Una pillola contro la sclerosi multipla

E' tutta italiana la prima pillola contro la sclerosi multipla, che permetterà di sostituire le ripetute e fastidiose iniezioni dei farmaci necessari per alleviare i sintomi della grave patologia. Lo studio sul "Laquinimod", questo il nome del nuovo farmaco, è stato infatti condotto da un team di ricercatori dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, e pubblicato sulla prestigiosa rivista Lancet.

La pillola ha dimostrato di poter ridurre i segni della malattia, e in più è ben tollerata dai pazienti. Un significativo progresso per la qualità della vita, secondo gli esperti, visto che, come conferma Laura Bell della MS Society, l'associazione internazionale dei malati, "dover iniettare regolarmente trattamenti è sgradevole, quanto prima una pillola sicura e efficace viene messa a disposizione dei malati tanto meglio è".

La sclerosi multipla è causata da un guasto del sistema immunitario, che attacca la mielina a protezione delle guaine dei nervi, danneggiando la loro capacità di trasmettere segnali. I farmaci attualmente disponibili, come ad esempio glatiramer acetato e beta interferone, si concentrano sulla infiammazione causata dalla malattia, ma tutti devono essere iniettati.

L'ultimo studio, con la partecipazione di 51 centri in nove Paesi, è stato incentrato su 300 pazienti che avevano avuto almeno una ricaduta nel corso dell'anno precedente. I pazienti hanno ricevuto dosi giornaliere di 0.3mg o 0.6mg di laquinimod, o una pillola di placebo. L'impatto è stato valutato effettuando scansioni del cervello e del midollo spinale ogni quattro settimane per nove mesi. I ricercatori hanno scoperto che, rispetto al placebo, i pazienti che avevano assunto la dose più alta di Laquinimod avevano riportato il 40% in meno di danni, mentre il dosaggio più basso sembra non aver avuto alcun effetto significativo. Solo due pazienti hanno sviluppato effetti collaterali, piuttosto gravi, che però si sono subito interrotti quando hanno smesso di assumere il farmaco.

Risultati positivi, insomma, come ribadisce Laura Bell: "Le persone che vivono con la sclerosi multipla possono essere incoraggiati dal fatto che ora ci sono più terapie orali in fase avanzata di sperimentazione clinica. Seguiremo da vicino i progressi di questa e di altre sperimentazioni, in
attesa di ulteriori risultati promettenti".