Carboidrati: 20–30% delle calorie totali → provenienti da fonti “sicure” come patate, riso bianco, patate dolci, tapioca.
Grassi: 50–60% delle calorie – → soprattutto grassi saturi e monoinsaturi (burro, olio di cocco, olio d’oliva, grassi animali di buona qualità).
Proteine: 10–20% delle calorie – da carne, pesce, uova, e latti- ini interi.
Alimenti consigliati
Cibi “sicuri” e naturali:
Tuberi e amidi “sicuri” (riso bianco, patate, igname, tapioca)
Verdure e frutta in quantità moderata
Carni, pesce, uova
Grassi sani (burro, olio d’oliva, olio di cocco)
Latticini fermentati se tollerati (yogurt, kefir)
Brodi di ossa, fegato e frattaglie occasionalmente
Alimenti da evitare
Cibi moderni o infiammatori:
Cereali integrali e legumi (a causa di antinutrienti come fitati e lectine)
Oli vegetali industriali (mais, soia, girasole, ecc.)
Zuccheri raffinati e dolci industriali
Prodotti ultraprocessati
Eccesso di frutta secca o semi
Elementi distintivi
Digiuno intermittente leggero: 12–16 ore tra la cena e il primo pasto del giorno.
Supplementazione mirata: vitamine liposolubili (A, D, K2), magnesio, iodio, selenio, zinco, e vitamina C, se la dieta non ne fornisce abbastanza.
Obiettivo: supportare la salute cellulare, il metabolismo, e il microbiota intestinale.
In conclusione La dieta PHD è una versione “nutrizionalmente evoluta” della paleodieta, più equilibrata nei carboidrati e più attenta all’ottimizzazione a lungo termine della salute metabolica e mitocondriale.
Interessante è infine conoscere anche il Report EAT-Lancet 2025 e a questo link potete leggerne i risultati pubblicati il 2 0ttobre scorso.
